Aggiornamento minaccia

Minacciò Borrometi. Titta Ventura condannato a venti mesi

Dal Tribunale di Ragusa, per tentata violenza privata con l’aggravante della recidiva. Dovrà versare al giornalista 30 mila euro e 5.500 euro alle altre parti civili

Il 4 aprile 2017 il Tribunale penale di Ragusa ha condannato a un anno e otto mesi di reclusione il pluripregiudicato G. Battista Ventura, detto Titta, per le minacce al giornalista sotto scorta Paolo Borrometi, direttore de La Spia e collaboratore dell’agenzia Agi. Il collegio giudicante ha escluso l’aggravante del metodo mafioso e ha condannato Ventura per tentata violenza privata – con l’aggravante della recidiva – e al pagamento delle spese processuali. Inoltre Ventura, che con la sentenza del 4 aprile è stato scarcerato, dovrà versare al giornalista trentamila euro per i danni subiti e 5.500 euro alle altre parti civili: la Fnsi, l’Ordine dei Giornalisti e il Comune di Vittoria. L’accusa aveva chiesto sei anni e sei mesi di reclusione.

“È un tassello rilevante – commenta con Ossigeno Paolo Borrometi – ma c’è bisogno di lottare ancora. Le sentenze si rispettano e prendiamo il buono che c’è. Ora ci sono altri processi da affrontare e un lavoro da continuare”. Il giornalista sottolinea l’importanza del sostegno ricevuto dai tanti colleghi che “non l’hanno mai fatto sentire solo. È una sentenza importante – continua Borrometi – perché il Tribunale ha riconosciuto alle organizzazioni di categoria il diritto al risarcimento. Soprattutto in un momento come questo il mio pensiero va a quello che per me è il vero martire della provincia “babba” di Ragusa, Giovanni Spampinato. Se vogliamo crescere nella consapevolezza delle problematiche anche mafiose in quel territorio, dobbiamo iniziare a farlo ricordando e onorando la memoria di Giovanni”.

Ventura aveva ripetutamente minacciato di morte il giornalista per gli articoli pubblicati sul quotidiano La Spia e sulla pagina Facebook della testata. Nel mese di agosto 2015 Titta Ventura aveva scritto al giornalista: “Ti scipperò la testa anche all’interno del Commissariato di Vittoria. Da ora in poi sarò il tuo incubo”. (leggi)

Commentando con soddisfazione la sentenza, l’Ordine Nazionale dei Giornalisti ha ricordato: “Quello delle minacce ai colleghi è ormai divenuto un fenomeno preoccupante. Nei primi 90 giorni del 2017 l’Osservatorio Ossigeno per l’informazione ha documentato minacce a 57 giornalisti. Inoltre ha reso note le minacce ad altri 36 per episodi degli anni precedenti conosciuti dall’Osservatorio soltanto adesso”. (leggi)

Soddisfazione anche dalla Fnsi: “La sentenza di condanna dà ragione alla Federazione della Stampa, che per la prima volta ha voluto costituirsi parte civile” – affermano il segretario generale e il presidente della Fnsi, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti. (leggi)

RDM

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