Commento / italiano

Tre querele ritirate. La lezione del fair play

Promuovere le soluzioni concordate per evitare i procedimenti giudiziari per diffamazione. Servono sensibilità e strumenti per incentivare le buone pratiche

Tre buone notizie questa settimana. Tre remissioni di querela. Tre contenziosi che risolti in maniera pacifica, rinunciando ai  procedimenti giudiziari, con un accordo tra le parti. Chi si è sentito offeso ha rinunciato a usare il codice penale, chi ha scritto o pronunciato parole fuori misura o equivocabili ha riconosciuto gli eccessi.

È accaduto a Brindisi, a Torino e a Roma. Tre situazioni diverse, un filo comune: aver cercato la strada della soluzione extragiudiziaria a fronte di dispute riguardanti la diffamazione a mezzo stampa che, ovviamente, possono nascere, poiché i giornalisti non sono infallibili né immuni da errori. Ma è altrettanto vero che esiste anche l’utilizzo delle azioni legali in chiave intimidatoria, ampiamente dimostrato da Ossigeno.

È importante incentivare le “buone pratiche” delle soluzioni concordate fra quelle persone che hanno come fine il chiarimento dei fatti e delle intenzioni e non l’umiliazione o la spoliazione del giornalista che ha sbagliato. Le remissioni di querela, per fortuna ci sono ed è incoraggiante, anche se ancora sono poche e non fanno notizia. Se sensibilizziamo le parti, se incentiviamo queste scelte lodando la saggezza di chi le fa, se incoraggiamo il rispetto della deontologia e la pubblicazione delle rettifiche, aiuteremo anche la macchina della giustizia, ingolfata da migliaia di querele che dopo anni finiscono nel nulla. Certamente c’è da fare anche sul piano legislativo, ma le buone pratiche, il buon senso e il fair play possono fare molto, se vogliamo. possono aiutarci a vivere in un Paese più giusto e moderno.

GM

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