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Salerno. Fallita la perizia, restituiti i cellulari a cronista

I due telefonini era stati sequestrati a Rosaria Federico, cronista de La Città.  L’indagine tecnica, nonostante due tentativi, è andata a vuoto per mancanza di software adeguati.

Sono stati restituti i due cellulari sequestrati alla cronista de La Citta di Salerno, Rosaria Federico. La consegna è avvenuta il 6 ottobre 2016, dopo il nuovo e definitivo fallimento della perizia sui dispositivi sequestrati il 22 settembre (leggi), nella sede della Polizia di Stato, su ordine della magistratura salernitana. La Federico aveva scritto un articolo sulle indagini relative all’omicidio del sindaco di Pollica, Angelo Vassallo.  I tecnici della Polizia postale non hanno potuto estrarre i dati dai cellulari per mancanza di software adeguati.

La perizia era iniziata il 3 ottobre ed era già stato redatto verbale di conclusione dell’attività per l’impossibilità di condurre a termine le operazioni per carenza di mezzi tecnici. Ma la Procura il 5 ottobre ha ordinato di continuare a cercare nel traffico telefonico della Federico: il 6 ottobre il tentativo è di nuovo fallito.  Il consulente tecnico nominato dalla Federico aveva già fatto mettere a verbale che i due dispositivi erano “contenuti in buste aperte”, e che queste “non presentano nessun timbro di sigillo e che non risultano controfirmate dalla Federico”. Inoltre, si legge nel verbale del 3 ottobre,”gli apparati risultano privi di schede sim”.

Contro questo comportamento della Procura e la ripetizione “di atti irripetibili”  ha reagito con fermezza il sindacato dei giornalisti campani, chiedendo “al ministro della Giustizia di inviare gli ispettori per fare piena luce su una vicenda inquietante, che rappresenta un gravissimo precedente”.

Il caso della cronista de La Città di Salerno aveva suscitato, fin dal suo sorgere, un’ondata di proteste delle organizzazioni della categoria, Ordine e sindacato della Campania e Fnsi, culminate nel sit-in del 3 ottobre davanti la Procura di Salerno. (leggi) Il 5 ottobre, tra l’altro, il segretario del Sindacato unitario dei giornalisti della  Campania (Sugc), Claudio Silvestri, e il direttore del giornale, Stefano Tamburini, erano stati ricevuti dal procuratore capo, Corrado Lembo.

Il magistrato – riferisce una nota del sindacato – “ha spiegato che ‘la Procura ha agito secondo responsabilità, trasparenza e in difesa di un principio costituzionale, come quello dell’obbligatorietà dell’azione penale'”. “Le motivazioni addotte dal procuratore – recita il comunicato della Fnsi e del Sugc – sono inaccettabili. Si è trattato di una violazione del diritto di cronaca e del diritto dei giornalisti al segreto professionale e alla segretezza delle fonti, anch’essi sanciti della Costituzione, dalle leggi e dalla giurisprudenza costante della Corte europera del diritti dell’uomo”.

LC

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