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Discriminazioni e odio razziale. Richiamo del Consiglio d’Europa all’Italia

Il quinto Rapporto sull’Italia pubblicato a Strasburgo dalla “Commissione europea contro il razzismo e l’intolleranza (ECRI)” rileva alcuni vuoti nella normativa anti-discriminazione: la discriminazione dovuta al colore delle pelle o alla lingua non è un reato penalmente perseguibile e la legge non prevede pene efficaci contro questi comportamenti. Inoltre, fa osservare il Rapporto, l’Ufficio Nazionale Anti-discriminazioni Razziali (UNAR) non è un organo indipendente dal governo e, sebbene svolga numerose attività contro la discriminazione, ha un mandato limitato. Quindi l’ECRI rivolge alle autorità italiane le seguenti raccomandazioni:

  1. Garantire la completa indipendenza dell’UNAR de jure e de facto, ed estendere le sue competenze alla discriminazione fondata sul colore, la lingua, la religione, la nazionalità e l’origine nazionale.
  2. Promuovere nelle scuole la reciproca tolleranza e il rispetto, indipendentemente dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere.

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ASP

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