Minacce

Roma. “Vattene”. Giornalista di Agorà minacciata durante diretta tv

Sara Mariani era a Tor Bella Monaca per un servizio dopo 29 arresti per  operazione antidroga. Rosy Bindi: è segno di un controllo penetrante della criminalità

La giornalista Sara Mariani, inviata della trasmissione Agorà di Rai 3, è stata minacciata il 15 giugno 2016 – in diretta televisiva – mentre tentava di portare a termine un servizio da Tor Bella Monaca, nella periferia di Roma, dove il giorno precedente erano finite in manette 29 persone nell’ambito di un’operazione antidroga.

“Cosa ci fai qua? Te ne devi andare”, si sente urlare nel video da una voce fuori campo. La giornalista, costretta a spegnere la telecamera e il microfono, ha successivamente raccontato – sempre in collegamento con lo studio – di essere stata anche minacciata di morte: “Vattene o ti uccidiamo”.

Mariani si è subito recata presso il Commissariato di Polizia della zona per denunciare l’accaduto.

La vicenda ha suscitato interesse e preoccupazione nel mondo della stampa e della politica. Fnsi e Usigrai  in un comunicato congiunto chiedono che venga “inserito nell’ordinamento l’aggravante di molestie all’articolo 21 della Costituzione); l’Odg del Lazio e il direttore editoriale della Rai, Carlo Verdelli, hanno espresso solidarietà, mentre hanno preso posizione anche esponenti politici.

“Le minacce alla giornalista – ha detto la presidente della Commissione Antimafia – sono un segnale gravissimo che fotografa in diretta la situazione di un territorio dove la criminalità mafiosa esercita un controllo penetrante, come abbiamo segnalato anche nella nostra recente relazione su Mafia Capitale”.

RDM

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Questo episodio rientra nelle statistiche delle intimidazioni agli operatori dell'informazione di Ossigeno per l'Informazione

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