In Italia

Il governatore: chi racconta i miei guai è “cialtrone” e fa parte della “cricca”

Perché il presidente della Regione Scopelliti ha insultato pubblicamente i giornalisti Guido Ruotolo, Enrico Fierro e Roberto Galullo

Sono «giornalisti cialtroni», «pensano di costruire le loro fortune personali sulle disgrazie altrui» e «fanno parte della cricca». Ecco cosa ha detto il presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti di tre giornalisti di indiscussa serietà e riconosciuta professionalità, Guido Ruotolo, Enrico Fierro e Roberto Galullo che da tempo sui loro giornali, rispettivamente La Stampa, Il Fatto Quotidiano e Il Sole24ore, raccontano con scrupolo e perizia i fatti e i misfatti della Calabria.

Al governatore, probabilmente, ha dato fastidio il fatto che negli ultimi mesi la loro attenzione si sia rivolta al grande scandalo finanziario del Comune di Reggio Calabria, per il quale è indagato proprio Scopelliti. E hanno ricordato, come era doveroso, che la Corte dei Conti ha associato quel disastro a lui, che, all’epoca in cui furono formati quei bilanci, era il sindaco in carica.

Bisogna anche capire lo stato d’animo di un governatore di fronte a giornali che parlano di lui in modo poco lusinghiero. Ma ricorrere agli insulti non è elegante e quando a ricorrervi è un personaggio dotato di potere le parole assumono inevitabilmente un sapore intimidatorio.

Scopelliti ha evidentemente perso le staffe, il 16 novembre scorso, quando ha detto quelle cose prendendo la parola ad una manifestazione pubblica in memoria di Ciccio Franco, leader fascista della rivolta di Reggio del ’70.

Il governatore parlava ai suoi sostenitori. Ha rivendicato i meriti dalla sua passata amministrazione. Fatto è che al palazzo di Giustizia, a poche centinaia di metri da dove il presidente della Regione rivendicava i suoi meriti, i magistrati indagano su di lui. Gli hanno rivolto due contestazioni, per un’unica ipotesi di reato: falso in atto pubblico. Proprio il 17 novembre Scopelliti sarebbe dovuto comparire davanti ai pm per rispondere delle presunte irregolarità contabili dei bilanci comunali approvati negli anni che vanno dal 2007 al 2010, periodo in cui era sindaco della città. Secondo una recente relazione degli ispettori del ministero del Tesoro, per formare i bilanci sarebbero «stati adottati artifici contabili al fine di occultare la reale situazione finanziaria dell’ente»

La voragine del debito è stata calcolata in 170 milioni di euro. La città dello Stretto è sull’orlo del fallimento. Centinaia di lavoratori delle aziende partecipate non prendono gli stipendi da un semestre.

Una contestazione riguarda la prassi contabile che sarebbe stata messa in atto per occultare la reale destinazione di alcuni finanziamenti. Questo reato sarebbe stato commesso da Scopelliti in concorso con Orsola Fallara, l’ex dirigente comunale del settore Finanza e Tributi che non potrà dare la sua versione dei fatti perché si è suicidata in circostanze misteriose, a dicembre 2010, ingerendo acido muriatico. Misteriosa è anche la morte di un intimo confidente della Fallara, Peppe Sorgonà, ucciso il 7 gennaio 2011, “in modo eclatante, crivellato di colpi – ha scritto Enrico Fierro sul Fatto il 4 novembre – come si usa a Reggio quando l’omicidio deve parlare soprattutto ai vivi. Se (Orsola Fallara, ndr) gli ha confidato segreti sugli anni d’oro del Comune non lo sapremo mai”.

A turbare la quiete del governatore sono anche altre risultanze di recenti inchieste dell‟Antimafia reggina: l’arresto di Santi Zappalà, consigliere regionale e grande elettore di Scopelliti, finito dentro per aver chiesto voti al clan Pelle; i guai giudiziari dell‟assessore regionale all’Ambiente Francesco Pugliano; il fatto che in diversi procedimenti almeno cinque pentiti di ‘ndrangheta abbiano fatto il nome dello stesso Scopelliti.

Queste cose hanno scritto nei primi giorni di novembre Galullo, Fierro e Ruotolo nei loro articoli. Hanno raccontato i fatti, mettendoli in fila, cercando di ricostruire il clima che si respira e la situazione. L‟hanno fatto con la consueta attenzione che usano ogni volta che scrivono di mafia e politica.

L‟articolo «Cinque pentiti: così noi aiutiamo i politici» di Enrico Fierro, è apparso sul «Fatto» il 3 novembre: «A Reggio Calabria s’indaga sull’appoggio mafioso ai candidati». Lo stesso giorno su La Stampa, è uscito il reportage di Guido Ruotolo: «Le trame oscure di Reggio Calabria. Attentati ai pm, veleni tra magistrati e la pressione della ‘ndrangheta. Viaggio in una città sotto scacco». Sullo stesso giornale, il giorno dopo, lo stesso Ruotolo ha pubblicato un altro servizio dal titolo: «Reggio Calabria a picco tra sprechi e cosche. Il Comune sepolto dai debiti, aziende non pagate. Nel mirino la gestione di Scopelliti, ora governatore». Lo stesso 4 novembre, sul «Fatto», Enrico Fierro ha pubblicato un‟ampia inchiesta sullo stesso tema, dal titolo «Il miracolo è finito»: «Prima le archistar e le feste con Lele Mora. Ora solo i debiti. Reggio Calabria sul lastrico».

Il «Sole24Ore» ha pubblicato l‟8 novembre l‟inchiesta di Roberto Galullo. É la settima puntata di un ampio approfondimento che la testata di Confindustria sta conducendo sui conti delle Regioni. È dedicata alla Calabria e il giornalista – oltre a ricostruire il caso Fallara di cui aveva già ampiamente scritto sul giornale e sul suo blog – ha messo in fila le voci della spesa pubblica, lasciando intendere, la ragione clientelare di alcune “schizofrenie” di bilancio.

Questo insieme di articoli deve essere apparso come un insopportabile fuoco incrociato, agli occhi del governatore, che non ha gradito tanto interesse da parte della stampa nazionale per la sua Regione, e per questioni che lo riguardano personalmente.

Contro la reazione di Scopelliti hanno preso posizione in molti: i comitati di redazione delle testate dei tre cronisti, l’osservatorio Ossigeno per l‟Informazione, la segreteria nazionale del Pd. I tre giornalisti hanno ringraziato per la solidarietà e hanno assicurato che continueranno a fare il loro lavoro come prima.

Solidarietà è giunta anche dal settimanale calabrese Il Corriere della Calabria, il cui direttore Pollichieni e il cronista Musolino, in passato, sono stati vittime di attacchi personali del governatore Scopelliti.

Il 7 ottobre 2010, il quotidiano Calabria Ora ospitò una lunga intervista al governatore nella quale, fra l‟altro, al direttore Piero Sansonetti, che lo intervistava, dichiarò: «Lei pensa che non ci siano molte persone che conoscono i mafiosi e non per questo sono mafiosi? Secondo me anche alcuni giornalisti del suo giornale… Ci sono giornalisti del suo giornale che il garantismo lo conoscono poco. Per esempio Lucio Musolino» (Al tempo Musolino lavorava per Calabria Ora). Più esplicito l‟attacco del successivo 5 dicembre. In una intervista rilasciata a Libero, a proposito dello stesso cronista, Scopellitì affermò: «Ha uno zio, fratello del padre, il quale risulta affiliato alla cosca Araniti.» In entrambi i casi il governatore non ha parlato del contenuto degli articoli del giornalista, che riportavano notizie in merito a sue presunte frequentazioni con uomini di ‘ndrangheta.

Più recente è la vicenda che riguarda Pollichieni. Il 10 agosto 2011 sul Corriere della sera, Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella hanno ripreso in prima pagina una notizia pubblicata dal Corriere della Calabria diretto da Paolo Pollichieni. L’articolo riferiva la sponsorizzazione di “Miss Italia nel mondo” da parte della Regione Calabria con soldi «che sarebbero stati presi dall’amputazione dei fondi per il contrasto alla povertà e il sostegno alle famiglie». Il giorno il quotidiano di via Solferino ha ospitato una risentita replica di Scopelliti che a proposito di Pollichieni ha affermato: «è personaggio già noto alle cronache giudiziarie calabresi e, nel tempo, ha intrattenuto una serie di incarichi professionali lautamente ricompensati proprio dalla Regione Calabria». Ancora una volta, un attacco personale per confutare una notizia.

LEGGI GLI ARTICOLI DI RUOTOLO, FIERRO E GALULLO:

Galullo, 8 novembre:
http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/getPDFarti
colo.asp?currentArticle=16LG9A

Fierro, 3 novembre:
http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/getPDFarti
colo.asp?currentArticle=16DOA2
Fierro, 4 novembre:
http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/getPDFarti
colo.asp?currentArticle=16FIKQ
Ruotolo, 3 novembre:
http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/getPDFarti
colo.asp?currentArticle=16DVJ6
Ruotolo, 4 novembre:
http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/getPDFarti
colo.asp?currentArticle=16FPQ3

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