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Settembre 2015. Italia. Le notizie più pericolose segnalate da Ossigeno

Rassegna mensile di intimidazioni realizzata per il Centro Europeo per la Libertà di Informazione e di Stampa di Lipsia (ECPMF) con il sostegno dell’Unione Europea
Neanche quest’estate le intimidazioni contro i giornalisti sono andate in vacanza. Dopo le undici minacce di agosto ne sono arrivate altre venti a settembre con 40 giornalisti nel mirino portando il numero dei giornalisti intimiditi nel 2015 quasi a quota 200.

Ciò che è accaduto a settembre riproduce l’ampio menù delle minacce: un’auto bruciata, svariate aggressioni, cronisti e operatori televisivi minacciati da tifosi di calcio violenti, lettere anonime, scritte minacciose sui muri, sindaci che insultano e querelano, avvertimenti verbali che fanno paura.

C’è stata, come ad agosto, perfino una minaccia rivolta a una cronista durante una trasmissione in diretta televisiva nazionale. In Italia può accadere anche questo e si fanno sottili distinguo per sostenere che non c’è stata nessuna minaccia. Inoltre sono riprese le grandi manovre politiche e governative per tenere l’informazione del servizio pubblico radio-televisivo sotto controllo, come avviene da sempre.

Ma ecco la nostra penosa rassegna degli episodi documentati da Ossigeno, fatta in base ai reati e alle violazioni della libertà di stampa commessi, senza la pretesa di dire quale sia più grave degli altri, perché non si può fare una gerarchia del dolore e dell’angoscia delle vittime.

La notte fra l’11 e il 12 settembre è stata data alle fiamme l’auto di Gennaro Tedesco, giovane cronista di San Giovanni Rotondo (Foggia), autore di articoli che raccontano in esclusiva affari e infiltrazioni criminali della sua zona. Ignoti gli autori del rogo, che le forze dell’ordine ritengono sia stato doloso. Il giornalista era già stato vittima di un episodio analogo, nel 2011. Inoltre nel 2014 erano stati dati alle fiamme gli alberi di un suo terreno agricolo. Lo scorso giugno, inoltre, era stato attaccato sul piano personale da candidato al Consiglio regionale. Il cronista ha espresso la sua amarezza in un toccante articolo (Leggi: http://notiziario.ossigeno.info/2015/09/san-giovanni-rotondo-gennaro-tedesco-me-laspettavo-ma-non-cosi-presto-61290/)

A Napoli è stata danneggiata l’automobile di Fabio Postiglione, cronista giudiziario del quotidiano napoletano Roma: è il quarto episodio intimidatorio contro di lui nell’arco di due mesi. Di recente un boss della camorra aveva detto che i suoi articoli gli davano fastidio; lo scorso anno Postiglione aveva ricevuto una serie di minacce anonime e nel 2005 un’altra sua auto era andata a fuoco.

A Cagliari il 9 settembre il giornalista Antonello Lai e il videoperatore Matteo Campulla, di Tcs, emittente televisiva locale, sono stati picchiati con pugni e calci da alcuni giovani residenti all’interno di un piccolo campo di rom-sinti, semplicemente perché avevano fatto domande sulle difficili condizioni di vita delle famiglie che abitano l’area.

A Napoli ha rischiato di essere aggredita anche una troupe della nota trasmissione Chi l’ha visto? minacciata da uomo armato di badile mentre effettuava delle riprese, nel luogo in cui un bambino era stato ferito dalle schegge di una pallottola vagante.

In Piemonte il cronista Riccardo Coletti, collaboratore di uno dei più importanti quotidiani italiani, La Stampa, è stato aggredito e minacciato da due uomini, poi fuggiti su un’automobile con la targa nascosta. Protestavano così perché Coletti, con un’inchiesta giornalistica sul campo, aveva mostrato che il “caporalato” (lo sfruttamento della manodopera in nero, spesso a danno di migranti) è praticato anche nel Nord Italia. Gli aggressori lo hanno seguito fino a casa, e gli hanno intimato di non farsi più vedere a Canelli, la zona delle Langhe in cui aveva svolto la sua inchiesta.

Nelle Marche, a San Benedetto del Tronto, il 14 settembre una cinquantina di tifosi della Sambenedettese, squadra di calcio locale, ha impedito la messa in onda di una trasmissione di approfondimento dedicata alle squadre locali: giornalisti e ospiti del programma sono stati bloccati fuori dagli studi dell’emittente Vera Tv per più di due ore. Il motivo? Nella puntata che dovevano realizzare – e che è andata in onda, in formula ridotta, senza di loro – si doveva parlare dell’Ascoli calcio, la squadra che è la rivale storica della Sambenedettese

A Roma, lo stesso giorno la giornalista Federica Angeli, redattrice del quotidiano La Repubblica, che vive protetta dalla polizia dal 2013, è stata nuovamente minacciata: stavolta in diretta tv nazionale, durante il programma “Quinta Colonna”: uno degli ospiti in studio, Enrico Casamonica, la cui famiglia è in questi mesi al centro di indagini giudiziarie sulla criminalità organizzata a Roma, commentando le inchieste giornalistiche della cronista, anche lei presente in studio, ha detto: “Deve fare il suo lavoro fino alla fine”, con una espressione ambigua che non ha voluto precisare per attenuarne il significato intimidatorio; poi ha sottolineato in maniera altrettanto ambigua che lei deve avere coraggio per vivere insieme alla sua famiglia a Ostia, località del litorale laziale di cui Angeli ha ampiamente raccontato le vicende criminali.

A Romas il giornalista Arturo Di Corinto ha denunciato alla procura della Repubblica i comportamenti minacciosi nei suoi confronti, adottati dopo che egli ha pubblicato alcuni articoli critici sulla gestione della società pubblica Promuovitalia spa, creata dal Ministero dei Beni Culturali per promuovere l’immagine turistica del paese e l’imprenditoria giovanile e chiusa per fallimento con un grosso buco di bilancio. Il giornalista ha raccontato di essere stato minacciato verbalmente e di avere colto altri segnali intimidatori.

Sindaci e querele

Non sono mancati i soliti insulti e abusi, le abituali minacce di querela da parte degli amministratori pubblici: di chi, investito da un mandato popolare che lo chiama a governare un territorio, non perde occasione di prendersela con chi osa raccontare le cose che non vanno: magari direttamente su Facebook, come ha fatto il sindaco di Porto Torres nei confronti del quotidiano La Nuova Sardegna, che lo aveva criticato per la mancata approvazione del bilancio comunale nel termine previsto. Non ci è fermati agli insulti invece nei confronti di Nino Ippolito, addetto stampa del critico d’arte e politico Vittorio Sgarbi, che ha incassato due pugni in faccia dal marito della vicesindaco di Gibellina (Trapani), per aver ironizzato su un refuso in un manifesto del Comune.

Il sindaco di Pozzuoli ha annunciato una querela nei confronti di un giornalista, Danilo Pontillo (peraltro già vittima di un’aggressione, nel maggio scorso, per una diversa vicenda), che gli aveva chiesto di spiegare perché avesse assegnato incarichi comunali retribuiti proprio a suo cognato.

Il sindaco del piccolo comune di Montaquila (Isernia), ha invece minacciato di portare in tribunale i cronisti del giornale locale Primo Piano Molise, che gli avevano rimproverato di aver fatto iniziare i lavori di sistemazione di una scuola in ritardo rispetto a quanto egli stesso aveva annunciato.

Ha minacciato querela anche il consigliere della regione Puglia, Pino Romano, perché un giornalista, Lello Parise (La Repubblica), ha scritto che è fra gli indagati in un’indagine sull’Azienda sanitaria locale di Brindisi.

In Liguria deve difendersi in tribunale il notiziario online LaSpeziaoggi.it, querelato da un’azienda idrica che considera offensive le critiche alla decisione di rifiutare l’allaccio a un donna accusata di una morosità che lei attribuisce ad altri membri della sua famiglia.

Minacce anonime

Spesso gli autori delle minacce rimangono senza nome e senza volto. E’ il caso, ad esempio, della giornalista Nadia Verdile, collaboratrice del quotidiano Il Mattino, che insieme all’ex ministro della cultura Massimo Bray, ha ricevuto una nuova lettera anonima di minacce di morte: la causa sembra essere il loro impegno per fare della storica Reggia di Carditello un bene pubblico a disposizione dei cittadini.
A Viterbo un anonimo, con una lettera anonima, ha chiesto alla famiglia Casamonica, già menzionata, di punire il cronista Daniele Camilli e il sito web in cui scrive (TusciaWeb) riferendo le malefatte della malavita organizzata locale.

Senza volto anche gli autori degli insulti, scritti su un muro a Messina, in Sicilia, e rivolti al giornalista Lucio D’Amico, del quotidiano Gazzetta del Sud, autore di un editoriale sarcastico su una forma di protesta avvenuta nel centro della città.

Spiragli positivi

Qualche notizia positiva per i giornalisti, tuttavia, non manca: a Milano un architetto è stato condannato a pagare 2.500 euro più 7.500 di spese a vantaggio del giornalista Paolo Moretti de La Provincia di Como, che aveva querelato, chiedendo 200mila euro di risarcimento. Secondo il giudice però l’azione legale era temeraria. Si tratta del secondo caso del genere in Lombardia in pochi mesi: lo scorso giugno lo stesso tribunale aveva condannato Roberto Formigoni per una denuncia contro la trasmissione Report di RaiTre.

La Corte d’Appello di Salerno ha assolto dall’accusa di diffamazione (è accaduto nel marzo scorso) il giornalista Salvatore Minieri, condannato in primo grado a sei mesi di reclusione e al pagamento delle spese processuali per un articolo in cui aveva criticato un avvocato, che lo aveva querelato. La Corte ha stabilito l’improcedibilità all’azione penale rilevando che la querela era stata presentata oltre i termini di legge.
Il primo luglio scorso gli ufficiali giudiziari della Corte d’Appello di Firenze hanno pignorato due quadri e una libreria di proprietà del senatore Denis Verdini, a copertura di 13mila euro di spese legali che il parlamentare deve pagare al Fatto Quotidiano e alla giornalista Wanda Marra, dopo il rigetto di una sua causa per diffamazione.

A Varese è stata prescritta una querela dell’amministrazione comune contro l’editorialista di Repubblica Michele Serra. A Lecce è stata invece archiviata la querela ai danni di Marilù Mastrogiovanni, direttore della testata online Il Tacco d’Italia: peccato ci siano voluti due anni, con le conseguenti spese legali, per arrivare a questa decisione. A Sava, in provincia di Taranto, è stata riconosciuta la diffamazione ai danni del giornalista Mimmo Carrieri, insultato per aver denunciato un caso di degrado ambientale.

I numeri di settembre

Aggressioni, minacce personali, attraverso striscioni e scritte, discriminazioni ed esclusioni arbitrarie, abusi del diritto, minacce di querela: sono le tipologie di intimidazioni ai danni di giornalisti segnalate dall’osservatorio Ossigeno per l’Informazione nel mese di settembre 2015. I nomi delle vittime sono elencati nella Tabella 2015 e indicati con i numeri da 167 a 190. Si tratta di ventiquattro casi che hanno coinvolto oltre quaranta tra giornalisti e videoperatori, in testate attive nel web, in televisione, sulla carta stampata, ed un addetto stampa. Dall’inizio dell’anno, il Contatore delle intimidazioni di Ossigeno ha segnalato 292 nuove intimidazioni, di cui 190 commesse nel 2015 e le restanti negli anni precedenti e finora ignote. Avviato nel 2006, il Contatore è arrivato a quota 2437. Secondo le stime di Ossigeno per ogni intimidazione conosciuta e documentata almeno altre dieci restano ignote all’Osservatorio perché le vittime non hanno la forza di renderle pubbliche.

Link

Porto Torres. La Nuova Sardegna critica, il sindaco si arrabbia su Fb
Il 30 luglio 2015 Sean Christian Wheeler ha denigrato con un post il quotidiano di Sassari che lo accusava di mancati adempimenti. I giornalisti hanno protestato

Asti. Cronista La Stampa minacciato dopo inchiesta caporalato
Riccardo Coletti è stato minacciato da due uomini poi fuggiti su un’automobile con la targa nascosta

Pozzuoli. Incarichi al cognato? Sindaco annuncia querela
Il giornalista Danilo Pontillo ha segnalato l’anomalia chiedendo spiegazioni. Aveva subito un’aggressione a maggio 2015

Facebook a Gibellina. Pugni a giornalista per un post ironico
Nino Ippolito, addetto stampa di Vittorio Sgarbi, è stato aggredito dal marito della vice del sindaco per aver ironizzato su un refuso in un manifesto del Comune

Reggia Carditello. Altre minacce a giornalista ed ex ministro
Nadia Verdile, collaboratrice de Il Mattino, e l’ex ministro della cultura si battono per il pieno uso pubblico dell’antica dimora borbonica

Varese. Prescritta querela Comune contro Michele Serra
Nel 2009 in un articolo aveva ironizzato sulla proposta di inserire la città fra i siti patrimonio dell’umanità

Napoli. Danneggiata auto giornalista del quotidiano Roma
Si chiama Fabio Postiglione. È la quarta ritorsione in meno di due mesi. Un boss si è lamentato dei suoi articoli. Odg e sindacato chiedono incontro al Questore

Viterbo. Anonimo chiede ai Casamonica di punire cronista e sito web
Il giornalista Daniele Camilli: mi vogliono morto. Una intimidazione trasversale ritenuta fondata. Nel mirino il giornale online Tusciaweb

Lecce. Mastrogiovanni, querela archiviata ma due anni di spese
Amaro commento della direttora del Tacco d’Italia. “Nessuna circostanza falsa, nessun riferimento a fatti inesistenti” si legge nella motivazione

Puglia. S. Giovanni Rotondo. Brucia auto del cronista Gennaro Tedesco
Era parcheggiata in strada vicino alla sua abitazione. Il giornalista freelance ha già subito intimidazioni per i suoi articoli di denuncia

Napoli. Troupe di Chi l’ha visto? bloccata da uomo armato di badile
La giornalista e gli operatori erano a Giugliano per mostrare il luogo in cui un bambino è stato ferito da un proiettile vagante

Cagliari. Giornalista e operatore picchiati durante riprese
Appena arrivati in un campo rom sono stati colpiti con calci e pugni da alcuni giovani. Il giornalista Antonello Lai dice: denuncio i violenti, non accuso i rom

Parla di sprechi e furto ad azienda pubblica fallita. Minacciato
Il giornalista Arturo Di Corinto ha informato la magistratura degli avvertimenti ricevuti per alcuni articoli sulla società pubblica Promuovitalia

Diffamazione. A Milano seconda condanna per lite temeraria in due mesi
Condannato a pagare 2.500 euro più 7.500 di spese un architetto che aveva chiesto 200mila euro a Paolo Moretti de La Provincia di Como

Sava (Taranto). Giornalista diffamato, condannato consigliere comunale
Giuseppe Massarelli aveva definito “Cesso!” Mimmo Carrieri, il cronista che denunciava il degrado ambientale pubblicando foto delle discariche

Allaccio negato. LaSpeziaoggi.it querelata da azienda idrica
Udienza il 21 settembre. Acam Acque ritiene offensive le critiche alla decisione di rifiutare la fornitura a un donna spezzina per morosità

Marche. Tifosi impediscono a giornalista di condurre programma tv
A San Benedetto, Giuseppe Ercoli non ha potuto raggiungere lo studio. “Qui dell’Ascoli non si parla” gli hanno intimato gli ultrà. Solidarietà dal sindacato

Frasi minacciose in diretta tv a Federica Angeli da un Casamonica
È accaduto il 14 settembre 2015 durante il programma Quinta Colonna.  “Devi fare il tuo lavoro fino alla fine”, c’hai coraggio”. Molti insulti sui social network

Puglia. Consigliere regione annuncia querela a cronista Repubblica
Lello Parise commenta: “C’è un fascicolo giudiziario”. Ha scritto che Pino Romano è fra gli indagati in un’indagine sull’Asl di Brindisi

Termine per querelare era scaduto. Lo scopre la Corte d’Appello
Il giornalista Minieri, querelato nel 2009 per un articolo pubblicato sulla Nuova Gazzetta di Caserta, era già stato condannato in primo grado

Messina. Coperto di insulti per critiche a tenda su una aiuola
Solidarietà dell’OdG al giornalista Lucio D’Amico per le scritte murali offensive apparse dopo un suo editoriale sarcastico su una forma di protesta

Diffamazione. Pignoramento a Verdini per una causa al Fatto
Da un anno era stato condannato a pagare le spese legali. Adesso forse chiederà che le paghi il Pdl di cui era il coordinatore

Molise. Sindaco minaccia querela per critiche su cantieri in scuole
A Montaquila (Isernia) Francesco Rossi accusa i cronisti di Primo Piano: vostre notizie false e pretestuose. Il direttore  replica: “Non mi lascio intimidire”

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