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Italia. Maggio 2016. Le notizie più pericolose di Ossigeno

Questa rassegna mensile delle intimidazioni in Italia è realizzata da Ossigeno per l’Informazione per il Centro Europeo per la Libertà di Informazione e di Stampa di Lipsia (ECPMF), con il sostegno dell’Unione Europea

Le brutte notizie sullo stato di salute della libertà di stampa in Italia, come spieghiamo a parte, sono la specialità di questa rassegna. In Italia queste notizie sono tante, sono importanti, ma molte di esse si possono leggere soltanto sul notiziario di Ossigeno. È difficile riuscire ad apprenderle da altri media se non per accenni.Gli altri di solito ne parlano soltanto per gettare acqua sul fuoco, per dire che non c’è da aver paura, che tutto è sotto controllo. Perché lo fanno?

I direttori dei giornali dicono che queste cose non interessano i lettori, li annoiano, deprimono le vendite. Così rimangono oscurate al grande pubblico anche violazioni di assoluta gravità per le quali le istituzioni, internazionali,  lanciano l’allarme rosso appena ne hanno sentore, come è accaduto, da ultimo il 27 maggio scorso, quando la Rappresentante per la libertà dei media dell’OSCE, Dunjia Mijatovic ha fatto sapere a tutto il mondo che il Senato italiano stava per approvare una legge che avrebbe disatteso tutti gli impegni solenni assunti dalle autorità italiani con la comunità internazionale. Il Senato, si preparava infatti ad approvare una proposta di legge che avrebbe innalzato da sei a nove anni la pena detentiva massima prevista per i colpevoli di diffamazione. Questo – ha detto la Rappresentante dell’OSCE – “avrebbe un effetto raggelante, dannoso, sul giornalismo investigativo”.

Come ha spiegato Ossigeno, l’aumento della pena sarebbe stato possibile introducendo una circostanza aggravante specifica, residuo di sistemi giuridici arcaici, che in Italia non è applicata da tempo. Lo stesso genere di aggravante che un altro disegno di legge all’esame della stessa Commissione Giustizia del Senato propone di abolire, con una proposta che ha già avuto il consenso dei due rami del Parlamento e che attende ancora il voto finale. Ancor più preoccupante il fatto che la nuova proposta di legge propone di applicare questa pena aggravata a chi diffama singoli parlamentari, pubblici amministratori, magistrati, corpi politici e giudiziari. “Questa iniziativa legislativa – ha commentato la Rappresentante per la libertà dei media dell’OSCE – è dannosa perché, già in sé, le pene detentive sono una sanzione sproporzionata per la diffamazione”.

Fra l’altro, sulla scia di queste dichiarazioni e delle dettagliate informazioni fornite da Ossigeno per l’Informazione all’OSCE, anche altre organizzazioni internazionali hanno preso posizione. Il fatto è stato segnalato dalle organizzazioni EFJ (European Federation of Journalists), AEJ (Association of European Journalists), IPI (International Press Institut) e Index on Censorship come allarme di livello 2 (il livello più alto è uno) sulla “Piattaforma per la protezione del giornalismo e la sicurezza dei giornalisti” del Consiglio d’Europa. Ciò significa che il Consiglio d’Europa chiederà spiegazioni al governo italiano. I media italiani non hanno dato visibilità né importanza neppure a questi allarmi. Le autorità italiane non hanno dato alcuna spiegazione.

Non si sa ancora come finirà questa vicenda che, sul piano politico è ancora più sorprendente. Infatti, come ha documentato Ossigeno, per proporre ancora più carcere per diffamazione a protezione della classe politica e giudiziaria, la Commissione Giustizia del Senato ha fatto un colpo di mano. Ha affossato il disegno di legge presentato nel 2012, dopo lo scandalo per l’arresto del giornalista Alessandro Sallusti, per abolire la pena del carcere per diffamazione e sostituirla con una multa. Quel disegno di legge, sollecitato dalle istituzioni internazionali, è stato già votato più volte dal Parlamento ed è in attesa soltanto del voto finale. Quel testo fra l’altro contiene già l’aggravante dell’aggravcante a corpo politico, amministrativo o giudiziario, ora richiamata in servizio e inasprita.

È un grande pasticcio e conferma tre cose: quanta poca importanza il Governo e il Parlamento attribuiscano alla libertà di espressione; quanto l’opinione pubblica si mostri estranea e disinteressata a questi problemi; quanto il giornalismo italiano sia disattento per queste questioni. Circostanza confermata anche in occasione della pubblicazione del nuovo rapporto annuale di Reporters Sans Frontieres, che quest’anno ha collocato l’Italia ancora più indietro, al 77mo posto fra 180 nazioni. Tranne poche rare eccezioni, nessuno ha spiegato perché, nessuno ha detto che i dati di Ossigeno, usati per questa classificazione, giustificano la pessima performance ma non il posto in classifica, perché in altri paesi non si fa un’osservazione paragonabile. Ossigeno ha sottolineato questo aspetto confidando che il tempo e il lavoro di sensibilizzazione riescano a farlo comprendere e a promuovere un monitoraggio analogo a quello italiano anche all’estero.

Per fortuna, questa esigenza si sta facendo strada anche nelle istituzioni internazionali. In questo senso, il 13 aprile il Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa ha rivolto alcune Raccomandazioni ai 47 Stati membri dell’organizzazione, invitandoli a monitorare le minacce ai giornalisti e gli attacchi alla libera informazione, dovuti a inadempienze e a leggi arretrate. Il Comitato ha suggerito di creare centri di osservazione permanenti indipendenti dai governi, di rafforzare la tutela e la sicurezza dei cronisti, e di limitare la pena detentiva soltanto per i reati di stampa che incitano alla violenza e all’odio razziale.

Un’altra iniziativa utile è quella del Centro europeo per la libertà di stampa di Lipsia (ECPMF; di cui Ossigeno è uno dei fondatori), che ha creato l’Online Resource Centre on Media Freedom. Si tratta di un Centro di Documentazione online che offre liberamente documenti sulla libertà di stampa prodotti da associazioni e organizzazioni di tutta Europa. La piattaforma – che contiene sezioni sugli strumenti legali a tutela della libertà dei media in Europa, sui centri di supporto per i giornalisti minacciati, sulle opportunità formative, sulle campagne di sensibilizzazione – ha lo scopo di promuovere un dibattito documentato e inclusivo e una visione internazionale dei problemi del mondo dell’informazione.

La Giornata mondiale per la Libertà di Stampa – Maggio è iniziato, come ogni anno, con un evento importante: giorno 3 è la Giornata mondiale per la Libertà di Stampa, che Ossigeno ha celebrato (con il sostegno dell’Osservatorio per la sicurezza e la legalità della Regione Lazio) a Roma. L’osservatorio ha inserito in un grande pannello murale i volti e i nomi dei giornalisti italiani uccisi a causa del loro lavoro. Il collage è incorniciato dalla scritta “Cercavano la verità. 28 nomi una sola storia”.

Il direttore dell’Osservatorio, Alberto Spampinato, ha inoltre presentato il volume contenente la ricerca svolta da Ossigeno per incarico della Commissione parlamentare Antimafia sulle ragioni legislative e sociali che determinano un numero così alto di minacce e intimidazioni nei confronti dei giornalisti italiani che si occupano per lavoro degli episodi di mafia e corruzione. La ricerca contiene reportages su come viene raccontata la mafia dai media in Germania, Francia e Belgio. Il volume fuori commercio, intitolato L’antitesi mafia-informazione”, sarà distribuito gratuitamente ai collaboratori e ai sostenitori dell’Osservatorio e a chi ne farà richiesta.

Il 3 maggio a Roma la celebrazione della Giornata Mondiale della Libertà di Stampa si è conclusa alla Casa del Cinema con la proiezione del documentario Silencio, realizzato da Attilio Bolzoni e Massimo Cappello, che racconta la storia di alcuni cronisti minacciati in Messico e in Calabria. Dopo la proiezione, il giornalista Bolzoni (della Repubblica) e il suo collega dell’Espresso Lirio Abbate, più volte minacciato e per questo sotto scorta, hanno parlato della loro esperienza professionale di giornalisti d’inchiesta e della differenze fra un’inchiesta sul campo e una basata sul contenuto di fascicoli e atti giudiziari.

Il 17 maggio, a Cosenza, il Circolo della Stampa “Maria Rosaria Sessa” in collaborazione con Ossigeno per l’Informazione, l’Associazione dei Giornalisti Europei (AGE) e l’Ordine dei Giornalisti della Calabria, ha organizzato il convegno “Intercettazioni e diritto d’informare. Si è discusso non soltanto dei progetti legislativi per limitare la pubblicazione di questi contenuti sui giornali ma anche delle colpe e degli errori dei giornalisti, e della necessità di agire con maggior rigore, con autonomia di giudizio e continenza.

In primo piano – Il 19 maggio il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, l’ente che tiene l’Albo dei giornalisti, ha chiesto alle istituzioni di vigilare e di punire i responsabili delle minacce e delle intimidazioni ai cronisti. Esprimendo “indignazione e forte preoccupazione”, il Consiglio ha anche sollecitato le istituzioni “ad una maggiore vigilanza e ad un puntuale presidio del territorio” per chiarire alcuni episodi avvenuti in Campania e in Calabria.

Il 13 maggio, nel giro di qualche ora, due ministri – Maria Elena Boschi (Riforme) e Pier Carlo Padoan (Economia): la prima a Catania, il secondo a Roma – hanno rifiutato di rispondere alle domande dei giornalisti. Si tratta di due episodi che hanno l’obiettivo di “tentare di impedire ai giornalisti di svolgere la loro funzione nell’interesse dei cittadini”, come ha dichiarato Giuseppe Federico Mennella, segretario di Ossigeno per l’Informazione.

Anche chi scrive su un blog, se fa informazione, deve seguire le stesse regole cui sono sottoposti i giornalisti. Allo stesso tempo però beneficia degli stessi diritti di questi ultimi. Lo ha affermato il Garante della privacy (l’organismo nazionale che tutela la riservatezza delle informazioni e dei dati personali sensibili), che ha dichiarato infondato il ricorso di un noto personaggio pubblico che aveva chiesto la rimozione di un articolo nel quale erano raccontate vicende sentimentali e giudiziarie che lo riguardavano.

Il caso Maniàci – Il direttore della tv locale Telejato di Partinico (Palermo), Pino Maniàci – noto per i suoi servizi sulla mafia – è indagato dalla Procura di Palermo con l’accusa di estorsione e sospettato di aver simulato di aver subito un’intimidazione con l’uccisione dei suoi cani. Quell’episodio era stato considerato da Ossigeno una ritorsione a causa della sua attività giornalistica. Ora, dopo aver visto un video diffuso dagli inquirenti in cui lo stesso Maniàci afferma che i suoi cani non furono uccisi dai mafiosi ma da un suo rivale in amore, l’Osservatorio ha deciso di escludere l’episodio dalla Tabella e dal Contatore.

Gli episodi di minaccia – Ersilio Mattioni, direttore della testata online l’Altomilanese e collaboratore del fattoquotidiano.it, è stato vittima di tre intimidazioni nel giro di tre mesi. È successo ad Arconate (Lombardia). La notte fra il 15 e il 16 maggio ignoti hanno danneggiato la sua auto. Episodi analoghi erano avvenuti a marzo e aprile. Il giornalista si occupa da diversi anni del presunto malaffare della politica lombarda e conduce inchieste sulla ‘ndrangheta.

Il 13 aprile la pagina Facebook e il sito internet del quotidiano online La Voce di Venezia sono stati colpiti da un attacco hacker: a commento degli articoli, sono state inserite fotografie dal contenuto raccapricciante, contraddistinte dalla sigla Insane-Army.

Aggressioni e insulti – Laura Bonasera e Sirio Timossi, reporter della trasmissione di inchiesta televisiva Piazza Pulita (in onda su La7) sono state aggrediti il 27 aprile scorso da alcuni imprenditori agricoli a Sabaudia (nel Lazio), mentre realizzavano un servizio sullo sfruttamento di lavoratori stranieri nelle campagne dell’Agro Pontino.

Il 28 aprile cinque giornalisti di testate diverse sono stati aggrediti da militanti di estrema destra. È successo alla fine di una funzione religiosa per commemorare la morte di Benito Mussolini nella chiesa di San Ferdinando, a Napoli. I cronisti, a cui si voleva impedire di riprendere il rito, sono stati insultati e spintonati, ed anche le loro attrezzature sono state colpite.

Il 7 maggio Emiliano Carillo, videoperatore dell’agenzia SIComunicazione, è stato aggredito da quattro persone mentre si trovava al Molo Luise del porto di Napoli per realizzare riprese dopo la morte di un un uomo all’interno della sua imbarcazione. Gli aggressori hanno gettato in mare la telecamera e Carillo è finito in ospedale.

Il 5 maggio la giornalista Marilena Natale (corrispondente del network tv PiuenneNews) e il freelance Nicola Baldieri hanno denunciato un’aggressione verbale – avvenuta il giorno stesso – da parte di due donne a Grazzanise (Campania), mentre realizzavano un servizio sull’arresto di otto persone nell’ambito di un’inchiesta su presunte infiltrazioni del clan camorristico dei Casalesi nell’amministrazione comunale del paese.

Sport – Negli scorsi report mensili facevamo notare il gran numero di episodi di minacce che ricevono i giornalisti che si occupano di sport. Anche in questo ultimo periodo eventi di questo genere non mancano. Il 24 aprile Mario Borraccino, giornalista di una tv locale pugliese (TeleSveva), durante la partita di calcio Casarano-Barletta, è stato insultato da alcuni tifosi, che gli hanno impedito di realizzare la telecronaca della gara. Secondo i tifosi, Borraccino avrebbe screditato la loro squadra nel racconto del precedente incontro sportivo.

Andrea Rapino, inviato del quotidiano abruzzese Il Centro, è stato insultato pesantemente e minacciato da Franco Maio, presidente onorario della squadra di calcio Virtus Lanciano. È successo alla fine della gara di calcio con l’Avellino dello scorso 30 aprile, mentre il giornalista, dalla tribuna stampa dello stadio di Lanciano, stava fotografando la contestazione dei tifosi della squadra padrona di casa nei confronti dei dirigenti della società.

Gian Paolo Maini, direttore della testata online Parlando di sport, è stato aggredito e minacciato da Ivan Provedel, calciatore del Modena, e dal presidente della squadra. È successo il 14 maggio, nella sala stampa dello stadio della città emiliana, al termine della partita con il Pescara. Provedel non aveva gradito il punteggio negativo per una recente prestazione attribuitogli dal giornalista sul sito web.

Querele – Questa tipologia di intimidazione ai danni di chi fa informazione è una delle più diffuse. Spesso viene esercitata da singoli. Come nel caso del giornalista Gianni Montesano (collaboratore di Ossigeno), che deve affrontare due processi per “omesso controllo”, il reato previsto dalla legislazione italiana secondo cui il direttore di una testata può essere ritenuto responsabile, per negligenza, del contenuto diffamatorio di una pubblicazione. Montesano deve rispondere in sede civile e penale – dopo essere stato assolto, in entrambi i casi, nel giudizio di primo grado – del contenuto di articoli apparsi sul settimanale La Rinascita della Sinistra, che ha diretto e che è stato chiuso nel 2010, e la cui proprietà si è dissolta.

Enti comunali contro giornalisti – Altre volte – molte – le querele arrivano dagli enti pubblici, spesso da Comuni. I costi delle spese legali ricadono naturalmente sulle spalle dei cittadini.

Il 13 maggio Raffaele Russo, sindaco di Pomigliano D’Arco (Campania), ha annunciato di avere denunciato il giornalista Pino Neri, del quotidiano Il Mattino, per un articolo pubblicato due giorni prima nel quale raccontava che Pomigliano è tra i Comuni sotto la sorveglianza della Prefettura di Napoli per il rischio di infiltrazioni camorristiche. “Invece di smentire la notizia, il sindaco ha usato un’istituzione pubblica per mandarmi un avvertimento”, ha dichiarato il cronista ad Ossigeno.

Il 17 maggio la giunta del Comune di Lecce (Puglia) ha dato mandato a un legale di querelare per diffamazione il giornalista Danilo Lupo, collaboratore di La7, per aver pubblicato sulla sua pagina Facebook un testo in cui viene criticato lo sgombero, deciso dal Comune, di un centro sociale da un edificio pubblico degradato occupato e risistemato da un gruppo di cittadini.

Il 19 maggio Mario Marcellini, candidato alle elezioni comunali del prossimo giugno a Nettuno (Roma), ha inviato una diffida a Valerio Pizziconi, a Claudio Pelagallo e a Roberta Sciamanna, rispettivamente proprietario, direttore e redattore capo del periodico online Inliberauscita, per un articolo del 18 maggio. Marcellini si ritiene diffamato dal testo, che screditerebbe la sua attività politica.

Anche il comune di Monte San Vito (Ancona), ha annunciato il 19 maggio di voler querelare il giornalista Francesco Mandolini per un articolo pubblicato sul suo blog due giorni prima. Nel testo, secondo il sindaco (che ha annunciato la decisione su Facebook) il giornalista le attribuirebbe la chiusura dei servizi dell’ospedale locale e il fallimento di un progetto sanitario.

L’Agenzia delle Entrate, ente pubblico nazionale che gestisce le contribuzioni, ha minacciato di querelare il telegiornale satirico di Canale5 Striscia la Notizia. L’Agenzia lamenta “una campagna denigratoria” nei suoi confronti, dopo la messa in onda di servizi sui disagi dei cittadini.

Sentenze dai tribunali – In questo ambito notizie incoraggianti per la libertà di stampa non mancano: sono infatti diverse le sentenze che hanno recentemente riconosciuto la correttezza del lavoro di giornalisti accusati di diffamazione a mezzo stampa e ai quali si chiedevano risarcimenti di valore spesso elevato. L’eccezione è rappresentata dalla vicenda di Pietro Comito, condannato a marzo per diffamazione a mezzo stampa (a causa di due articoli pubblicati nel 2010 sul quotidiano Calabria Ora, riguardanti un omicidio; in primo grado il giornalista, insieme al collega Ilario Filippone, era stato assolto). Ora sono state rese note le motivazioni della sentenza: secondo i giudici, ha spiegato ad Ossigeno il giornalista, “avrei dovuto scrivere che il soggetto era stato scarcerato, ma nel pezzo in questione io non trattavo minimamente dell’arresto”.

L’8 aprile Piero Camilli, presidente della squadra di calcio del Grosseto, è stato condannato per aver insultato e minacciato al telefono (nel 2012) Matteo Alfieri, giornalista de La Nazione, autore di un articolo a lui sgradito.

Il tribunale di Milano ha assolto la giornalista del Corriere della Sera Fiorenza Sarzanini e l’ex direttore del quotidiano Ferruccio De Bortoli (che rispondeva di omesso controllo) dall’accusa di diffamazione ai danni dell’ex vicecapo della polizia Nicola Izzo. Secondo i giudici la giornalista ha esercitato legittimamente il diritto di cronaca, scrivendo alcuni articoli su una vicenda, che chiamava in causa Izzo, riguardante un esposto anonimo con cui venivano denunciati dei presunti casi di malaffare legati a degli appalti per l’acquisto di materiale tecnologico al Ministero dell’Interno.

Il 26 aprile il giudice del Tribunale di Bergamo ha assolto dall’accusa di diffamazione a mezzo stampa Giangavino Sulas e Umberto Brindani, rispettivamente giornalista e direttore della rivista Oggi. Erano stati querelati nel 2010 da un pubblico ministero che aveva indagato su una serie di assassinii compiuti negli anni ’90 (quelli del cosiddetto “Mostro di Firenze”). Il magistrato era stato citato in un articolo del 2010 riguardante l’assoluzione di 22 persone da lui accusate del reato di associazione a delinquere. Lo stesso giorno il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Patti (Sicilia) ha archiviato un procedimento per diffamazione a mezzo stampa nei confronti dei giornalisti Nuccio Carrara e Giuseppe Lazzaro, querelati nel giugno del 2014 da una donna irritata da due articoli che la riguardavano. Secondo il giudice, però, i giornalisti hanno rispettato i limiti imposti al diritto di cronaca (verità sostanziale della notizia, adeguata nel contesto sociale di riferimento e continenza espressiva). Sempre il 26 aprile il Tribunale di Velletri ha respinto la richiesta di risarcimento danni avanzata dall’ex sindaco di Marino e attuale consigliere regionale del Lazio, Adriano Palozzi, nei confronti di Stefano Carugno, direttore responsabile del settimanale Il Caffè di Velletri, della società editrice Medium srl e di Davide Scarinci, autore di un articolo – pubblicato nel 2009 – relativo a una vicenda di abusivismo edilizio. Il querelante aveva chiesto 50mila euro di danni, ma il giudice ha escluso la natura diffamatoria del pezzo.

La Corte di Cassazione ha rigettato l’opposizione all’archiviazione di una querela per diffamazione presentata nel 2008 nei confronti della giornalista di Latina Oggi Graziella Di Mambro e del direttore del quotidiano Alessandro Pangutti. Il promotore dell’azione legale – che dovrà anche pagare le spese processuali – si sentiva diffamato da un articolo che criticava il suo lavoro in un ente locale.

Il 6 maggio il Tribunale di Lecce ha respinto la richiesta di risarcimento danni (250mila) avanzata dall’ex presidente della Regione Puglia, Raffaele Fitto, nei confronti del giornalista Lino De Matteis, autore della biografia non autorizzata del politico (Il Governatore, Glocal Editrice, 2004). Per il giudice, la denuncia è “priva di fondatezza”.

Il 14 aprile il giudice per l’udienza preliminare del tribunale de L’Aquila ha archiviato una querela per diffamazione nei confronti della giornalista Luisa Stifani, direttrice del quotidiano online l’Impronta. La querela era stata presentata da una società di riscossione di tributi, dopo alcuni articoli che la criticavano, raccontando anche di presunte pressioni effettuate dai suoi addetti alla riscossione a danno dei contribuenti. Il giudice ha ritenuto che sia stato rispettato il diritto di cronaca.

È stato assolto (il 10 maggio) dall’accusa di diffamazione a mezzo stampa – “perché il fatto non sussiste” – il blogger Marco Belviso, ex direttore del sito Il Perbenista. Nel 2014 era stato querelato da un uomo citato in un suo articolo, il quale non aveva gradito di essere chiamato con l’appellativo “nonno Edi”.

Lo stesso giorno il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) ha rigettato la richiesta di risarcimento danni per violazione della privacy nei confronti di Antonella Russo, cronista che nel blog Caiazzo Rinasce aveva raccontato una rapina subita da un uomo, specificandone nome, cognome e azienda per la quale lavorava. Questi non aveva gradito la pubblicazione dei suoi dati sensibili, che però, secondo il giudice, possono essere resi noti dai giornalisti nell’ambito dell’esercizio del diritto di cronaca.

La Federazione Nazionale della Stampa (FNSI), sindacato dei giornalisti italiani, ha deciso di costituirsi parte civile nel processo di Catania che vede un boss mafioso (Gionbattista Ventura) imputato per le minacce di morte rivolte al giornalista Paolo Borrometi, collaboratore dell’agenzia di stampa AGI.

Arriverà il prossimo 7 luglio la sentenza del tribunale di Campobasso sulla querela per diffamazione presentata da un magistrato ai danni di un ex segretario regionale del Partito democratico e del giornalista Silvano Barone del Tgr Abruzzo, la testata regionale della Rai. Il magistrato si ritiene leso da un comunicato del politico, di cui il giornalista aveva riportato della frasi in un servizio.

Verrà invece emessa dopo l’estate la sentenza sulla causa per diffamazione (Tribunale civile di Roma) nei confronti dei giornalisti del mensile La Voce delle Voci Andrea Cinquegrani e Rita Pennarola. Assistiti dallo Sportello legale di Ossigeno, rischiano di dover pagare 430mila euro di danni ad un magistrato che si sente diffamato da alcuni articoli del 2012, in cui si raccontava che questi era stato il presidente onorario di un centro studi in cui aveva operato un uomo al centro di una grossa inchiesta giudiziaria.

I numeri di maggio

A maggio del 2016, Ossigeno per l’Informazione ha segnalato 27 episodi di minacce e intimidazioni ai danni di operatori dell’informazione. Il Contatore, che registra nella Tabella delle vittime di intimidazioni e abusi i casi accertati dal 2006, raggiunge così quota 2860 vittime. Dal 1 gennaio 2016 alla Tabella sono stati aggiunti 187 nomi.

Le tipologie di intimidazione comprendono: Aggressioni Lievi e Gravi, Avvertimento, Insulto, Danneggiamento beni e oggetti personali o strumenti di lavoro, Abusi del diritto, Querela per diffamazione ritenuta pretestuosa, Querela da parte di magistrato ritenuta pretestuosa, Citazione in giudizio per danni considerata strumentale.

Secondo le stime di Ossigeno per ogni intimidazione conosciuta e documentata almeno altre dieci restano ignote anche all’Osservatorio, perché le vittime non hanno la forza di renderle pubbliche.

Link agli episodi di intimidazione e alle notizie più rilevanti

Aemilia. Due imputati condannati anche per minacce a cronisti

Avevano fatto pressioni su Sabrina Pignedoli e Gabriele Franzini. Plauso di Odg e Aser per le sentenze del processo emiliano alla ‘Ndrangheta

Condannato presidente Grosseto Calcio per minacce a cronista

Nel 2012 Piero Camilli aveva insultato e minacciato al telefono Matteo Alfieri, giornalista de La Nazione, per aver scritto della lite con Urbano Cairo, patron del Torino. La condanna è stata pronunciata dal Giudice di Pace di Grosseto l’8 aprile 2016

Sabaudia. Agricoltori aggrediscono troupe di Piazza Pulita

Laura Bonasera e il videomaker Sirio Timossi vittime durante un servizio televisivo sulla condizione dei braccianti indiani e pakistani nell’Agro Pontino

Garante privacy. Per blogger stesse regole e garanzie dei cronisti

Possono essere pubblicati notizie e commenti, anche senza consenso, purché vengano rispettati i diritti, le libertà e la dignità della persona della quale si scrive

La Voce di Venezia. Attacco hacker al sito e alla pagina Fb

Pubblicate sulla pagina social della testata foto raccapriccianti contraddistinte dal logo Insane- Army. Il direttore: “Il disagio è stato dei lettori”

Lecce. Tifosi impediscono telecronaca partita di calcio

Il giornalista di TeleSveva Mario Borraccino è stato anche insultato durante Casarano-Barletta. Solidarietà da Ussi e Assostampa Puglia

Resource Centre. Tutte le minacce all’informazione in Europa

Un nuovo Centro di Documentazione online offre liberamente documenti sulla libertà di stampa prodotti da associazioni e organizzazioni di tutta Europa

Catanzaro. Corte d’appello condanna il giornalista Pietro Comito

Sentenza di assoluzione in primo grado appellata dal procuratore generale. Contestata la mancata rettifica di una notizia mai data. Annunciato ricorso in Cassazione

Agenzia delle Entrate minaccia querele contro Striscia la Notizia

La direttrice dell’ente pubblico ha denunciato “una campagna denigratoria” da parte del tg satirico. La questione legata ai servizi sui disagi dei contribuenti

Napoli. Commemorazione morte Mussolini. Aggrediti 5 cronisti

Militanti di estrema destra li hanno insultati e spintonati al termine della funzione religiosa. Coinvolti FanPage, Alanews, Lastampa.it, CNOwebtv e Vista

Diffamazione. Assolti un giornalista e il direttore di Oggi

Per Giangavino Sulas e Umberto Brindani il Pm aveva chiesto il carcere. La querela per un articolo del 2010 relativo all’inchiesta bis sul “Mostro” di Firenze

Indagato Pino Maniàci. Il commento dell’on. Fava

“Spieghi la ridicola vanità delle sue parole”, ha scritto il vice presidente della Commissione Antimafia su Facebook, riferendosi alle intercettazioni

Chiuso il giornale, dissolto l’editore, avanzano le querele

A dieci anni dai fatti, Gianni Montesano, ex direttore de La Rinascita, già assolto, deve affrontare due processi in appello per “omesso controllo”

Sicilia. Archiviata causa per diffamazione contro due giornalisti

Lo ha stabilito il Tribunale di Patti. Per il Gip, Nuccio Carrara e Giuseppe Lazzaro hanno rispettato il diritto di cronaca. I fatti risalgono al 2014

Napoli. Aggredito videoperatore. Gettata in mare attrezzatura

Emiliano Carillo è finito in ospedale dopo essere stato colpito al volto con un casco e preso a calci da quattro persone. Solidarietà da Odg Campania, SUGC e Ugiv

Caserta. Cronisti aggrediti verbalmente per servizio su camorra

Marilena Natale e Nicola Baldieri hanno denunciato i fatti ai carabinieri. A minacciarli di denuncia e a ostacolare le riprese sono state due donne

Velletri. Il giudice gli dà ragione, ma il cronista cambia mestiere

Fa il barista. Il Tribunale Civile ha respinto la richiesta di 50mila euro di danni dell’ex sindaco Adriano Palozzi per un articolo de Il Caffè

Abruzzo. Presidente onorario squadra di calcio insulta cronista

La “colpa” di Andrea Rapino (Il Centro) è stata quella di fotografare la contestazione dei tifosi alla dirigenza del Virtus Lanciano. Solidarietà da Odg regionale

Danni. Respinta richiesta dell’ex presidente Puglia a cronista

Il giudice del Tribunale di Lecce ha ritenuto infondata la denuncia di Raffaele Fitto. Lino De Matteis è autore della biografia non autorizzata Il Governatore

Diffamazione. Archiviata querela contro sitoweb l’Impronta

A contestare gli articoli della giornalista Luisa Stifani era la Soget, società di riscossione dei tributi. Per il Gip de L’Aquila rispettato diritto di cronaca

Diffamazione. Blogger Marco Belviso assolto con formula piena

L’ex direttore de Il Perbenista era stato querelato per aver dato notizia di una cena tra il dirigente di un’agenzia regionale e un senatore

Cronista racconta rapina. Denunciata per violazione privacy

La vittima del furto aveva chiesto un risarcimento danni dopo la pubblicazione di un articolo nel quale si specificavano i suoi dati. Il giudice rigetta

Diffamazione. Pm querela giornalista in Abruzzo, attesa sentenza

Il 7 luglio 2016 sarà emessa a Campobasso la sentenza per diffamazione a danno del pm Nicola Trifuoggi, che vede imputati Silvio Paolucci, ex segretario regionale Pd, e il giornalista Silvano Barone del Tgr Abruzzo Rai

Niente domande, siamo ministri. Boschi e Padoan tacciono

Gli episodi si sono verificati a Catania e a Roma. Il ministro dell’Economia era a un seminario di formazione per giornalisti

Lombardia. Danneggiata l’auto del fondatore di Altomilanese

Ersilio Mattioni ha ricevuto tre intimidazioni nel giro di tre mesi. L’ultima risale alla notte tra il 15 e il 16 maggio. Il giornalista già minacciato nel 2012

Infiltrazioni camorra. Sindaco Pomigliano (NA) querela cronista

Lo ha detto durante una seduta del Consiglio comunale. Su Il Mattino, Pino Neri aveva scritto che l’ente è sotto osservazione per possibili infiltrazioni camorristiche

Nettuno. Cronista fa un’analisi politica. Candidato la diffida

Il politico ha chiesto le scuse a Roberta Sciamanna, pena un’azione legale. La giornalista ha pubblicato su Inliberauscita un articolo in vista del voto del 5 giugno

Controllo idrico. Cassazione rigetta ricorso contro Latina Oggi

Il giudice ha ritenuto “inammissibile” il ricorso contro l’archiviazione di una querela presentato dal responsabile della segreteria tecnica di Ato4, Sergio Giovannelli

Fb. Querelato giornalista Danilo Lupo che critica il Comune di Lecce

Qui puoi fare tutto se ti metti d’accordo, aveva scritto. Sindaco e assessori hanno incaricato un legale per procedere contro di lui. Mille firme di solidarietà su change.org

Calcio. Portiere e presidente Modena minacciano cronista

Gian Paolo Maini aveva dato giudizi negativi sulle prestazioni dei calciatori. Intervenute le Forze dell’Ordine. Ha avuto solidarietà dall’Odg Emilia Romagna

Web. Giornalista scrive di sanità, sindaco annuncia querela

Sabrina Sartini ha scritto su Facebook che la giunta di Monte San Vito (Ancona) ha deliberato di preparare una denuncia contro Francesco Mandolini

Fonti anonime per notizie importanti. Assolta Sarzanini (Corsera)

Insieme all’ex direttore De Bortoli nel 2012 fu accusata di diffamazione dall’ex capo della polizia Nicola Izzo per articolo su accuse di malaffare al Viminale

Latina. Giudice archivia querela ma Ato4 insiste fino a Cassazione

La Suprema Corte ha confermato l’inammissibilità della denuncia presentata dalla società pubblica

Sportello Legale. Attesa la sentenza per la Voce delle Voci

Due giornalisti, assistiti da Ossigeno-MLDI, sono accusati di diffamazione per una circostanza non smentita. L’ex procuratore di Grosseto chiede 430mila euro

Messina. Critica società di calcio. Cronista insultato su Fb

Il giornalista Marco Capuano è stato definito dal presidente della squadra un “giornalaio” che danneggia la sua città per un articolo non gradito sulla politica societaria

Sardegna. Minacce di morte a cronista di Casteddu online

Dopo inchiesta relativa alle assunzioni negli enti Cagliaritani di parenti e amici dei politici del gruppo Sel il giornalista Jacopo Norfo ha ricevuto minacce di morte su Facebook da appartenenti al partito

Richiamo dell’Unità a cronista per due tweet. Si arriva in Tribunale

Il cronista ha ricevuto una contestazione disciplinare da parte dell’amministratore delegato dell’azienda editrice della testata, per aver pubblicato – fuori dall’orario di lavoro – due tweet che criticano le posizioni di Matteo Renzi e che, a parere dell’azienda, travalicano il legittimo diritto di critica alla linea editoriale

Calabria. Giornalista pubblica intercettazioni: insulti su Fb

Preso di mira nei commenti a un post di Giuseppe Agliano, ex assessore di Reggio, che annunciava un’azione legale per la pubblicazione di alcune intercettazioni relative all’operazione Fata Morgana. Il giornalista è stato definito “sciacallo”, “giornalaio”, “arrivista”. Qualcuno ha “suggerito” di “spezzare le gambe” al giornalista.

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