Mehari. L’inaugurazione al Senato con familiari vittime

Le forti parole del presidente Grasso accando all’auto di Giancarlo Siani. La lettura dei nomi. La cerimonia e l’ascolto delle richieste 

Non si è limitato a un discorso di circostanza il presidente del Senato Pietro Grasso accogliendo (FOTO) la Mehari di Giancarlo Siani di fronte palazzo Madama, alla presenza dei familiari dei promotori della mostra e di una delegazione delle vittime della camorra, dei giornalisti italiani uccisi e dei cronisti minacciati.

In quel clima, davanti a quelle che persone che testimoniavano con la loro presenza ciascuna una attesa di giustizia ancora non accolta, Grasso ha detto nel modo più chiaro che mai che bisogna mettere fine alla violenza ricorrente contro i giornalisti. Ha segnalato l’assurdità del fatto che in alcune regioni italiane chi per mestiere racconta ai citatdini ciò che accade rischia la vita. Ha concluso con un forte “No alla repressione dell’informazione”. Ha indicato dinamiche che si ripetono. Ha definito con precisione e competenza qual è l’ambiente di provenienza dellle minacce: può essere la mafia vera e propria, ha spiegato, ma possono essere anche quelle forme radicate di potere che, poichè cercano consenso, temono le informazioni che mettono in cattiva luce.

Prima di lanciare questi messaggi con un lapidario discorso di tre minuti, Grasso si è avvicinato alla Mehari esposta davanti al Senato, guardandola come una reliquia. Poi si è seduto al volante, ma solo per pochi attimi. Quindi ha incoraggiato i promotori della mostra sottolineandone l’utilità per educare al rispetto della memoria e della legalità e suscitare impegno civile contro la criminalità e certe forme di potere.

Dopo i due giorni alla Camera, Grasso ha inaugurato la tappa della mostra presso il Senato dal 28 al 29 novenbre 2013 in piazza S. Eustachio, vicino all’ingresso di via dei Staderari, dove è visibile al pubblico che attraversa la piazza dalle 10 alle 19.

FIORENZA – A introdurre a cerimonia è stato il referente di Libera in Campania, Geppino Fiorenza, che ha ricordato il percorso di questa auto-simbolo: recuperata causalmente per girare il film Fortapàsc, già esposta a Napoli dal 23 settembre al 15 ottobre.

I PRESENTI – Alla inaugurazione hanno assistito numerosi senatori: fra gli altri, il presidente della Commissione Esteri, Pierferdinando Casini, il capogruppo del Pd, Luigi Zanda, il capogruppo di SEL, Loredana De Petris, Rosaria Capacchione e Monica Cirinnà (PD), insieme a familiari delle vittime, al Comitato Promotore di “In viaggio con la Mehari” (Fondazione Polis, Ossigeno per l’Informazione, Libera, Coordinamento vittime della criminalità in Campania), il vice segretario della FNSI, Luigi Ronsisvalle, il vice presidente dell’Ordine dei Giornalisti, Santino Franchina, Roberto Monteforte dell’Associazione Stampa Romana e rappresentanti di altre associazioni.

SIANI – “Essere qui in questo spazio che ci è stato concesso oggi di fronte a questo palazzo è un onore per noi”, ha detto Paolo Siani, fratello di Giancarlo. “Il viaggio della Mehari”, ha proseguito, “non è un viaggio di cortesia, di piacere, ma di forte impegno che noi chiediamo alle istituzioni, perché mettano al primo posto nella loro agenda la legalità. Il presidente Grasso, che conosce le nostre storie, le nostre sofferenze e le nostre lacrime, conosce la mafia e l’antimafia e noi siamo molto contenti della sua presenza oggi. Vogliamo ribadire il nostro impegno e la voglia di portare fuori da Napoli una forte, importante e seria lotta alla criminalità, con l’impegno di tante persone, di tanti familiari di vittime innocenti di lotta alla criminalità, persone che hanno perso un familiare magari solo perché camminava nel posto sbagliato al momento sbagliato. Noi vogliamo dire un no chiaro, netto a quest’assurda violenza, e lo diciamo oggi al Senato al presidente Grasso, convinti che questo nostro “no!” venga accolto e certi che si possa fare di più per fermare una mattanza davvero insopportabile”.

SPAMPINATO – Alberto Spampinato, direttore di Ossigeno per l’Informazione, ha dichiarato: “A bordo di questa macchina, oltre a Giancarlo Siani, ci sono idealmente i 26 giornalisti italiani, uccisi nel nostro Paese e all’estero, a causa del loro lavoro. Vogliamo ricordarli tutti e questa iniziativa della Mehari è come un monumento mobile a tutte le vittime della criminalità, ai giornalisti uccisi e a quelli minacciati e alla libertà di stampa. Lo proponiamo come una iniziativa aperta, come un telaio attorno al quale, con l’aiuto delle alte istituzioni, vogliamo intrecciare molte iniziative, offrendo la Meari di Giancarlo Siani non solo come un simbolo eloquente, ma anche come un mezzo di aggregazione di iniziative per la libertà di stampa e per la memoria”.

FAMILIARI – Dopo la cerimonia in piazza Sant’Eustachio, il presidente Grasso ha ricevuto i promotori e una delegazione dei familiari delle vittime della camorra e dei giornalisti uccisi e i giornalisti Giovanni Tizian, che vive sotto scorta dal 2011 a causa di gravi minacce subite per le inchieste sugli interessi della ‘ndrangheta nel giro dei videopoker in Emilia Romagna, e la giornalista Ester Castano che per molti mesi ha subito pressioni intimidatorie e querele ritenute pretestuose dal sindaco di Sedriano (Milano), finito agli arresti un anno perché coinvonto nell’inchiesta per la quale fu arrestato l’assessore alla Casa della Regione Lombardia, Domenico Zambetti.

Grasso ha ascoltato le richieste dei familiari delle vittime e si è impegnato a esaminarle per quanto riguarda la sua competenza.

L’esposizione della Mehari in piazza S. Eustachio è aperta al pubblico il 28 e 29 novembre dalle ore 1ofino alle ore 19. Dal 3 al 5 dicembre sarà ospitata a Bruxelles dal Parlamento Europeo.

Leggi anche Grasso ricorda Siani: no alle minacce contro l’informazione, www.ilsole24ore.com

Licenza Creative Commons I contenuti di questo sito, tranne ove espressamente indicato, sono distribuiti con Licenza Creative Commons Attribuzione 3.0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *