Commento

In Calabria la prima marcia dei sindaci minacciati

Il 24 giugno centinaia in corteo a Polistena (RC) e poi a Gioiosa Jonica. Nel 2016, 180 gli amministratori “sotto tiro”: lo stesso numero di intimidazioni ai giornalisti

Nei primi centocinquanta giorni del 2016, in Italia, sindaci, assessori e altri amministratori locali hanno subito centottanta minacce. Sono tante, sono decisamente troppe. Questo dato dice che la situazione rimane grave e in alcune aree del paese sta decisamente peggiorando. Perciò l’associazione Avviso Pubblico, che tiene il conto di queste minacce e rappresenta centinaia di amministratori locali, ha ritenuto opportuno reagire. Di fronte a fatti così gravi non si può stare fermi. Bisogna muoversi e in prima fila ci devono essere proprio coloro che subiscono le minacce. Perciò Avviso Pubblico ha organizzato una marcia di protesta dei sindaci minacciati, la “Prima marcia nazionale degli amministratori sotto tiro”, che si svolge proprio il  24 giugno 2016 in Calabria.

All’iniziativa hanno aderito istituzioni pubbliche e associazioni, fra le quali la Federazione Nazionale della Stampa e Ossigeno per l’Informazione. La marcia si svolge a Polistena (RC) e si conclude con alcuni interventi in piazza. Prenderanno la parola, fra gli altri, il presidente di Avviso Pubblico, Roberto Montà, la presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, Rosi Bindi e il giornalista Michele Albanese, che abita a Polistena e, dal 15 luglio 2014, quando subì serie minacce di morte, è protetto a vista da una scorta di polizia, come altri 30 (forse 50) giornalisti italiani.

C’è attesa per conoscere in dettaglio i dati sulle minacce dell’anno 2015, che saranno diffusi nel vicino comune di Gioiosa Jonica (RC) in occasione della manifestazione.

“Sono dati molto preoccupanti. Il numero delle minacce ad amministratori locali e funzionari pubblici nel 2015 – hanno anticipato i responsabili di Avviso Pubblico – è sensibilmente aumentato e il fenomeno è radicato, seppur in maniera non uniforme, su gran parte del territorio italiano”.

Si possono usare le stesse parole per dire che cosa sta accadendo ai giornalisti italiani. Nei primi 150 giorni del 2016 185 di loro sono stati minacciati per avere pubblicato notizie sgradite a potenti e criminali. Centinaia di loro sono sotto tiro proprio come gli amministratori locali e, come loro, hanno gravi problemi che nessuno vuole affrontare. Ci sono dati oggettivi che lo dimostrano. Ma i giornalisti minacciati non marciano, non protestano, non fanno lobby politica. Forse potrebbero fare qualcosa anche loro.

ASP

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