Aggiornamento minaccia

Condanna definitiva a pm che chiese 5 milioni alla Civetta

La Cassazione ha inflitto 18 mesi per abuso d’ufficio a Maurizio Musco. Processo nacque dopo inchiesta del giornale di Siracusa

Il 23 febbraio 2017 la Corte di Cassazione ha confermato la condanna dell’ex sostituto procuratore di Siracusa, Maurizio Musco, a diciotto mesi di reclusione per abuso di ufficio, riconoscendogli il beneficio della sospensione condizionale della pena. La Cassazione ha confermato anche la condanna dell’ex procuratore capo di Siracusa (ora in pensione) Ugo Rossi a dodici mesi di reclusione. Il processo ebbe inizio dopo un’inchiesta giornalistica del quindicinale di Siracusa “La Civetta di Minerva”.

Musco è il magistrato che, a novembre del 2016, con una lettera-diffida controfirmata dal suo avvocato, ha chiesto ai giornalisti Franco Oddo e Marina De Michele, direttore e vice direttrice del quindicinale La Civetta di Minerva, di versargli subito cinque milioni di euro a titolo di risarcimento danni per evitare una denuncia per diffamazione a mezzo stampa a causa degli articoli pubblicati sul suo conto. Richiesta rifiutata dai giornalisti che per tutta risposta hanno inviato le carte al CSM (leggi).

Il periodico e i suoi giornalisti tra il 2011 e il 2012 sono stati gli autori di una grande inchiesta su alcune presunte irregolarità che coinvolgevano responsabilità di magistrati di Siracusa, su fatti noti come la vicenda dei “Veleni in Procura”. Una storia di intrecci non limpidi tra magistrati e avvocati, di funzioni giudiziarie deviate, di affari e malaffare (leggi).

Dopo la pubblicazione degli articoli della “Civetta” alcuni parlamentari rivolsero delle interrogazioni al Governo. A marzo del 2012 il ministro della Giustizia, Paola Severino, mandò gli ispettori al Palazzo di Giustizia di Siracusa. Qualche mese dopo, in base alle risultanze dell’ispezione, chiese l’immediato trasferimento del vertice della Procura. A settembre 2012, in via cautelare, la sezione Disciplinare del Csm dispose il trasferimento d’ufficio del procuratore capo Ugo Rossi e del sostituto Maurizio Musco, in attesa che si svolgesse l’inchiesta disciplinare sul loro operato. Il CSM aprì una pratica sul dottor Musco, per non essersi astenuto su alcuni procedimenti. Al primo esame, il CSM lo ha assolto, ma poi la Corte di Cassazione ha ordinato di riaprire la pratica a suo carico.

Il maxi risarcimento di cinque milioni di euro è stato chiesto da Musco pochi giorni prima che scadessero il termine di cinque anni entro i quali è possibile promuovere una causa civile per risarcimento danni, riaprendo così il termine di altri cinque anni per portare in giudizio Oddo e De Michele.

IL COMMENTO DI OSSIGENO – La condanna definitiva di Musco e Rossi giunge come una conferma, sia pure indiretta, della correttezza dell’operato dei giornalisti della “Civetta” e del valore pubblico delle informazioni da loro portate alla luce. Si spera che contribuisca a mettere fine alle azioni di rivalsa promosse pretestuosamente, in questi anni, contro di loro. Ossigeno si augura che la chiusura dei procedimenti giudiziari a carico dei magistrati con la conferma delle responsabilità accertate a loro carico permetta finalmente di riflettere a mente serena e in modo obiettivo sul ruolo svolto dal giornale di Siracusa, usando lo strumento dell’inchiesta giornalistica per informare i cittadini su vicende molto gravi di interesse pubblico e per promuovere gli accertamenti necessari per verificare il corretto funzionamento della macchina della giustizia. In altre parole, a riflettere sulla funzione di pubblica utilità che il giornalismo può svolgere rappresentando fatti e problemi di interesse pubblico e sottoponendo a controllo l’operato dei poteri e dei potenti. La vicenda mostra anche le difficoltà che i giornalisti incontrano quando svolgono questa funzione democratica e quale grande sostegno possono ricevere dalle associazioni dei cittadini. In questo senso, la vicenda della Civetta di Minerva è un caso di scuola da approfondire.

IL DIRETTORE della Civetta di Minerva, Franco Oddo,  ha accolto la sentenza della Cassazione che conferma la condanna di Musco e Rossi quasi come un suggello della correttezza dell’operato e delle clamorose rivelazioni del suo piccolo giornale e ha ringraziato pubblicamente quanti, in questi anni, hanno aiutato lui e la vicedirettrice del giornale, Marina De Michele, a rompere il silenzio e l’isolamento, che è stato anche mediatico.

Oddo ha ringraziato “primo fra tutti” il direttore di Ossigeno per l’Informazione, Alberto Spampinato, ricordando il sostegno ricevuto fin dall’inizio dall’Osservatorio e la presenza di Spampinato a Siracusa in una importante occasione che è valsa a creare un cordone di solidarietà civile attorno alla Civetta, “l’assemblea pubblica che si svolse all’Antico Mercato di Siracusa ed ebbe molta eco nella città”, proprio a ridosso della pubblicazione dell’inchiesta.

Il direttore Franco Oddo ha ringraziato anche l’Ordine dei giornalisti, quello nazionale e quello regionale della Sicilia, “per aver sempre creduto nella professionalità dei cronisti della Civetta“. In particolare, Oddo ringrazia il presidente dell’Ordine della Sicilia, Riccardo Arena, per avere assegnato a lui e a Marina De Michele il Premio Mario Francese 2012, “quando – ha sottolineato – l’iter processuale che ci riguardava era aperto e farlo presentava qualche rischio”.

GFM-ASP

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