Commento

Diffamazione. La Cassazione: dare risalto a notizie di proscioglimento

Una recente sentenza della Suprema Corte ritiene lesivo della reputazione non dare la stessa evidenza dell’apertura dell’inchiesta. Il commento e le indicazioni dell’avvocato Valerio Vartolo

Come deve comportarsi un giornale nel momento in cui deve pubblicare la notizia relativo ad un proscioglimento (ovvero ad una archiviazione o assoluzione) dopo aver dato notizia dell’indagine?

La Corte di Cassazione, di recente, è intervenuta sostenendo che dare notizia di un proscioglimento, dopo aver dato quella relativa all’indagine, in una sezione diversa del giornale e con un risalto diverso contiene i requisiti propri della condotta della diffamazione. È un orientamento condivisibile? Dipende, come sempre, da ogni singolo caso.

Dunque, la più recente giurisprudenza, soprattutto grazie agli influssi di matrice comunitaria, ritiene che le notizie relative ad inchieste e processi, soprattutto se riferite a personaggi esposti al pubblico giudizio, possono essere date anche se ‘parzialmente’ non rispondenti alla verità del fatto, purché le inesattezze contenute nel corpo dell’articolo non inficino la verità complessiva del fatto e non arrechino (ulteriore) pregiudizio al soggetto di cui si tratta.

Il senso è chiaro: nella bilancia in cui coesistono il diritto alla reputazione e quello alla libertà di stampa, il secondo prevale, soprattutto se la notizia, come detto, riguarda personaggi pubblici.

Ma veniamo al punto: cosa si è tenuti a fare qualora l’inchiesta abbia esito positivo per il soggetto di cui ci si è occupati? Ebbene, in questo caso il giornale deve pubblicare la notizia dandone, secondo costante giurisprudenza, rilevante risalto. Tale risalto deve avere gli stessi connotati di quello dato alla notizia precedentemente pubblicata? Dipende.

Poniamo il caso che il giornale abbia seguito con particolare attenzione la notizia dell’inchiesta, dando risalto alle ipotesi accusatorie e magari imbastendo, cosa legittima, una campagna di stampa sulla vicenda: ebbene, è del tutto evidente che in casi del genere la notizia relativa alla ‘fine’ dell’indagine, soprattutto se favorevole all’indagato, non possa essere relegata in una sezione ‘meno visibile’ del giornale. Viceversa, se il giornale si è limitato a dare notizia dell’inchiesta senza ulteriori commenti, la relativa notizia della fine dell’indagine può essere data con meno risalto, diversamente dal primo caso portato ad esempio. D’altronde, pretendere che la notizia di un proscioglimento abbia un rilevo maggiore di quello accordato alla notizia dell’indagine sarebbe un non senso giuridico.

Ora, è del tutto evidente, la pronuncia della Cassazione va oltre: secondo la Suprema Corte, infatti, il risalto non soltanto deve essere del tutto simile a quello accordato alla notizia dell’inchiesta in corso, ma deve avere, anche tecnicamente, i medesimi requisiti di spazio e forma della prima notizia. Ebbene, tale pronuncia lascia non pochi dubbi, di carattere giuridico.

Il linguaggio giornalistico e la stessa costruzione del giornale seguono canoni specifici per la presentazione delle notizie. La notizia relativa all’apertura di una inchiesta, necessariamente, ha maggiore impatto rispetto alla notizia della fine della stessa inchiesta. Ciò, naturalmente, non significa che il giornalista possa esimersi dal dare conto della conclusione positiva per l’indagato. Per rispettare e tutelare la reputazione del soggetto non è affatto necessario che la seconda notizia abbia i medesimi caratteri tecnici della prima! Dunque, a mio avviso, nessuna lesione della reputazione potrebbe esistere laddove la notizia relativa al proscioglimento di un soggetto venisse data in coda, per esempio, alla riproposizione della narrazione dell’inchiesta. Diverso sarebbe riportare la notizia del proscioglimento in coda alla medesima riproposizione dell’articolo precedentemente pubblicato.

Se questa pronuncia della Cassazione fosse foriera di una giurisprudenza che obbligasse il giornalista a dar conto del proscioglimento con le medesime forme tecniche utilizzate per la notizia dell’apertura dell’inchiesta, sono convinti che ciò condurrebbe ad una evidente lesione della libertà di stampa.

Ciò premesso, ritengo che sia necessaria una maggiore assunzione di responsabilità (deontologica, anzitutto) del giornalista. Accade troppe volte che la notizia di un’assoluzione o di un proscioglimento sia pubblicata in sezioni nascoste del giornale e ciò è ancor più grave se la notizia dell’inchiesta è stata data con un grande risalto.

Avv. Valerio Vartolo

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