Libertà d'informazione

Madrid. Joan Barata, la libertà di espressione sta diminuendo

All’incontro di Madrid, Mario De Castro ha presentato i dati di Ossigeno. Yolanda Quintana ha parlato delle Leys Mordaza

Madrid, 23 marzo 2017- Oggi  c’è meno libertà di espressione rispetto a un decennio fa e invece di migliorare probabilmente la situazione “peggiorerà”, ha ammonito Joan Barata, giurista catalano, esperto in diritto internazionale. Questa situazione non si manifesta solamente nelle democrazie “meno mature”, nei paesi dell’Est Europa, ma anche in stati occidentali come Spagna, Francia, Lussemburgo, Regno Unito e Germania dove, ad esempio, è all’esame del parlamento una legge che propone multe fino a 200.000 euro per la pubblicazione di notizie false.

Barata, che è stato consulente politico della Rappresentante per la libertà dei media dell’OSCE (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa), lo ha detto durante la giornata internazionale sulla libertà di informazione organizzata dalla Piattaforma in Difesa della Libertà di Informazione (PDLI,) insieme all’Osservatorio italiano “Ossigeno per l’Informazione”.

Barata ha spiegato che il processo di “de-universalizzazione” della libertà di espressione permette che alcuni paesi, come la Russia, non considerino Internet un mezzo da proteggere come un diritto internazionale. Inoltre Barata ha lanciato un allarme sulla “privatizzazione” della censura.

“Ormai sempre di più gli Stati delegano ad intermediari privati come Twitter o Facebook il compito di fare da poliziotti per ciò che succede in Internet”, ha affermato il giurista.

Da parte sua, il rappresentante spagnolo di Ossigeno, Mario García de Castro, ha spiegato con un dato la situazione  italiana: il 70% delle seimila querele annuali per diffamazione presentate contro i giornalisti  sono infondate.

Per tenere sotto osservazione le pressioni ai professionisti dell’informazione, l’organizzazione italiana ha creato nel 2006 il “Rivelatore della Censura Nascosta”. Questo strumento di osservazione ha rivelato i nomi di oltre tremila giornalisti che hanno subito o intimidazioni o minacce nell’ultimo decennio.
E questi tremila nomi, secondo una stima, sono solo “la decima parte” dei casi totali. Ora Ossigeno vuole espandere quest’indagine a paesi europei come Spagna, Germania o Austria, per quantificare le manifestazioni di questa “malattia” presente in tutti i paesi democratici.

A proposito di una possibile modifica della legge di sicurezza cittadina (una delle Leys Modaza, ndr), la segretaria generale della PDLI, Yolanda Quintana, ha affermato che questo cambiamento non eviterà che continui l’ “allarme sociale” per i nuovi processi agli utenti twitter  o ai cantanti per le loro barzellette o le lettere che scrivono, poiché questi sono considerati delitti dal Codice Penale.
“Una delle cose che dobbiamo avere chiare è che la legge bavaglio non è una sola, non c’è solo la legge di sicurezza cittadina, ma ci sono molti bavagli, tra cui alcuni articoli del Codice Penale”, ha affermato Quintana. Perciò, la PDLI sta spingendo affinché vengano derogati alcuni punti riferiti alla lotta al terrorismo che aprono la porta ad ogni tipo di interpretazioni. (AGENZIA EFE)

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