Minacce. La Rue (ONU) all’Italia: Una legge per proteggere i giornalisti

Lo “Special Rapporteur” ha detto: “Condivido la proposta del presidente del Senato Grasso, necessaria una norma ad hoc”

ROMA – “Ha ragione il presidente del Senato Pietro Grasso, condivido la sua proposta”, ha detto Frank La Rue, lo “Special Rapporteur” dell’Onu per la tutela e la promozione della libertà di opinione e di  espressione, al termine della  sua missione in Italia iniziata l’11 novembre. La Rue sollecita il Parlamento ad approvare una legge ad hoc per proteggere il lavoro dei giornalisti e punire i comportamenti che ostacolano la libertà di informazione. Lo ha detto in una conferenza stampa.

LA PROPOSTA – “Durante la mia visita ho ascoltato le testimonianze di giornalisti e comunicatori sociali che hanno subito minacce, intimidazioni e aggressioni nell’esercizio della loro professione, e deploro profondamente che, in molti casi, le minacce e gli attacchi contro i giornalisti restino impuniti”, ha detto La Rue.

“Perciò – ha aggiunto – accolgo con favore la proposta fatta dal presidente del Senato Pietro Grasso a dicembre 2012, quando ha sottolineato la necessità di una legge ad hoc per punire chiunque intralcia l’esercizio della libertà di informazione”.

La proposta di Grasso a cui si riferisce La Rue, è stata formulata l’11 dicembre 2012 nella Sala Nassirya del Senato durante il convegno organizzato da Ossigeno. L’dea è di creare uno strumento giuridico in grado di tutelare attivamente l’esercizio da parte dei giornalisti dei diritti sanciti dall’articolo 21 della Costituzione, proteggendolo dai tentativi di limitarlo e di danneggiare così anche il diritto dei cittadini di essere informati.

“Concordo pienamente con tale dichiarazione, ed esorto il Parlamento ad approvare una legge che introduca i reati di intimidazione, minaccia, molestia e violenza contro giornalisti e comunicatori sociali”.

BASSI COMPENSI – Il legislatore dovrebbe anche, ha aggiunto La Rue, adottare disposizioni urgenti per tutelare il lavoro giornalistico danneggiato dai bassi compensi. La scarsa retribuzione è infatti una delle ragioni della debolezza dei giornalisti e sminuisce il loro lavoro. “Ho appreso con sconcerto quanto sia estremamente basso il compenso che i giornalisti ricevono per il loro lavoro”, ha dichiarato lo “Special Rapporteur”. “Raccomanderei pertanto l’introduzione e l’applicazione di disposizioni urgenti in tal senso, incluse le tariffe per un compenso equo. Occorrerebbe istituire un sistema, da rivedere e aggiornare regolarmente, in linea con gli indicatori relativi al costo della vita”.

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