Minacce

Mafia Capitale. Il giornalismo d’inchiesta non è diffamazione

Lo dice il giudice civile di Roma che ha rigettato la richiesta di danni di Massimo Carminati a Lirio Abbate e al direttore de l’Espresso

Massimo Carminati, il principale imputato nel processo penale “Mafia Capitale in corso a Roma, ha citato per danni da diffamazione a mezzo stampa il giornalista Lirio Abbate, autore dell’inchiesta “I quattro re di Roma” , pubblicata nel dicembre 2012 e l’allora direttore responsabile Bruno Manfellotto. Si è appreso soltanto venerdì 3 novembre 2016, quando l’Espresso ha reso noto, con soddisfazione, che il giudice del tribunale civile di Roma ha rigettato l’istanza è ha condannato Massimo Carminati a farsi carico delle spese di giudizio sostenute dal settimanale. La sentenza afferma che «l’articolo a firma del giornalista Lirio Abbate è correttamente inquadrabile nell’ambito del giornalismo d’inchiesta».

ASP

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