In Italia

Giovanni Taranto, direttore di Metropolis Tv “Ci sono passato anch’io, ho avuto tante minacce, ma non ho smesso”

Intervista di Arnaldo Capezzuto.

CASTELLAMMARE DI STABIA.Giovanni Taranto, direttore di Metropolis Tv e Tg a spiega ad Ossigeno che l’episodio coinvolge non solo l’emittente ma l’intera comunità di Castellammare di Stabia.

“Questa violenza inaudita e ingiustificata offende l’intera città di Castellammare e tutte le persone, i familiari, gli amici del ragazzo di cui si celebravano i funerali. In queste occasioni i giornalisti fanno solo il loro dovere. Non lavorano per un tornaconto personale. I cronisti sono gli occhi e la voce della gente: vanno sul territorio per rendere un servizio a tutta la comunità”.

“Il clima che si respira intorno a noi – aggiunge Giovanni Taranto – si fa sempre più pesante. Spero che non si torni allo stesso clima dei primi Anni Novanta, quando chi raccontare i fatti finiva sistematicamente nel mirino del boss e del clan di turno. Lo so e ne parlo con competenza perché appartengo ad una generazione di cronisti che ha pagato tantissimo sul piano personale. Io ho cominciato la mia avventura giornalistica con Giancarlo Siani e mai potrei tradire il patto d’onore che prevede di mettere tutto il proprio impegno e anche la propria vita al servizio della professione giornalistica . Anch’io, come tanti altri, ho avuto minacce, ho ricevuto a casa buste con proiettili. Ho subito manomissione in casa, in garage. Persone che non conoscevo si sono avvicinate e mi hanno detto: “Dottore, salutatemi vostra moglie ed i due bambini”. Sono stato pedinato, hanno cercato di intimidirmi.

Dall’inizio degli anni Novanta e fino a qualche anno fa è stato un crescendo con denunce, indagini, fascicoli, sorveglianza radiocontrollata, tutela delle forze dell’ordine e ho dovuto perfino prendere il porto d’armi per ragioni di difesa e sicurezza personale. Questo è il prezzo salatissimo che ho dovuto pagare per fare questo mestiere e non permetterò che ritorni quel clima d’intimidazione. Ricordo che oltre Catello Germano nel mirino dei facinorosi qualche mese fa è finito anche il nostro giornalista-reporter Fabio Cosma Colombo anche in quel caso aggredito e ferocemente picchiato per aver scattato un paio di foto. Reagiremo alla violenza, alla prevaricazione – conclude Taranto – con i nostri strumenti cioè facendo bene e fino in fondo il nostro lavoro di cronisti”.

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