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Stampa sotto attacco: precario equilibrio tra sport e informazione

Giornalisti sportivi “bacchettati” da tifosi e società. Aumentano gli episodi di insofferenza nel mondo del calcio

Un fenomeno che a marzo si è ripetuto varie volte riguarda le intimidazioni e le discriminazioni nei confronti dei cronisti sportivi. Molti giornalisti che coprono le notizie in questo settore sono considerati propagandisti dalle società sportive. Alcune importanti società ritengono che i cronisti del settore debbano propalare acriticamente le loro comunicazioni e discriminano o puniscono (a volte con l’aiuto di tifosi violenti) chi invece di fare propaganda racconta i fatti in modo critico, com’è dovere dei giornalisti. Le reazioni delle autorità sportive finora non sono state quelle necessarie per scoraggiare queste manifestazioni. (…)

Il 9 marzo, davanti a un campo sportivo di Palermo, due tifosi di una squadra di calcio hanno aggredito Michele Sardo, cronista freelance: si sono impossessati del telefonino con il quale stava facendo  riprese video, lo hanno spintonato, lo hanno colpito in volto, e poi hanno cantato in coro: “Giornalisti pezzi di merda”.

Il 26 febbraio un tifoso della squadra di calcio Piacenza (che partecipa al campionato non professionistico), ha costretto un collaboratore del quotidiano Libertà ad abbandonare la sala in cui si svolgeva una conferenza stampa, presso lo stadio della città emiliana. Il giornalista ha resistito, ma quando l’ultrà si è sfilato i guanti e ha sferrato un pugno su un tavolo, ha giudicato saggio andarsene. La società ha condannato l’episodio con un nota scritta.

Sebastiano Vernazza, giornalista della La Gazzetta dello Sport, principale quotidiano sportivo nazionale, è stato il bersaglio di canti, slogan e di una scritta offensiva (“Vernazza orfano di cervello”) mostrata su uno striscione. È accaduto il 5 marzo a Milano, davanti alla sede del quotidiano. Gli autori sono circa cinquanta tifosi dell’Atalanta, squadra di calcio di Bergamo, contrariati per un articolo che criticava il comportamento di alcuni genitori che avevano portato i loro figli a un corteo di solidarietà per un capo ultrà che, a causa della sua condotta violenta, viene sorvegliato dalle forze dell’ordine.

Questo brano è tratto dalla rassegna mensile di marzo 2016 delle intimidazioni in Italia realizzata da Ossigeno per l’Informazione per il Centro Europeo per la Libertà di Informazione e di Stampa di Lipsia (ECPMF), con il sostegno dell’Unione Europea. Leggi la rassegna completa

MF ASP

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