Laura Boldrini: Istituzioni tengano conto delle inchieste giornalistiche

Ai familiari dei giornalisti uccisi ha spiegato che sulla Terra dei Fuochi c’é stata sinergia fra giornalismo e la Camera che ha desecretato alcuni atti

Laura Boldrini ha detto: “Credo che quando le cose funzionano c’è sinergia tra giornalismo e istituzioni, com’è accaduto per alcuni atti del parlamento sull’inquinamento nella “Terra dei fuochi”: a seguito di un’inchiesta giornalistica che conteneva rivelazioni di un pentito, il presidente della commissione Ambiente, Ermete Realacci, mi ha comunicato che a seguito di quelle dichiarazioni ‘pesanti’ per quel territorio fatte nell’intervista, forse era il caso di iniziare a desecretare la testimonianza di un pentito, in un’audizione tenuta qui alla Camera nel ’97.

Io ho sottoposto la lettera del presiddente Realacci all’ufficio di presidenza, che ha incaricato la vice presidente Sereni a fare un’istruttoria su quei documenti secretati. Quindi ho chiesto al procuratore nazionale Antimafia, Roberti, se c’erano indagini in corso con le quali non avremmo voluto interferire. Roberti, dopo le opportune verifiche, ci ha dato il nulla osta e noi abbiamo proceduto”.

“È la prima volta che la Camera toglie il vincolo del segreto su alcuni atti partendo da un’inchiesta giornalistica. Lo ha deciso con un voto all’unanimità. Non posso parlare a nome dello Stato nel suo complesso, ma per quello che riguarda questa istituzione, la Camera dei Deputati, posso dire che per volontà delle forze politiche sta andando verso una maggiore trasparenza. Perché, si capisce, questo è ciò che i cittadini ci chiedono. Proprio per colmare la distanza tra  cittadini e istituzioni bisogna dare più trasparenza. Ciò significa anche rendere fruibili documenti che la magistratura conosce, ma i cittadini non conoscono, perché i cittadini hanno il diritto di sapere”.

“Lo abbiamo fato per per circoscrivere il danno, per perimetrarlo e per fare in modo che su quei territori malati si possa fare un’azione concreta. Per evitare il panico, che tutto il territorio sia considerato off limits e quindi penalizzato. Abbiamo voluto desecretare quei documenti in un’ottica di responsabilità”.

“Credo che tutti i ‘pezzi’ dello Stato debbano considerare l’opportunità della desecretazione. In Italia si è invocato il segreto troppo spesso, non a garanzia dei diritti di tutti, ma degli interessi di alcuni. Questo oggi è molto più difficile da sopportare per l’opinione pubblica”.

“Riguardo alla “Terra dei fuochi” penso che Giancarlo Siani sicuramente se ne sarebbe occupato. Sarebbe stata una delle sue storie”, ha concluso la presidente.

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