Libertà d'informazione

Libertà di stampa. Ossigeno: le classifiche internazionali sono fasulle

Italia oltre il 70° posto perché soggetta ad attento monitoraggio, inesistente in altri paesi. Spampinato: prima di fare paragoni applicare parametri correttivi

Ogni anno vengono pubblicate classifiche della libertà di stampa che vedono primeggiare alcuni paesi europei e collocano l’Italia oltre il settantesimo posto in un elenco di 180 nazioni. Queste classifiche sono fasulle, non hanno alcun senso e alcuna credibilità, poiché pretendono di paragonare lo stato di salute di chi, come l’Italia, si è sottoposto a mille accertamenti diagnostici con la salute di chi invece semplicemente dichiara di star bene e non si sottopone alle stesse analisi. Prima di fare questi paragoni si dovrebbero applicare severi parametri correttivi. Lo ha detto a Madrid Alberto Spampinato, direttore dell’Osservatorio italiano, nell’intervento alla conferenza internazionale sul tema “Italia e Spagna. Libertà e censura. Il grande silenzio”, in corso all’Università Complutense.

“A che cosa serve indicare l’Italia come la pecora nera, nonostante dia il buon esempio facendosi visitare e mostrando le sue piaghe, mentre si tace sul pudore con cui altri paesi nascondono i loro malanni? In ogni paese d’Europa, ogni anno, migliaia di giornalisti e blogger – ha aggiunto – subiscono intimidazioni, minacce, ritorsioni abusi a causa del loro lavoro. E’ un problema drammatico per la sicurezza delle persone colpite e per i cittadini tutti, perché limitando la libertà di stampa limita il loro diritto di essere informati. E’ un grande problema, ma nessuno ne parla, nessuno lo rappresenta, nessuno chiede di affrontarlo per quello che è”.

“Se in questo grande silenzio, l’Italia fa eccezione ciò avviene perché un osservatorio indipendente, Ossigeno per l’Informazione, da dieci anni segnala pubblicamente, attivamente e con continuità, gli episodi più gravi di minacce e abusi di questo genere, indicandone le cause e i dettagli significativi. Questo osservatorio ha elencato i nomi di 3158 vittime. E’ soltanto la punta dell’iceberg, ma dà la misura di ciò che accade in Italia. In altri paesi europei sembra che non accada nulla di simile, ma è anche vero che in nessuno di questi paesi si fa un monitoraggio simile a quello italiano. Anche in Italia sembrava che non accadesse nulla prima che Ossigeno iniziasse a guardare le cose con il suo radar. Probabilmente, anche la situazione di ogni altro paese apparirebbe diversa  se fosse osservata con il radar incisivo e penetrante di Ossigeno”, ha concluso Spampinato.

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