Commento

Il patteggiamento e l’ammissione di responsabilità

Formalmente non è una confessione di colpa ma è “giornalisticamente legittimo dedurre delle responsabilità”

Il parere dell’avvocato Andrea Di Pietro, coordinatore dell’Ufficio di Assistenza Legale di Ossigeno, sulla citazione per danni dei giornalisti e dell’editore del Corriere del Mezzogiorno, da parte di esponenti della famiglia Riva che hanno chiuso un processo con il patteggiamento e il pagamento di una sanzione di un milione di euro (leggi)

Al di là della vicenda specifica si può dire che il patteggiamento non è considerabile in modo formale un’ammissione di responsabilità, ma nella sostanza lo è. Raramente vediamo patteggiare una persona innocente, anche se in linea teorica ciò è possibile.

La ragione sta nella natura sommaria del procedimento. Tuttavia, ritengo che giornalisticamente sia legittimo dedurre delle responsabilità dinanzi a una sentenza di patteggiamento.

Infatti, pur non potendo considerarsi una vera e propria condanna, anche il patteggiamento della pena presenta quasi tutti gli effetti penali della stessa: il patteggiamento (per reato penale) verrà trascritto sulla cosiddetta fedina penale ‘ad uso giustizia’ (ma non su quella ‘ad uso privati’) e, se l’imputato non potrà godere di altri benefici (sospensione condizionale, amnistia, indulto…), sarà comunque costretto a espiare la pena concordata o a far fronte alla sanzione amministrativa a seconda dei casi”.

ADP

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