Libertà informazione. È in Italia il relatore speciale dell’Onu

Molte attese per la missione ufficiale di Frank La Rue più volte posticipata. Nel 2004 il suo predecessore rivolse varie raccomandazioni alle autorità italiane

È in Italia in visita ufficiale lo “Special Rapporteur” dell’ONU per la promozione e la tutela della libertà di informazione Frank La Rue. L’avvocato guatemalteco specializzato nella difesa dei diritti umani inconterà autorità pubbliche e di governo, istituzioni parlamentari, organismi di controllo e rappresentanti della società civile. Fra l’altro, il prossimo 14 novembre prenderà la parola aal convegno organizzato da Ossigeno per l’Informazione e Open Media Coalition dal titolo La libertà di informazione che vorremmo, quella che abbiamo e quella che rischiamo di non avere, al quale  interverranno i presidenti di Camera e Senato Laura Boldrini e Pietro Grasso e, fra gli altri, il Garante per i dati personali, Antonello Soro.

Durante la permanenza in Italia, che si protrarrà fino al 18 novembre, lo “Special Rapporteur” incontrerà rappresentanti delle istituzioni e della società civile, con lo scopo di esaminare i problemi che limitano la libertà di espressione e di opinione a danno di cittadini ed operatori dell’informazione. Dopo la visita, nei prossimi mesi, La Rue presenetrà una relazione ufficiale con raccomandazioni e suggerimenti per rafforzare la libertà di espressione in tutte le sue forme.

La visita, più volta posticipata, avviene su invito del Governo e suscita parecchie attese, poiché offre l’occasione per verificare se i nodi irrisolti indicati nel 2005  dal suo predecessore, Ambeyi Ligabo, sono stati sciolti. Ligabo raccomando alle autorità italiane la concentrazione della proprità dei media, il conflitto di interessi, la lottizzazione della Rai, la legge sulla diffamazione. La Rue potrà indicare anche altri problemi nel frattempo venuti alal luce e le questioni  affrontate dalla legislazione italiana senza tenere conto degli standard internazionali indicati dalle Nazione Unite e dalle istituzioni europee.

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