Minacce

Altro carcere per diffamazione. Due anni al direttore del “Roma”

Pasquale Clemente, querelato nel 2010 da un senatore, è stato condannato il 3 giugno a Nola (Napoli). Pena sproporzionata, dicono FNSI e Ossigeno

Due anni di carcere e 1500 euro di multa: questa la condanna che il Giudice monocratico del Tribunale penale di Nola (Napoli) ha inflitto, il 3 giugno 2016, al giornalista Pasquale Clemente, ex direttore della Gazzetta di Caserta e attualmente direttore responsabile del quotidiano “Roma” di Napoli.

Clemente è stato condannato per diffamazione a mezzo stampa, con l’aggravante dell’attribuzione di un fatto determinato (art. 13 della legge sulla stampa n.47/48), nei confronti di Pasquale Giuliano, ex magistrato e senatore in quota Pdl all’epoca dei fatti. Il 22 luglio 2010 Giuliano aveva querelato il giornalista per un articolo pubblicato il 30 aprile 2010 – redatto dallo stesso Clemente – e intitolato: “La squallida manovra di Costantino per distruggere Zinzi e tornare a votare subito”.  La querela riguardava diversi articoli, ma il pezzo incriminato è soltanto quello del 30 aprile”, spiega Dario Vannetiello, difensore di Clemente.

In quell’articolo, il direttore fa una polemica politica forte, con toni aspri e accesi. “Una Provincia  come la nostra – scrive – non può permettersi di far saltare il primo Consiglio provinciale …. Una vergogna ratificata dalla presenza a mo’ di minaccia in aula di due politici parlamentari come Coronella e Giuliano che non c’entravano nulla”.

“Sono sconcertato dal comportamento della magistratura – ha detto Pasquale Clemente  a Ossigeno  dopo la condanna – perché, invece di occuparsi dei delinquenti, condanna un reato d’opinione”.

La condanna alla pena detentiva è stata criticata dai vertici della Fnsi, dal presidente Giuseppe Giulietti e dal segretario Raffaele Lorusso, e dal segretario del sindacato dei giornalisti della Campania, Claudio Silvestri. Nella nota congiunta la sentenza viene definita “non accettabile e neanche degna di un Paese civile. I giornalisti  – si legge nel comunicato – non chiedono tutele speciali e neanche impunità. Il carcere rappresenta una misura sproporzionata, oltre che una forma surrettizia di bavaglio all’informazione”.

Il legale di Clemente ha reso noto che Giuliano si era costituito parte civile nel procedimento penale e, inoltre, ha avanzato anche una richiesta di risarcimento danni dinnanzi al giudice del Tribunale civile. La causa civile è ancora pendente.

IL COMMENTO DI OSSIGENO – Il segretario generale di Ossigeno, Giuseppe Federico Mennella ha dichiarato: “Nel suo articolo, Pasquale Clemente, ex direttore della Gazzetta di Caserta, non ha fatto economia di aggettivi e di giudizi pesanti e probabilmente le sue polemiche politico-giornalistiche sono andate sopra le righe. Ma ciò, e neppure colpe più gravi, giustificano una pena detentiva, addirittura due anni di reclusione. In questi casi, è evidente la sproporzione tra il delitto e la pena, come non si stancano di ripetere le istituzioni europee. Inoltre la sentenza ci ricorda quanto i direttori responsabili siano esposti, per la loro stessa funzione, alla recidiva del reato. Infatti la pena detentiva è stata motivata con il fatto che il giornalista ha commesso lo stesso reato più di una volta in cinque anni. La sentenza del Tribunale di Nola ci ricorda che in Parlamento dorme da tre anni un disegno di legge che vuole abolire il carcere per i giornalisti”.

RDM

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Questo episodio rientra nelle statistiche delle intimidazioni agli operatori dell'informazione di Ossigeno per l'Informazione

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