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Italia. Novembre 2015. Le notizie più pericolose di Ossigeno

Rassegna mensile di intimidazioni realizzata per il Centro Europeo per la Libertà di Informazione e di Stampa di Lipsia (ECPMF) con il sostegno dell’Unione Europea

A novembre 2015 l’episodio di intimidazione a danno di giornalisti italiani che ha destato più allarme non si è consumato in territorio italiano, ma in Vaticano. Riguarda due giornalisti italiani sotto processo nel tribunale dello Stato Pontificio; Gianluigi Nuzzi ed Emiliano Fittipaldi, ciascuno autore di un libro di inchiesta, pubblicato in Italia all’inizio del mese e attualmente fra i più venduti. I due libri riferiscono il contenuto di documenti che rivelano una serie di spese effettuate da importanti prelati con i soldi del Vaticano, alcuni sprechi e acquisti a beneficio individuale che hanno destato clamore. Per avere rivelato tutto ciò i due giornalisti, e altri tre imputati accusati di aver trafugato le carte che lo dimostrano, sono stati accusati dalla giustizia vaticana del reato di divulgazione di documenti riservati considerati di fondamentale interesse del Vaticano, sono stati rinviati a giudizio dalla giustizia vaticana e sono sotto processo.

I giornalisti non devono rispondere di aver divulgato falsità o di aver diffamato qualcuno, ma di aver rivelato informazioni riservate. Trattandosi di informazioni di pubblico interesse, fino a prova contraria, i giornalisti hanno soltanto svolto il ruolo che doverosamente spetta a ogni giornalista. Nuzzi e Fittipaldi hanno fatto il loro lavoro, e anche bene. E per questo rischiano una condanna alla reclusione da quattro a otto anni.

In Italia non sarebbe stato possibile. La legge italiana punisce con una pena così severa soltanto la divulgazione di notizie coperte dal segreto di stato in materie che riguardano la sicurezza nazionale o per atti sui quali il governo ha esplicitamente apposto il vincolo del segreto di stato. Finora le istituzioni pubbliche italiane non hanno preso posizione sulla vicenda, ma qualcosa si sta muovendo. Il 26 novembre centotre parlamentari, componenti della Camera dei Deputati, hanno sottoscritto un documento di protesta nel quale, fra l’altro, chiedono di garantire pienamente i diritti di difesa dei due giornalisti, che risultano compresi dalla legislazione vaticana sia riguardo alla conoscenza degli atti sia per quanto riguarda la nomina dei difensori. Alla vigilia dell’inizio del processo, la rappresentante dell’OSCE per la libertà dei Media, Dunja Mijatovic, ha chiesto ufficialmente alle autorità della Santa Sede (stato membro dell’OSCE) di ritirare le accuse, perché “i giornalisti devono essere liberi di riferire su questioni di interesse pubblico e di proteggere le loro fonti confidenziali”, secondo il diritto internazionale.

Un altro episodio grave è il fermo di polizia del giornalista Antonino Monteleone, a Napoli, per cinque ore, su richiesta di un magistrato coinvolto in un episodio di cronaca di stringente attualità, al quale stava rivolgendo domande non gradite, all’interno del Palazzo di Giustizia. Antonino Monteleone, inviato del programma televisivo di cronaca Piazzapulita (La7), è stato fermato da agenti della Guardia Costiera mentre faceva insistenti domande al magistrato Anna Scognamiglio, in questi giorni al centro delle cronache nazionali a causa di alcune intercettazioni telefoniche che la riguardano.

Oltre a questi due episodi, talmente inusuali da sembrare tratti da romanzi ambientati in epoche storiche precedenti, ci sono state numerose altre intimidazioni che confermano il clima di intolleranza per il giornalismo di cronaca e l’inadeguatezza della legge.

Ad esempio, la Procura di Torre Annunziata (Napoli) sta indagando il giornalista freelance Simone Di Meo, con l’accusa di “rivelazione e utilizzazione di atti coperti dal segreto” per avere pubblicato, pochi giorni dopo la strage nella redazione di Charlie Hebdo, sul quotidiano Il Tempo di Roma, tre articoli riguardanti le indagini su una donna italiana arruolata da Daesh. Per questi articoli Simone Di Meo rischia una condanna a tre anni di reclusione. Per gli stessi articoli anche il direttore del giornale, Gian Marco Chiocci, è indagato per il reato di per omesso controllo. Fra l’altro, Di Meo deve sostenere in proprio le spese per la difesa legale, perché il suo giornale non copre queste spese per i freelance come lui.

Il giornalista Matteo Gracis dovrà pagare 7mila euro (fra multa, risarcimento danni e spese processuali) per diffamazione. Il Tribunale di Belluno ha dato ragione ad un ex parlamentare che lo aveva citato per la mancata rimozione totale di un commento comparso su un forum di discussione ospitato sul portale nuovocadore.it, di cui è il gestore e il responsabile. Di fronte alla richiesta dell’interessato, Gracis aveva rimosso soltanto la parte offensiva del commento perché, ha spiegato, altrimenti gli altri interventi avrebbero perso significato e logica.

Un’altro genere di intimidazione frequente in Italia è l’avvertimento: l’ultimo caso del  genere ha come vittime due giornalisti del settimanale Corriere della Calabria: la redattrice Alessia Càndito e il direttore Paolo Pollichieni, che hanno ricevuto diversi messaggi di posta elettronica da Vincenzo Speziali, un imprenditore calabrese coinvolto in un’inchiesta giudiziaria, rifugiatosi, da latitante, in Libano, che pretendeva la pubblicazione di suoi testi minacciosi.

A Roma, due croniste televisive del Tg1 e di Sky sono state attaccate dai familiari delle vittime di un duplice omicidio avvenuto nella periferia della capitale, che non gradivano la presenza delle troupe televisive sul luogo del delitto. Fortunatamente c’erano anche dei carabinieri, che hanno evitato conseguenze più gravi.

Le automobili di due giornalisti sportivi marchigiani sono state danneggiate per rappresaglia. Raffaele Vitali, direttore di laprovinciadifermo.com, dopo una partita di basket, ha trovato danni  sulla portiera. Tre giorni dopo, il suo collega Daniele Bollettini, che lavora per VeraTv, dopo la telecronaca di una partita di calcio, ha trovato una gomma squarciata e uno specchietto rotto.

Ad Anzio, nei pressi di Roma, il giornalista Giovanni Del Giaccio, già vittima di minacce in più occasioni, ha riferito sul suo blog che alcuni consiglieri comunali erano in lite con il Comune perché non avevano pagato imposte e contravvenzioni. Del Giaccio è stato insultato dal presidente durante la seduta del Consiglio comunale.

L’allenatore di una squadra di calcio a cinque, invece, su Facebook ha promesso degli schiaffi all’addetto stampa di una squadra avversaria. Dopo le proteste dell’Ordine dei giornalisti dell’Abruzzo, ha chiesto scusa.

La troupe di una nota trasmissione televisiva (Quinta Colonna, Rete4) è stata costretta a chiudere la diretta da un locale pubblico di Roma organizzata per commentare gli attentati del 13 novembre a Parigi, perché circondata minacciosamente da un folto gruppo di manifestanti. La giornalista e il cameraman hanno riferito che la polizia ha consigliato loro di interrompere la trasmissione e di sgomberare il locale.

Altri episodi confermano la tendenza di politici ed amministratori pubblici di reagire con querele e richieste di danni alla pubblicazione di notizie sgradite. A Torre Annunziata (Napoli) il Comune ha approvato una delibera per far causa al giornalista Salvatore Sparavigna, accusandolo di calunnia e diffamazione. A Lecce, a quattro anni dalla pubblicazione degli articoli, il sindaco della città vuole denunciare cinque testate locali per avere riferito che una inchiesta giudiziaria ipotizzava l’uso di cocaina da parte di esponenti della politica cittadina. A Napoli la giunta comunale ha chiesto un risarcimento di milioni di euro a Massimo Giletti, conduttore di un programma della televisione pubblica (Rai), che aveva definito Napoli una città abbandonata e piena di rifiuti. Il giornalista Filippo Facci ha commentato la vicenda sul suo giornale, il quotidiano Libero, ed è stato perciò querelato da un altro amministratore della città.

A Latina il senatore Claudio Moscardelli ha annunciato una querela a Ivan Eotvos, collaboratore del quotidiano Il Giornale di Latina, per un articolo pubblicato il 19 ottobre scorso in cui riferiva suoi presunti rapporti con un imprenditore finito in carcere.

Si trascina invece in cerca del giudice competente una querela presentata nel 2010 da un commissario dell’ente antidoping della Federazione Italiana Giuoco Calcio (Figc) nei confronti del giornalista Xavier Jacobelli. La vicenda è tornata all’attenzione pubblica dopo la decisione del tribunale di Cremona di trasferire il procedimento a quello di Bergamo, per incompetenza territoriale.

Davide Falcioni rischia di finire in tribunale con gravi accuse (violazione di domicilio, violenza privata, danneggiamento, minacce, accesso abusivo a sistema informatico e resistenza a pubblico ufficiale) a causa di una testimonianza. Il giornalista ha raccontato che, durante la sua deposizione a favore degli imputati di un processo a carico di alcuni manifestanti contrari alla linea ferroviaria ad alta velocità che collegherà Torino a Lione, il pubblico ministero lo ha interrotto, e ha disposto la sua iscrizione nel registro degli indagati per gli stessi reati contestati agli imputati.

Buone notizie

Fin qui, una sequela di cattive notizie. Ma c’è anche qualche buona notizia. Ci sono voluti quattro anni, ma alla fine altrettanti giornalisti molisani sono stati assolti dall’accusa di diffamazione presentata dal dirigente di un ente per la tutela ambientale, che li aveva querelato perché avevano pubblicato sulle loro testate il comunicato stampa di un’associazione ambientalista preoccupata dagli effetti nocivi delle emissioni di due stabilimenti industriali.

Assolto, a Milano, dall’accusa di diffamazione, il direttore della testata web Volleyball.it, Luca Muzzioli.  Un deputato, che è anche presidente della Lega delle società di pallavolo italiane di serie A Femminile, gli aveva chiesto un risarcimento di 1 milione e 650mila euro!

Si è chiuso positivamente anche il procedimento a carico del blogger Luigi Boschi, denunciato per diffamazione da un collaboratore del teatro di Parma, che aveva chiesto il sequestro di cinque suoi articoli.

Archiviata anche la querela al giornalista Gabriele Piccardo, denunciato da un sindaco perché aveva detto che nel suo Comune erano in corso indagini giudiziarie antimafia.

Per fortuna, anche in Italia qualcuno capisce che certe querele hanno un effetto intimidatorio al di là delle stesse intenzioni del querelante. Lo ha capito il Presidente della regione Toscana, Enrico Rossi, e gliene va dato merito. Rossi aveva querelato una giornalista del quotidiano Libero. Quando il sindacato dei giornalisti gli ha fatto notare che la giornalista era una freelance precaria, pagata pochi euro, per la quale l’editore non avrebbe pagato le spese legali, Rossi ha ritirato la querela, riconoscendo che non è giusto che a pagare sia chi è meno tutelato ed è l’anello debole della catena editoriale.

I numeri di Novembre

A novembre del 2015, Ossigeno per l’Informazione ha segnalato minacce e intimidazioni nei confronti di 130 giornalisti, blogger, foto reporter e video operatori, direttori di testata ed editori.

I nomi delle vittime sono elencati nella Tabella 2015. Le tipologie di intimidazione comprendono: aggressioni, danneggiamenti, lettere minatorie, insulti, minacce sui social network, abusi del diritto, citazioni in giudizio per danni, querele per diffamazione ritenute pretestuosa, incriminazione per pubblicazione arbitraria di atti giudiziari, ostacolo all’informazione.

Dall’inizio dell’anno, il Contatore delle intimidazioni di Ossigeno ha avuto un incremento di 472 unità. 359 di queste intimidazioni sono avvenute nel corso dell’anno, le altre 113 negli anni precedenti. Il Contatore esiste dal 2006 e attualmente segna 2617. Secondo le stime di Ossigeno per ogni intimidazione conosciuta e documentata almeno altre dieci restano ignote anche all’Osservatorio perché le vittime non hanno la forza di renderle pubbliche.

Link

Freelance? Presidente Toscana ritira querela contro di lei

Per Enrico Rossi sarebbe ingiusto che a pagare fosse “l’anello debole”. Il gesto suggerito dall’Associazione Stampa Toscana

Molise. Allarme diossina. Assolti quattro giornalisti querelati per un comunicato

Denunciati nel 2011 dall’ex dg dell’Arpa. I giudici: il fatto non sussiste. Non luogo a procedere nei confronti degli autori del testo diffuso ai giornali

Web. Diffamazione. Archiviata dopo due anni querela contro blogger
Per il Gip, Luigi Boschi ha rispettato il diritto di critica. Era stato denunciato da un dipendente del Conservatorio che chiedeva anche il sequestro di 5 articoli

Nell’inchiesta “Don’t Touch” tifosi Latina Calcio che intimidirono due cronisti

Issarono uno striscione con insulti contro i cronisti del Manifesto che avevano raccontato gli interessi e la carriera del patron Pasquale Maietta

Cronista segue i No Tav, testimonia “Nessuna violenza” e viene indagato
Nel 2012 Davide Falcioni, cronista di Agoravox entrò con i manifestanti all’interno degli uffici dell’azienda Geovalsusa s.r.l. di Torino

Corriere della Calabria. Latitante invia email minacciose a due giornalisti

Dal Libano, Vincenzo Speziali, ha chiesto ad Alessia Càndito e a Paolo Pollichieni di pubblicare comunicati offensivi nei confronti di magistrati e forze dell’ordine

Roma. Parenti degli uccisi aggrediscono croniste Tg1 e Sky

“Ti sparo in bocca p…” hanno urlato, davanti ai carabinieri i familiari delle vittime, negando la pista della droga

Lega Pallavolo. Giudice respinge richiesta risarcimento milionario

Per il Tribunale civile di Milano il direttore di Volleyball.it ha rispettato il diritto di critica. Presentato dal presidente Fabris anche un esposto a OdG

Latina. Rapporti con un arrestato. Senatore minaccia querele

Nel mirino Ivan Eotvos, collaboratore del quotidiano Il Giornale di Latina per un articolo di cronaca considerato diffamatorio

Antidoping. Passa da Cremona a Bergamo la querela a Xavier Jacobelli

Il giornalista fu querelato nel 2010 dal commissario Figc De Vita a cui rimprovera di aver ritardato i controlli a due giocatori

Troppi rifiuti a Napoli, dice Giletti in tv, e il sindaco lo querela

La giunta ha deliberato la richiesta di un risarcimento milionario. Querelato da un altro amministratore Filippo Facci per un articolo pubblicato su Libero

Marche. Danneggiate auto due cronisti sportivi dopo le partite

Pneumatico squarciato e specchietto rotto alla macchina di VeraTV. Sfregiata quella di laprovinciadifermo.com. Sigim, Gcm e Ussi Marche condannano

Torre Annunziata. Sparavigna accusa: No trasparenza. Comune gli fa causa

Sono vittima di una discriminazione inaccettabile, dice il giornalista, che ha chiesto l’intervento del sindacato e dell’Ordine dei Giornalisti

Vatileaks2. Il Vaticano indaga sui giornalisti Nuzzi e Fittipaldi

Per il reato di concorso in divulgazione di notizie e documenti riservati. L’Associazione Stampa Romana e l’on. Michele Anzaldi (Pd) li difendono

Diano Marina. Archiviata querela sindaco a ImperiaPost

Nel 2014 il giornalista Gabriele Piccardo aveva scritto che erano in corso accertamenti giudiziari antimafia sul comune

Web. Abruzzo. Allenatore promette schiaffi a addetto stampa squadra avversaria

Dopo le proteste ha chiesto scusa. È accaduto fra le formazioni di calcio a cinque “Acqua&Sapone di Città S. Angelo” e “Città di Montesilvano”

Napoli. Inviato La7 fermato per cinque ore da Guardia Costiera

Antonino Monteleone aveva filmato col cellulare in Tribunale il giudice Anna Scognamiglio mentre le faceva domande sgradite sul caso De Luca

Anzio. In Comune insulti al giornalista che segnala consiglieri morosi

Durante una seduta il presidente ha definito infame Giovanni Del Giaccio per un post sul suo blog. Solidarietà dai colleghi di Anzio-Nettuno

Droga a Lecce? Sindaco vuole danni per notizie del 2011

La giunta incarica un legale. Nel mirino Nuovo Quotidiano di PugliaTeleNorbaTeleRamaLecce Prima e Gazzetta del Mezzogiorno. Odg e sindacato protestano

Roma. Manifestanti insultano troupe, tv chiude collegamento

Nausicaa Della Valle era con la troupe di Quinta Colonna in un locale di Centocelle. La Questura ha consigliato di sospendere le riprese

Terrorismo. Cronista indagato per rivelazione segreto d’indagine

Le accuse dalla Procura di Torre Annunziata (Napoli) riguardano anche il direttore del quotidiano Il Tempo.it per articoli su Fatima, un’italiana arruolata dall’Isis. Solidarietà da Odg e sindacato

Diffamazione. Commento offensivo. Blogger condannato
Dopo una richiesta di cancellazione, Matteo Gracis, gestore del portale nuovocadore.it ne aveva rimosso soltanto una parte

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