Libertà d'informazione

Luxleaks. Cronista assolto, due whistleblowers condannati

Critiche di EFJ, IFJ e ECPMF alla sentenza della Corte di Lussemburgo che sollecita l’urgenza di una normativa europea

La condanna a pene detentive con esecuzione sospesa di due whistleblowers (Antoine Deltour condannato a 12 mesi e Raphael Halet 9 mesi) per le loro rivelazioni sullo scandalo Lukleaks, ha suscitato le critiche delle organizzazioni internazionali dei giornalisti , EFJ e IFJ, e del Centro per la Libertà dei media di Lipsia. La sentenza è stata emessa  il 29 giugno 2016 dalla Corte del Lussemburgo. Lo scandalo consiste nella concessione in Lussemburgo di regimi fiscali di favore a oltre 340 aziende, tra cui 31 italiane.

I due informatori e il giornalista investigativo Edouard Perrin di Le Monde (assolto nello stesso processo) erano accusati di aver divulgato documenti riservati della società di revisione PwC. Questi documenti hanno mostrato come 340 multinazionali si servissero di patti fiscali segreti per ridurre le imposte da versare nelle casse pubbliche. Uno studio del  Parlamento europeo ha stimato che i paesi dell’UE perdono ogni anno da 50 a 70 miliardi di euro di entrate a causa dell’evasione fiscale sul reddito delle società.
Mogens Blicher Bjerregard (presidente di EFJ) ha così commentato: “Prima di tutto, questi informatori e il nostro collega giornalista Edouard Perrin non dovevano essere perseguiti in quanto hanno agito nell’interesse pubblico, rivelando patti fiscali segreti che hanno un enorme impatto finanziario sul bilancio pubblico. Ovviamente siamo soddisfatti dell’assoluzione di Edouard Perrin, giornalista investigativo che lavora per Le Monde, ma siamo davvero insoddisfatti per la condanna dei due informatori dei giornalisti. Da oltre dieci anni il Parlamento europeo chiede ripetutamente  alla Commissione Europea una protezione per le fonti di informazione. Dopo questo processo e l’acceso dibattito nato attorno all’adozione di una direttiva sui segreti commerciali, è urgente lavorare a una direttiva per la protezione degli informatori. Alcune proposte concrete sono già state formulate”.

Philippe Leruth, presidente dell’Internationa Federation of Journalists, IFJ, ha detto:

“La decisione del tribunale dà un segnale sbagliato ai potenziali informatori e mette a grave rischio i rapporti tra i giornalisti e le loro fonti. L’imponente lavoro di indagine svolto dal giornalista Edouard Perrin in questo caso e l’atto di coraggio degli informatori devono essere considerati uno dei migliori esempi del modo in cui i giornalisti e le loro fonti potrebbero lavorare per l’interesse pubblico. Siamo fortemente delusi dalla sentenza contro gli informatori. Una protezione completa deve essere concessa per garantire i giornalisti e le loro fonti.

Jane Whyatt, project manager del Centro europeo per la Stampa e Media Freedom (ECPMF) dice:

“Evidentemente i giudici hanno deciso di tutelare gli interessi e la reputazione delle imprese multinazionali più delle entrate fiscali, più dell’interesse del pubblico all’informazione su queste malefatte. Questa decisione avrà sicuramente l’effetto di scoraggiare i potenziali informatori. Questa sentenza dimostra che si deve fare ancora molto per ottenere a livello europeo una effettiva protezione legale degli informatori”.

ASP

Fonte Efj

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