Libertà d'informazione

Giornalisti. Aumentano le richieste di lavoro non retribuito

Alcuni recenti bandi di enti locali e amministrazioni pubbliche mostrano lo strano fenomeno. Richiesti soprattutto addetti stampa. Il bis del Ministero degli Interni

Lavorare gratis. Sembra questa la nuova frontiera del giornalismo, in particolare per coloro che si occupano di uffici stampa. Nel solo mese di marzo 2017 sono stati pubblicati due bandi per lavorare a titolo gratuito nelle amministrazioni pubbliche. Uno dal Comune di S. Antimo in provincia di Napoli, l’altro addirittura dal Ministero degli Interni, per un incarico presso il Dipartimento dei Vigili del Fuoco. Sempre nel mese di marzo, ci sono state almeno altre cinque offerte di lavoro giornalistico a titolo gratuito, tutte  per testate online. Casi analoghi si registrano con maggiore frequenza da due anni.

È difficile inquadrare il fenomeno. Ci sono blog e piccoli siti vestiti in economia che fanno simili offerte e la ratio appare comprensibile, per quanto non accettabile se non in situazioni particolari, di iniziative senza fini di lucro, senza introiti pubblicitari, senza altro personale retribuito. Ancora più difficile è accettare  che che la richiesta di lavoro professionale gratuito provenga da amministrazioni pubbliche e organi dello Stato, addirittura da uno dei ministeri più impostanti, quello degli Interni, che non lo fa episodicamente.

Il 20 marzo scorso il Ministero degli Interni ha emesso un bando per un incarico di addetto stampa presso il Dipartimento dei Vigili del Fuoco. A titolo gratuito. Esattamente un anno fa, il 9 marzo 2016, gli Interni avevano pubblicato un altro bando per un addetto stampa presso il Dipartimento che si occupa di immigrazione. Sempre a titolo gratuito. Con tanto di richiesta di iscrizione all’Ordine dei giornalisti e di “ampia qualifica ed esperienza professionale”. Il bando del 2016 suscitò, come quello di quest’anno, le accese proteste del Sindacato e dell’Ordine nazionale. Vi furono alcune interrogazioni parlamentari. Rispondendo ad una di queste il sottosegretario  Domenico Manzione, nel dicembre 2016, si giustificava sostenendo che la scelta era dovuta alla “mancanza di fondi”, mentre i Ministro Alfano, commentando le polemiche, chiedeva benevolenza: “Il nostro è un approccio che dà l’opportunità di fare un’esperienza”.

Anche altri episodi hanno suscitato forti critiche da parte degli organismi di categoria. Ne ricordiamo due.

Nel mese maggio del  2016 il direttore generale dell’azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona conferisce ad un giornalista pensionato un incarico annuale di addetto stampa da svolgersi a titolo gratuito.

Nell’aprile 2015 il Comune di Megliadino San Vitale, in provincia di Padova emana un avviso di selezione pubblica per il conferimento dell’incarico professionale esterno di direttore del Notiziario Comunale, sempre a titolo gratuito.

E poi ci sono le tante offerte di lavoro sottopagato, incentivando addirittura la gara al ribasso, come ha fatto il Comune di Gravina di Puglia per la selezione dell’addetto stampa nonché direttore responsabile del periodico comunale, con un bando pubblicato il 5 luglio 2016. La particolarità del bando è stata l’offerta al massimo ribasso a partire da 10.200 euro lorde l’anno, quindi con Iva, oneri previdenziali e spese a carico del giornalista. Mancano solo i bandi che chiedono ai giornalisti un compenso negativo. La cronaca dice che in alcuni casi c’è già chi lavora in queste condizioni. Manca solo l’episodio plateale dell’offerta pubblica.

GM

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