Libertà d'informazione

Diffamazione. Presidente Senato, no carcere, sanzioni a chi intimidisce

Ribadisco di essere fortemente contrario al carcere per i giornalisti colpevoli di diffamazione, ha detto Pietro Grasso. Sulle intercettazioni un richiamo alla deontologia

Giovedì 21 luglio 2016, nel corso della cerimonia del Ventaglio, durante la quale ogni anno, prima delle vacanze estive saluta i giornalisti dell’Associazione Stampa Parlamentare, il presidente del Senato, Pietro Grasso – socio onorario di Ossigeno – ha ribadito la sua posizione “fortemente contraria alla pena detentiva per i giornalisti” colpevoli di diffamazione a mezzo stampa” Inoltre ha rinnovato la richiesta “di una sanzione pecuniaria proporzionale alle richieste di risarcimento infondate in caso di querele temerarie, spesso usate come forma di ricatto nei confronti di piccole testate e di giovani giornalisti non adeguatamente garantiti”. “Né può essere trascurato – ha aggiunto – il tema delle troppe violenze e intimidazioni nei confronti dei giornalisti”. Alla cerimonia è intervenuto il senatore Sergio Zavoli, decano dei giornalisti italiani e presidente onorario di Ossigeno.

INTERCETTAZIONI –  Il presidente del Senato ha poi indicato i principi che devono ispirare la pubblicazione del contenuto delle intercettazioni disposte nell’ambito di indagini giudiziarie. Le intercettazioni, ha detto, sono un “mezzo di indagine indispensabile” e per conciliare i principi di segretezza delle indagini, la riservatezza della vita privata e il diritto all’informazione, esistono già norme che spesso non vengono rispettate”. La soluzione migliore, ha affermato, è l’auto-regolamentazione, il richiamo alla deontologia “di tutti coloro (magistrati, personale amministrativo, polizia giudiziaria, avvocati, giornalisti) che vengono a conoscenza del contenuto delle intercettazioni” a causa del loro lavoro. E’ positivo, ha detto Pietro Grasso “il fatto che molte procure abbiano già dato indicazioni stringenti in questo senso, che dovranno essere prese in considerazione dal legislatore nella redazione delle norme”.

Grasso ha concluso dicendo che il disegno di legge sull’editoria contiene norme necessarie “per rilanciare un settore economico fondamentale nel sistema democratico, ma fortemente colpito dalla crisi” e deve essere approvato con urgenza”.

GFM

Licenza Creative Commons I contenuti di questo sito, tranne ove espressamente indicato, sono distribuiti con Licenza Creative Commons Attribuzione 3.0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *