Mehari. Romanò: Troppo facile gettare ombre sulle vittime

Maria Romanò, sorella di Attilio, vittima di camorra, alla pres. Boldrini esprime la necessità di tutelare la reputazione delle vittime innocenti

“Siamo molto grati della sua disponibilità ad ascoltarci. Questo purtroppo non si è sempre verificato lungo i nostri percorsi, e questo credo che sia un primo passo per risolvere le nostre problematiche. Come altri anche noi, dal momento in cui ci ritroviamo nella condizione di familiari di vittime innocenti, superati i clamori iniziali, spesso veniamo abbandonati al nostro destino”. Sono le prime parole di Maria Romanò, sorella dell’imprenditore Attilio Romanò, vittima innocente della guerra di camorra, pronunciate durante l’incontro alla Camera, tra la presidente Laura Boldrini e i familiari dei giornalisti uccisi.

“Il fatto che oggi siamo qui è un segnale di grande forza. Mi ha colpito che lei abbia detto che ha tratto forza da quel volante della Mehari. Noi ogni giorno cerchiamo di trarre forza dalle storie dei nostri cari, che quasi si fondono con le problematiche dei giornalisti che stiamo affrontando oggi”.

Romanò ha proseguito esprimendo l’esigenza di tutelare la reputazione delle vittime innocenti: “Spesso dobbiamo subire, purtroppo, oltre al danno la beffa, in quanto i nostri cari, vittime innocenti, in prima analisi spesso vengono considerati dei delinquenti, solo perché vittime di un agguato di camorra, pur essendo innocenti. Si fa presto a dire: “qualcosa devono averlo fatto”. Così si gettano ombre su persone innocenti. Per noi sarebbe importante fare più attenzione a queste cose”.

“Per noi è importante anche il discorso della memoria, però non fine a se stessa. È bene che si cerchi di tenerla viva anche girando per le scuole per parlareo dei nostri cari, ma non in un modo retorico. Noi cerchiamo di trasformare il nostro dolore in una forza e in un impegno costante”.

“Noi in Campania purtroppo abbiamo numerose vittime di criminalità comune e vittime di criminalità organizzata. Per noi sono vittime innocenti allo stesso modo, ma purtroppo per le leggi attuali c’è una forte distinzione tra queste due tipologie. La nostra richiesta è quella di avere un’unica legislazione per tutte le vittime”.

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