La Rue (Onu): raccomandazioni varie per la libertà di stampa

Dalla Rai alla protezione delle minoranze, dal contrasto ai discorsi di incitamento all’odio all’AGCOM, alcuni degli interventi auspicati per l’Italia

ROMA – Rai, trasparenza della proprietà dei mezzi di comunicazione, protezione delle minoranze, contrasto ai discorsi di incitamento all’odio: sono molti gli argomenti toccati nel suo intervento di chiusura della missione italiana da Frank La Rue, l’osservatore incaricato dall’ONU di visitare il nostro Paese producendo un rapporto (che verrà pubblicato il prossimo anno) sulla libertà di espressione.

ACCESSO ALL’INFORMAZIONE – Oltre a parlare della necessità di depenalizzare la diffamazione, proteggere i giornalisti da minacce e intimidazioni, creare una legge di “ostacolo all’informazione”, occorre secondo La Rue dar vita ad una legge sull’accesso alle informazioni. “Ritengo che tale legislazione dovrebbe andare oltre l’attuale norma (Decreto trasparenza del 14 marzo 2013) e garantire la trasparenza e la credibilità per tutte le istituzioni dello Stato. Inoltre, il diritto di richiedere informazioni dovrebbe essere esteso a tutti i cittadini”, ha dichiarato.

La disciplina dell’accesso alle informazioni “dovrebbe inoltre essere accompagnata dalla creazione di un’autorità statale indipendente che garantisca l’esercizio di tale diritto e l’efficacia della normativa stessa. Pertanto, raccomanderei l’approvazione da parte del Parlamento di una legge sul pieno accesso alle informazioni, che assicuri l’accesso dei cittadini alle informazioni pubblichi in materia finanziaria e politica e che preveda il minor numero di restrizioni possibile”.

INCITAMENTO ALL’ODIO – “Particolarmente preoccupante è il ricorso a dichiarazioni di odio nei confronti dei migranti e di altre minoranze durante le campagne elettorali”, ha detto lo “Special Rapporteur”. “Sono particolarmente grato al ministro Cecile Kyenge, che sono riuscito ad incontrare”, ha aggiunto, e grazie alla quale ha capito la gravità del fenomeno nel nostro Paese.

La Rue ha poi manifestato soddisfazione per la proposta di legge su omofobia e transfobia, “un importante passo in avanti nella lotta alla discriminazione in Italia della popolazione LGBT (omosessuali, bisessuali e transessuali). Credo tuttavia”, ha aggiunto, “che tale proposta debba essere ulteriormente modificata al fine di eliminare tutte le eccezioni per istituzioni o gruppi specifici, che potrebbero poi tradursi in scappatoie nella fase attuativa”.

“Vorrei esortare ulteriormente il Parlamento a valutare una legge su altre forme di dichiarazioni di odio come messaggi misogini ed espressioni di incitamento alla violenza nei confronti delle donne e delle persone con disabilità”, ha aggiunto in proposito.

TRASPARENZA ASSETTI PROPRIETARI – È necessario, ha sottolineato poi, che sia nota la “piena identità dei proprietari di mezzi di comunicazione, come pure i relativi meccanismi decisionali e di controllo. Queste informazioni dovrebbero essere messe a disposizione del pubblico da parte dell’organo di regolamentazione”: questo perché solo un’informazione chiara e completa sugli assetti proprietari consente all’opinione pubblica “di interpretare meglio la posizione dei media”, contribuendo anche “a prevenire i monopoli, la proprietà incrociata e la concentrazione illecita dei mezzi di informazione”.

CONFLITTO DI INTERESSI – Occorre anche “una riforma legislativa tesa a introdurre l’incompatibilità esplicita tra la titolarità di cariche elettive e di governo e la proprietà dei mezzi di comunicazione”, ha suggerito l’osservatore ONU.

ANTITRUST – Bene la modifica della legge Gasparri, ma l’eliminazione del “divieto per le emittenti televisive presenti su più canali nazionali di detenere o acquistare azioni di aziende editoriali di giornali”, introdotto nel dicembre 2012, rappresenta, ha ammonito, “una battuta d’arresto”. Anche in questo caso secondo La Rue serve una riforma legislativa: va regolamentato il sistema radiotelevisivo, “specialmente per quanto attiene alle disposizioni antitrust”, ha detto.

ORGANI DI REGOLAMENTAZIONE – “Trasparenza” è la parola d’ordine anche per gli enti di regolamentazione. Le procedure di nomina secondo La Rue dovrebbero essere invece pubbliche e i criteri di selezione andrebbero diffusi, come anche i curricula dei candidati. Pubblica, inoltre, dovrebbe essere la votazione che sancisce la scelta definitiva dei membri.

AGCOM – L’autorità di garanzia delle comunicazioni, ha dichiarato La Rue, non dovrebbe predisporre sanzioni in materia di proprietà intellettuale, “poiché ritengo questo prerogativa del Parlamento”, ha detto.

RAI – Indipendente deve poi essere la radiotelevisione pubblica: al momento, invece, ha sottolineato l’osservatore, due membri del consiglio di amministrazione della RAI sono di nomina governativa, e altri vengono indicati dai vari partiti, mentre la concessione delle frequenze è appannaggio del Ministero per lo Sviluppo economico.

“La mia raccomandazione”, ha avvertito La Rue, “è che la RAI sia sottoposta a un ente indipendente dello Stato, come un fondo fiduciario o un ente di teleradiodiffusione, e che sia amministrata come bene pubblico”.

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