Commento / Primo piano

Renzi parla dei giornalisti minacciati. È una svolta. Commento

Per la prima volta un presidente del Consiglio ha inserito l’argomento nell’agenda politica. È la premessa per affrontare i problemi

I “tanti giornalisti minacciati, spesso precari, troppo spesso lasciati completamente soli” si sentono un po’ meno soli dopo le parole del presidente del Consiglio Matteo Renzi, che ha dichiarato “vicinanza, sostegno” a loro e a tutti coloro che, come Roberto Saviano, hanno “fatto della parola uno strumento di libertà e di cambiamento”.

È la prima volte che un presidente del Consiglio affronta questo tema, ricorda fra gli “eroi civili” i giornalisti uccisi e indica ad esempio giornalisti-giornalisti come Giancarlo Siani. Perciò lo ringrazio a nome dell’osservatorio Ossigeno per l’Informazione, che vede così accolta la principale richiesta per la quale si batte da anni: inserire nell’agenda politica e di governo questo problema drammatico che affligge migliaia di operatori dell’informazione e limita la nostra democrazia. Mi auguro che ora le mille emergenze del nostro paese non impediscano a Renzi, al governo e al Parlamento di affrontare il problema sul piano politico e legislativo con misure concrete.

Ossigeno ha documentato e analizzato migliaia di casi. La Commissione Parlamentare Antimafia ha approfondito la questione e ha presentato delle proposte. I nodi da sciogliere sono stati individuati: assistere le vittime, prevenire e punire le intimidazioni e gli abusi; riconoscere all’informazione giornalistica il carattere di pubblico interesse e proteggerla attivamente; prevedere il reato di ostacolo alla libertà di espressione prevista dall’articolo 21 della Costituzione; impedire l’abuso a scopo intimidatorio delle norme sulla diffamazione; rendere effettivo il segreto professionale dei giornalisti.

È doveroso inserire questo tema nell’agenda del semestre europeo. Da anni, in Europa, l’Italia è un sorvegliato speciale a causa dell’alto numero di giornalisti sotto scorta, minacciati, aggrediti; a causa di leggi che consentono limitazioni della libertà di espressione, di norme non coerenti con la giurisprudenza europea, di riforme annunciate e mai realizzate, di una malattia non curata che rischia di contagiare i nostri vicini: la censura camuffata.

ASP

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