Libertà d'informazione / Primo piano

Giornalisti minacciati. Come sapere cosa accade in Italia e in Europa

Per trovare le notizie che i media non pubblicano sui cronisti sotto tiro Ossigeno applica un metodo di monitoraggio valido anche per altri Paesi

In sei anni Ossigeno per l’Informazione ha pubblicato i nomi di oltre duemila giornalisti, blogger, foto e videoreporter che in Italia hanno subito intimidazioni, minacce e abusi a causa del loro lavoro di informatori dell’opinione pubblica. Molte di queste intimidazioni non erano state segnalate dai media. Ossigeno ha verificato gli episodi. Li ha analizzati e contestualizzati. Ha diffuso notizie giornalistiche che li descrivono. Ha assistito i giornalisti. Ha mostrato che molte intimidazioni si potevano prevenire.

Questo allarmante stato della libertà di informazione e di espressione non era percepito. A rivelarlo è stato il metodo di osservazione e di monitoraggio ad hoc creato e applicato. Il Metodo Ossigeno ha permesso di stimare che in Italia, nello stesso periodo sono stati colpiti da analoghe intimidazioni almeno altri ventimila giornalisti dei quali non è possibile conoscere i nomi. Quindi ha avuto intimidazioni circa il 40% dei giornalisti italiani in attività che ricavano un reddito dal loro lavoro.

Il monitoraggio di Ossigeno ha aiutato molti giornalisti a resistere alle pressioni intimidatorie. Inoltre ha creato le condizioni per affrontare in parlamento e nelle redazioni un problema sottovalutato e spesso negato. Il problema è finalmente sul tappeto. Ma per ottenere le risposte dovute è necessario farlo entrare nell’agenda politica e ciò sarà possibile soltanto quando saranno superare alcune erronee convinzioni molto radicate che alimentano la rassegnazione e il fatalismo.

Perciò è necessario inquadrare il “caso italiano” nel contesto europeo e sapere se anche altri paesi soffrono della stessa malattia. Si potrà sapere soltanto sottoponendoli all’analisi del Metodo Ossigeno. Occorre rispondere alle seguenti domande: soltanto l’Italia è affetta da questo male che produce una censura camuffata e impedisce la partecipazione consapevole alla vita pubblica? O la stessa malattia, come sembra probabile, si manifesta anche negli altri Paesi nei quali l’informazione è libera come lo è in Italia? E se è così, questa malattia non merita forse una cura più energica e su più larga scala?

Nel porre queste domande Ossigeno propone una riflessione comune alle organizzazioni che difendono la libertà di informazione e di espressione in paesi simili all’Italia, per valutare insieme a loro l’ipotesi di sviluppare nei loro paesi indagini che potrebbero avvalersi dell’esperienza e del metodo di Ossigeno.

Queste domande sono più che mai attuali nel momento in cui il Consiglio d’Europa vuole varare un dispositivo di sorveglianza delle intimidazioni e delle forme di censura impropria e di pronto intervento a fronte delle violazioni più gravi. Questo monitoraggio internazionale richiede la produzione di dati omogenei, attendibili, confrontabili, e quindi uno standard.

Perché in altri Paesi
Secondo l’analisi di Ossigeno, moltissime intimidazioni, minacce, abusi e altre violazioni che compromettono la possibilità di pubblicare opinioni e informazioni di rilevante interesse per i cittadini sono compiute allo scopo di censurare o limitare la circolazione di notizie sgradite al potere che per sua natura, ovunque, incessantemente, tenta di aggirare limiti, regole e divieti posti a difesa della libertà di informazione. Ciò avviene sia nei Paesi autoritari sia in quelli liberi come l’Italia. Ciò che cambia è la forma con cui viene realizzata la censura. Nei paesi autoritari per legge, in quelli democratici in modo illegale. L’altra differenza è che finora nei Paesi democratici il problema è stato ampiamente sottovalutato, addirittura negato. 

Paesi in pace e paesi in guerra
In un Paese democratico è facile credere che le gravi violazioni della libertà di stampa si verifichino sempre e soltanto altrove, in altre nazioni, in luoghi lontani, in situazioni estreme, in Paesi senza libertà o in guerra nei quali il mancato rispetto dei diritti umani è la norma. Questa convinzione è molto radicata ma non è fondata: le analisi di autorevoli centri di osservazione dicono che oltre due terzi dei  giornalisti uccisi operavano in paesi in cui non c’era la guerra.

Ossigeno condivide le campagne delle organizzazioni che difendono giornalisti, blogger, fotocronisti e videoreporter, citizens journalists che fanno circolare liberamente informazioni, idee, commenti, opinioni nei Paesi dilaniati dalla guerra, nei paesi in cui non è riconosciuto il diritto alla libertà di stampa. Bisogna battersi per garantire loro una maggiore protezione.

Il monitoraggio delle limitazioni della libertà di informazione e la tempestiva segnalazione delle violazioni che avvengono nei Paesi democratici è complementare rispetto a queste campagne e non è meno importante. Il “caso italiano” lo dice chiaramente. L’Italia è un Paese democratico fra i più industrializzati, fondatore della Comunità Europea, vive da settanta anni in pace, riconosce i trattati internazionali e rispetta formalmente la libertà di parola, di espressione, di informazione. Eppure in questo Paese avvengono violazioni della libertà di espressione gravi e numerose. Perché? È necessario conoscere il fenomeno e analizzarlo nel contesto storico e politico dell’Unione Europea. Occorre verificare ciò che accade in altri Paesi che difendono la libertà di informazioni con norme simili a quelle italiane.

Le nuove lenti contro la censura
L’ebook Le nuove lenti contro la censura presenta in dettaglio il metodo di monitoraggio attivo creato da Ossigeno e sperimentato in Italia e i suoi risultati. Il manuale offre risposte alle principali domande che si pone chi vuole osservare un fenomeno così sfuggente: come raccogliere le informazioni, come verificarle, come classificarle, come e perché rendere note le intimidazioni, quali risorse sono necessarie, come coinvolgere i minacciati e le organizzazioni dei giornalisti. Inoltre l’ebook espone i problemi da approfondire.

Per sviluppare questa proposta Ossigeno promuoverà convegni e incontri in alcuni paesi dell’Europa occidentale. Per realizzarli chiede la collaborazione delle organizzazioni che hanno a cuore la difesa attiva della piena libertà di informazione e di espressione.

Per informazioni:

www.ossigenoinformazione.it

segreteria@ossigenoinformazione.it

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