ECPMF / Libertà d'informazione

Germania. Allarme. In un anno 49 attacchi alla “stampa bugiarda”

di Martin Hoffmann – Questo discorso è stato pronunciato a Madrid il 23 marzo 2017, in occasione della conferenza “El Gran Silencio” organizzata da Ossigeno e ECPMF

L’autore è ricercatore al Centro ECPMF di Lipsia, che realizzerà uno studio specifico di follow-up alla Fact Finding Mission “Concept of the enemy”.

Decine di giornalisti tedeschi hanno subito violenze, minacce di morte e danni materiali a causa di un fenomeno che si è manifestato all’inizio del 2015: l’accusa ai giornalisti di appartenere alla cosiddetta “stampa bugiarda” (“lying press”). Ciò è avvenuto principalmente nel corso di manifestazioni dei populisti di destra e di estremisti.

Gli episodi di questo genere sono aumentati con l’ascesa di movimenti populisti come il tedesco PEGIDA (Patriotische Europäer gegen die Islamisierung des Abendlandes) e le sue propaggini. Tali gruppi sostengono di lottare contro quella che viene percepita come una “islamizzazione dell’Occidente”. Essi sono cresciuti considerevolmente nel corso del 2015, con più di 20mila persone che hanno manifestato a loro favore in varie occasioni. Un elemento importante della loro propaganda è costituito dalla rabbia rivolta contro quella che chiamano la “stampa bugiarda”, accusata di riferire ciò che fa comodo al governo.

La sistematica e costante aggressività dei leader di tali movimenti, esibita attraverso discorsi e social network, ha avuto i suoi effetti: nel 2015 almeno 29 giornalisti sono stati vittime di aggressioni fisiche, 7 hanno subito minacce gravi (come quelle di morte), 13 danneggiamenti materiali (in totale gli episodi documentati di minacce sono stati 49).

Per fare un confronto: nel 2014 le ricerche di ECPMF hanno segnalato in tutto dieci minacce (di cui 4 aggressioni fisiche). Ciò indica un massiccio aumento di violenze e minacce. Nel 2016 il numero delle aggressioni è diminuito, come anche il numero di manifestazioni di protesta e dei loro partecipanti. Almeno 16 le aggressioni fisiche – fra gli altri: l’uso di spray al pepe, sputi, percosse – segnalate lo scorso anno, oltre ad innumerevoli minacce, insulti e danni materiali.

La maggior parte degli episodi sono avvenuti in Sassonia, a Berlino, nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore e in Baviera: è in questi territori infatti che si sono svolte la maggior parte delle suddette manifestazioni. In queste regioni gli estremisti di destra sono più attivi che altrove. Ciò fornisce una risposta alla domanda: chi sono gli autori di tali attacchi ed aggressioni?

Rapporti di polizia, magistrati, testimonianze e filmati mostrano che in molti casi i giornalisti sono stati attaccati da estremisti di destra che condividono l’ideologia della “stampa bugiarda”. Ma in alcuni casi gli autori di tali episodi sono stati estremisti di sinistra e partecipanti alle manifestazioni. Specialmente questi ultimi rappresentano un pericolo di tipo particolare, rispetto, ad esempio, agli estremisti di destra, nei confronti di giornalisti, fotografi e cameramen, in quanto sono molto difficili da identificare in anticipo e di conseguenza è ancora più difficile fornire protezione da essi.

Così, mentre i giornalisti subiscono minacce, in Germania ci sono persone convinte  che la stampa li tradisca, e lo faccia intenzionalmente, a favore dei ricchi e dei potenti. Come rispondere? Alcuni non vedono altro mezzo che la violenza e le minacce contro i giornalisti e i fotografi che cercano di raccontare lo sviluppo dei movimenti populisti.

Nei primi tre mesi del 2017 abbiamo avuto notizia di due episodi di violenza. Si potrebbe pensare che tale dato, che segnala una diminuzione, costituisca una buona notizia. Ma in realtà il livello della minaccia appare ancora più alto di prima della comparsa del progetto PEGIDA; “stampa bugiarda” (in tedesco “Lügenpresse”), è diventata un’espressione comune nel dibattito pubblico, un’espressione che delegittima l’intera professione giornalistica.

MF

Visualizza la mappa con tutti i casi documentati dal progetto PEGIDA

Leggi in Inglese

Licenza Creative Commons I contenuti di questo sito, tranne ove espressamente indicato, sono distribuiti con Licenza Creative Commons Attribuzione 3.0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

CHIUDI
CLOSE