Commento

Certe notizie è meglio non darle? Riflessioni sul caso Ilaria Capua

Il caso è ben noto. Nel 2014 un giornalista (Lirio Abbate) rivela che una nota virologa e parlamentare (Ilaria Capua) è indagata da sette anni per gravi reati

Tentata epidemia, corruzione, associazione per delinquere. La notizia di un’indagine in corso è vera. Due anni dopo il Gip proscioglie la scienziata, dichiarando i reati prescritti e, forse, battendo il record di durata delle indagini preliminari. La parlamentare si dichiara vittima di una macchinazione giudiziaria e politica, vittima del giornale (l’Espresso) e del giornalista che hanno rivelato il suo status di indagata e annuncia che perciò lascerà l’Italia.

Alcuni giornali le danno subito ragione. Dicono: anche così si spiega la fuga dei cervelli. Alcuni giornalisti chiedono di scusarsi al cronista che ha rivelato l’inchiesta giudiziaria su Ilaria Capua. Ma l’autore dello scoop e il suo giornale rifiutano. Dicono: abbiamo applicato le regole del giornalismo, per che cosa dovremmo chiedere scusa? Il confronto si fa vivace, alcuni si schierano, molti restano a guardare. Nessuno risponde nel merito alla domanda de l’Espresso: perché dovrebbe presentare le scuse? Nessuno lo dice in modo argomentato e ognuno resta della sua opinione. Dunque, ognuno continuerà a fare a modo suo di fronte a informazioni di così rilevante interesse.

Non si può archiviare così un dissenso profondo su un aspetto fondamentale della professione giornalistica. A che cosa serve polemizzare, mettere in discussione le regole se non a provocare un confronto nel merito, un chiarimento? Dunque, discutiamone ma dopo aver approfondito la conoscenza dei fatti. I fatti che Ossigeno espone in queste pagine, ricostruendo la vicenda e offrendo un dossier con gli articoli di chi sostiene l’una o l’altra tesi.

Ovviamente Ossigeno ha un’opinione e la dichiara apertamente.

In casi come questi, cioè di fronte a fatti di pubblico interesse che hanno per protagonisti parlamentari e altri personaggi di rilievo pubblico, un cronista deve soltanto verificare se ciò che sa è vero e, se è così, senza chiedersi cui prodest, deve pubblicare la notizia, con tutte le coordinate necessarie per coglierne il senso, provarne la fondatezza e consentire ai lettori di formarsi un’opinione. A questo scopo deve pubblicare anche i documenti rilevanti dei quali viene in possesso. ASP

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