Minacce

Camorra. Scorta a Marilena Natale per minacce dei Casalesi

Le è stata assegnata dal Prefetto di Caserta. La cronista vorrebbe rinunciare alla protezione. Solidarietà da Fnsi e Sugc

Da venerdì 10 febbraio 2017 la giornalista Marilena Natale, che vive ad Aversa (Caserta), è stata messa sotto scorta per decisione del Prefetto di Caserta. Secondo quanto le è stato riferito dalla Dda di Napoli, è emerso da alcune intercettazioni che la sua vita è in pericolo, a causa di minacce, non meglio precisate, provenienti dal clan camorristico dei Casalesi.  La giornalista ha scritto su Facebook che vorrebbe rinunciare alla protezione delle forze dell’ordine, per mantenere la piena libertà di movimento necessaria per svolgere il suo lavoro. A Ossigeno ha spiegato:“La mia scorta è la brava gente. Ci sono tanti colleghi che fanno questo mestiere come me e non hanno alcuna scorta”.

CHI E’ – Marilena Natale conduce da anni inchieste giornalistiche sulle attività criminali del clan dei Casalesi, prima per il quotidiano la Gazzetta di Caserta, poi per l’emittente televisiva Piùenne. Per questo è stata più volte minacciata (leggi). In quest’ultimo periodo, tra l’altro, si è occupata del traffico dei rifiuti e del dilagare del gioco d’azzardo nel territorio Casertano in cui vive.

COSA HA DETTO – Il 1 febbraio scorso, su Facebook, con un post e con un video, ha sfidato i cittadini di Casal di Principe a prendere le distanze dai camorristi invece di criticare la proposta del Comune di costruire un impianto di compostaggio dei rifiuti, un progetto che danneggerebbe gli interessi di chi fa affari smaltendo i rifiuti fuori dalla regione.

“Ho sentito molte persone di Casal di Principe – ha scritto nel post – lamentarsi dell’impianto di compostaggio che dovrà nascere a Casal di Principe. Ritenendo addirittura offensivo per la popolazione tale impianto. Per oltre 40 anni è stato concesso alle merde dei camorristi di fare il bello e il cattivo tempo, avete fatto interrare di tutto,senza dire una parola,avete votato politici che portavano prostitute nelle stanze del comune, un comune gestito dalla casta criminale, ora volete parlare? Ma di cosa? Anziché lamentarvi del sito di compostaggio, manifestate contro i punti scommesse che sono nati come i funghi, manifestati contro i figli della casta criminale (che continuano a campare sul sangue della povera gente). Cacciate fuori sti 4 cafoni che stanno ancora a dettare legge e voi poveri… gli pagate anche il caffè al bar! Manifestate contro l’immondizia umana che vive ancora nel vostro paese. Cacciate loro e poi parlate!“.

Nel video (guarda) ha usato un linguaggio ancora più esplicito e diretto. Commentando le parole di chi non vuole l’impianto di compostaggio per non vedere il nome del suo paese associato alla “monnezza”, Marilena Natale dice: “Io mi vergognerei se fossi compaesana di Zagaria, di Iovine e di Bidognetti”; e ancora “io preferisco morire anziché piegarmi al potere criminale di un camorrista”.

LA PROTEZIONE – Sabato 11 febbraio 2017 il Prefetto di Caserta ha riunito il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica e ha disposto la protezione di polizia per la cronista. Il provvedimento ha avuto immediata attuazione. Per formalizzarlo si attende, nei prossimi giorni, l’assenso del Ministero dell’Interno.

L’assegnazione della scorta, proposta dal Prefetto di Caserta, è già operativa ed è stata resa nota da alcuni siti di informazione. Sulla vicenda sono intervenuti la Federazione Nazionale della Stampa e il Sindacato unitario dei Giornalisti della Campania. Con una nota congiunta hanno sottolineato la necessità di illuminare con la libertà di informazione il territorio Campano “dando voce a chi si batte per la legalità e i diritti di tutti, riprendendo e sviluppando le inchieste e le denunce dei colleghi minacciati, fornendo a loro e alla popolazione quella ‘scorta mediatica’ che non è meno essenziale della scorta di polizia”. (leggi)

La giornalista ha ricevuto sulla sua pagina Facebook numerose attestazioni di solidarietà, soprattutto da suoi colleghi. Molti l’hanno invitata ad accettare la scorta.

SEDICI SOTTO SCORTA – Con Marilena Natale – a quanto è dato di sapere – sale a sedici in Italia il numero dei giornalisti protetti con una scorta di polizia “pesante”a causa di minacce di morte per il loro lavoro. In Campania, la regione in cui nel 1985 fu assassinato il cronista del “Mattino” Giancarlo Siani, sono già sotto scorta Rosaria Capacchione, Roberto Saviano e Sandro Ruotolo (leggi).

RDM GFM ASP

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Questo episodio rientra nelle statistiche delle intimidazioni agli operatori dell'informazione di Ossigeno per l'Informazione

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