Minacce

Porto Recanati (Mc). Incendiate auto e moto di un giornalista

“È un atto doloso, mi sono sentito morire, qui ci sono fenomeni criminosi preoccupanti”, dice Aurelio Bufalari, corrispondente del Corriere Adriatico

L’auto di Aurelio Bufalari, 71 anni, corrispondente del Corriere Adriatico è stata incendiata nella notte tra il 22 e il 23 maggio nel centro di Porto Recanati, in provincia di Macerata. Le fiamme hanno investito anche la moto del giornalista . L’auto è stata distrutta dall’incendio che sembra sia stato appicato dolosamente. Vicino al parabrezza è stata trovata una latta di acquaragia. Il giornalista ha ricevuto decine di messaggi di solidarietà. Da anni si occupa della cronaca dei fatti criminali della sua zona.

“Si tratta chiaramente di un atto doloso”, ha detto Bufalari a Ossigeno. “Quando  le sirene dei pompieri mi hanno svegliato ho visto la mia auto in fiamme e mi sono sentito morire. Ho provato una sensazione tremenda: come se  avessero dato fuoco alla mia testa. Ma io continuerò a scrivere i miei articoli”.

Ordine dei giornalisti, Fnsi, Unci, esponenti politici e di associazioni di categoria hanno espresso vicinanza al cronista. Lo ha fatto anche il procuratore di Macerata, Giovanni Giorgio, sottolineando che “la fascia costiera compresa tra Civitanova e Porto Recanati si dimostra sempre più interessata da allarmanti attività criminose”.

Bufalari spiega di non avere mai ricevuto alcun tipo di intimidazione, ma aggiunge: “Con il mio lavoro descrivo i fenomeni criminali, facendo analisi per capirne l’evoluzione. Al riguardo, quattro anni fa, ho anche preparato un dossier per il ministero dell’Interno”. L’attentato subìto da Bufalari è il più grave mai accaduto nelle Marche ai danni di un giornalista.

L’INCENDIO E LA CRIMINALITÀ NELL’AREA- Sono i vicini di casa a chiamare nella notte i Vigili del fuoco, allarmati dalle fiamme in via Silvio Pellico, nel pieno centro di Porto Recanati. L’auto di Bufalari brucia davanti la sua abitazione, le fiamme toccano anche lo scooter 125 del cronista. Si anneriscono i muri della palazzina sotto la quale l’auto è parcheggiata, per il calore scoppiano anche vetri. “Quando ho visto la mia macchina bruciare ho avuto un tonfo al cuore. Non ho associato subito l’incendio al mio lavoro – racconta Bufalari – ma dopo mezz’ora le fiamme sono state spente e si è trovata la latta di acquaragia. Era chiaro che si trattasse di un incendio doloso”.

Il giornalista spiega che nella zona di Porto Recanati “ci sono in particolare fenomeni preoccupanti legati allo spaccio di droga”. Bufalari grazie al suo lavoro quotidiano di cronista è un esperto della criminalità nell’area. “Quattro anni fa è venuto qui il sottosegretario agli Interni, Alfredo Mantovano, perché in un mese c’erano stati due omicidi. In quell’occasione – spiega – mi è stato chiesto di preparare un dossier per il ministero, e l’ho fatto raccogliendo una cinquantina di miei articoli”.

LA SOLIDARIETÀ – “Gli attestati di solidarietà che ho ricevuto sono fondamentali, mi permettono di affrontare psicologicamente l’accaduto”, dice Bufalari. L’Ordine dei giornalisti delle Marche ha espresso “preoccupazione e sconcerto” per l’incendio ai suoi danni. “Si tratta di un gesto gravemente intimidatorio – ha scritto in una nota il presidente dell’Ordine, Dario Gattafoni – che unito a minacce più o meno esplicite ricevute di recente da altri giornalisti locali, getta ombre inquietanti sulla situazione dell’ordine pubblico in una cittadina ultimamente turbata da tensioni e gravi episodi di cronaca e induce a riflettere sulle difficoltà e i rischi connessi al dovere professionale di informare la collettività”. Solidarietà a Bufalari è stata espressa in un comunicato anche dal Sigim (Sindacato giornalisti marchigiani) e dal Gruppo cronisti marchigiani dell’Unci.

“Abbiamo il dovere di fare muro contro gli inaccettabili atti intimidatori ai danni di giornalisti”, ha scritto in una nota il deputato marchigiano Lara Ricciatti, di Sel. Solidarietà al giornalista anche da Luca Ceriscioli, candidato alla guida della Regione con il centro-sinistra, da esponenti del Pd e delle associazioni di commercianti e bagnini.

DF

Questo episodio rientra nelle statistiche delle intimidazioni agli operatori dell'informazione di Ossigeno per l'Informazione

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