Minacce

Mafia Capitale. Protesta per offese difensore di Carminati a Lirio Abbate

Questi attacchi sono inaccettabili, scrivono Ossigeno FNSI OdG in un documento congiunto con il quale si rivolgono alle autorità competenti

Durante le ultime udienze del processo Mafia Capitale, in corso a Roma, e il 29 gennaio 2016 all’udienza del processo al clan Fasciani, l’avvocato Bruno Naso, difensore di Massino Carminati e di altri imputati, ha offeso e insultato il giornalista de L’Espresso, Liro Abbate, deridendolo, storpiando deliberatamente il suo nome per ridicolizzarlo e sminuire la credibilità dei suoi articoli. Questo atteggiamento del legale è stato definito intimidatorio e “inaccettabile” da Ossigeno, FNSI e ODG, che lo hanno affermato in un documento congiunto con il quale chiedono rispetto e protezione per Lirio Abbate e fanno appello alle massime autorità affinché le aule giudiziarie non siano trasformate in luoghi in cui colpire strumentalmente i giornalisti che hanno la sola colpa di avere fatto bene il loro lavoro.

Nell’arringa del 29 gennaio 2016 nell’aula di Rebibbia il legale ha innanzitutto accusato il procuratore della Repubblica di Roma, Giuseppe Pignatone, di avere  ordito una “operazione politico-giudiziaria” e ha insinuato che il giornalista abbia agito in combutta con lui per dare il via in modo irregolare ai processi di mafia in corso a Roma con “una regia che travalica i confini del tribunale”. Più volte ha giocato con il  nome del giornalista deformandolo in tono di scherno in “De -Lirio Abbate”.

“Abbate, che è casualmente di Palermo, che – ha detto l’avvocato, indossando la toga davanti ai giudici e agli imputati -casualmente ha lavorato a Palermo quando c’era Pignatone, che casualmente frequenta ambienti frequentati da Pignatone … il cerchio si chiude”. Poi si è ironicamente chiesto come mai non abbiano ancora dato a “De-Lirio il Premio Pulitzer”. Analoghe offese erano state pronunciate nell’udienza di “Mafia Capitale” del 4 gennaio 2016.

Questi particolari sono stati riferiti da Attilio Bolzoni in un articolo pubblicato il 30 gennaio sul quotidiano  La Repubblica e in un articolo di Valeria Pacelli sul Fatto Quotidiano. “L’avvocato Naso – ha commentato Bolzoni – ha naturalmente il diritto di difendere i suoi clienti con ogni mezzo che la legge gli consente. Quello che non può fare – e non solo in un’aula di giustizia ma anche fuori – è additare un giornalista come “organizzatore” di un complotto, come protagonista di una trama ordita insieme a carabinieri e a pubblici ministeri, come un supporter operativo della procura della Repubblica”.

Lirio Abbate vive sotto scorta dal 2007. Ossigeno, di cui il giornalista è il Primo Osservatore, si è più volte occupato delle minacce che ha ricevuto a causa del suo lavoro. Già nel dicembre del 2014 era emerso da alcune intercettazioni telefoniche che Carminati fosse “furioso” con il giornalista del L’Espresso. (vedi)

RDM ASP

Leggi anche La dichiarazione congiunta Ossigeno, FNSI, OdG

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Questo episodio rientra nelle statistiche delle intimidazioni agli operatori dell'informazione di Ossigeno per l'Informazione

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