Libertà d'informazione

3 maggio. Roma. La giornata per la libertà celebrata da Ossigeno

I tre eventi organizzati dall’Osservatorio. Il presidente Grasso: “un diritto di tutti l’accesso ad un’informazione libera e plurale”

Il 3 maggio 2017 Ossigeno per l’Informazione ha celebrato a Roma la Giornata Mondiale della Libertà di Stampa, la ricorrenza istituita dall’Assemblea dell’Onu nel 1991, con tre eventi che hanno avuto alti patrocini, fra cui quello del Senato e della Commissione Italiana dell’Unesco, la partecipazione, fra gli altri, del Presidente del Senato, del Sindaco di Roma, dell’esperto spagnolo Joan Barata, e a cui hanno partecipato oltre trecento persone, in gran parte giornalisti, che hanno registrato la loro presenza. Le tre iniziative hanno avuto ampia risonanza sui media e sui social network.

La giornata ha avuto inizio con un omaggio pubblico alla memoria dei giornalisti uccisi alla Casa del Jazz, una grande villa confiscata a esponenti della criminalità organizzata e affidata al Comune, che l’ha destinata a finalità sociali. Qui, di fronte alla lapide che elenca i nomi di mille uomini e donne uccisi dalla mafia (fra cui nove giornalisti), si è svolta la toccante cerimonia della consegna del Pannello della Memoria di Ossigeno, che raffigura i 28 giornalisti italiani assassinati a causa del loro lavoro di cronisti impegnati nella ricerca della verità su episodi di grande interesse pubblico. Qui è stata deposta una corona d’alloro alla presenza del sindaco di Roma, Virginia Raggi, di rappresentanti della Regione Lazio, di familiari delle vittime, di rappresentanti del mondo giornalistico.

Quindi in una prestigiosa sala del Senato, la Sala Zuccari, le celebrazioni hanno avuto il loro momento centrale con il convegno “Informazione. Diritto violabile?” (VIDEO), aperto dal presidente del Senato, Pietro Grasso.

“MUSICA E LIBERTA'” – Un concerto a ingresso libero, ospitato presso la Sala Europa dell’Ufficio di Rappresentanza delle Istituzioni Europee, che hanno concesso il patrocinio alle iniziative di Ossigeno, ha concluso la serata con una nota di allegria. Sul palco la Scoop Jazz Band, una ensemble formata in gran parte da giornalisti.

L’ALLARME SU ROMA E LAZIO – Gli eventi promossi da Ossigeno hanno offerto l’occasione per proporre a un vasto pubblico i problemi della libertà di stampa e quello irrisolto della protezione dei giornalisti. Ossigeno ha reso noti dati aggiornati sui  giornalisti italiani che subiscono minacce ed ha richiamato l’attenzione sull’alto numero di queste minacce che si sono registrate a Roma e nel circostante territorio della regione Lazio, dove si è localizzato il 40% delle minacce documentate dall’Osservatorio nei primi quattro mesi del 2017. Di seguito alcune delle dichiarazioni più significative rilasciate durante le iniziative di Ossigeno.

GRASSO – Il presidente del Senato ha sottolineato l’allarme di Ossigeno per l’alta concentrazione di minacce ai giornalisti Roma e nel Lazio. Quindi ha ricordato che il diritto di informare e quello di essere informati si completano a vicenda. In democrazia, ha detto, un’informazione “libera e plurale” è essenziale, come pure è importante assicurare ai cittadini “la possibilità di partecipare consapevolmente alla vita e alle scelte della collettività”. Per questo: “è importante che le notizie siano offerte ai lettori in un quadro di riferimento ampio e complessivo, con un’analisi approfondita dei protagonisti, dei presupposti e delle conseguenze”.

RAGGI – Nella mattinata, anche il sindaco di Roma ha parlato dello stretto nesso che esiste fra libertà di informazione e democrazia: “Dove c’è l’oppressione contro chi esercita questo diritto noi non possiamo che metterci al fianco di queste persone oppresse e camminare con loro per la difesa di un diritto che è di tutti”.

L’EMERGENZA – In Senato, il direttore di Ossigeno, Alberto Spampinato, ha illustrato in dettaglio i dati dell’Osservatorio che indicano il Lazio come la regione in cui è avvenuto il numero maggiore di episodi di minacce e intimidazioni a danno degli operatori dell’informazione (Leggi). Spampinato ha poi citato i dati ufficiali del Governo, secondo i quali nel 2015 i giudici italiani hanno archiviato in istruttoria 5125 querele (il 70% di quelle presentate) ritenendole infondate. Questi numeri “hanno fatto scalpore in tutta Europa”, ma non hanno indotto il Parlamento a cambiare la legge che permette un uso intimidatorio delle denunce di diffamazione. Nel nostro Paese “manca la volontà politica di affrontare adeguatamente il problema”, ha concluso.

LUCA BERGAMO – Questi dati “fanno impressione e parlano della penetrazione dell’attività criminale in questa regione”, ha commentato il vice sindaco del Comune di Roma, Luca Bergamo, auspicando “un confronto serio tra il governo locale e Ossigeno in difesa dei diritti fondamentali sanciti dalla Carta dei diritti dell’uomo”.

BARATA – In questo senso occorrerebbe – ha aggiunto Joan Barata, professore di diritto della comunicazione – che lo Stato si assumesse la responsabilità di articolare ed equilibrare le norme nazionali con quelle internazionali già esistenti, ma spesso ineffettive, in materia di libertà d’espressione.

DI PIETRO – Fra l’altro, in Italia manca in particolare “un riconoscimento costituzionale della professione giornalistica. È riconosciuto il ruolo della stampa, ma non è protetta la figura fondamentale del giornalista”, ha spiegato Andrea Di Pietro, responsabile legale di Ossigeno.

TARQUINIO – Il direttore del quotidiano Avvenire, Marco Tarquinio, si è invece concentrato sui doveri dei giornalisti e sulla necessità di manifestare solidarietà all’interno della categoria stessa, poiché “non c’è libertà senza solidarietà”.

FAVA – Nuccio Fava – rappresentante della sezione italiana dell’Associazione dei Giornalisti Europei – ha spiegato che “la consapevolezza dell’importanza del diritto di informare e di essere informati deve diventare una sorta di ‘ecologia culturale'”.

DUE MADRI – In Senato hanno preso la parola, ed è stato il momento più toccante, le madri di due giornaliste uccise. “Sono ormai 23 anni che faccio una battaglia per avere verità e giustizia, due cose che ancor non ho avuto”, ha detto Luciana Riccardi, la madre della giornalista Ilaria Alpi, inviata della RAI, uccisa a Mogadiscio.

Ancora più amaro lo sconforto di Renata Capotorti, madre della giornalista Graziella De Palo, scomparsa nel nulla a Beirut nel 1980: “Per 36 anni le istituzioni si sono sempre rifiutate di risponderci, siamo nel buio totale”, ha detto. Nico De Palo, cugino di Graziella, ha aggiunto: “Almeno fateci riavere le sue spoglie”.

LE ALTRE INIZIATIVE – La Federazione Nazionale della Stampa Italiana ha organizzato manifestazioni in varie parti d’Italia per la Giornata. Il segretario generale della Fnsi Raffaele Lorusso, durante le celebrazioni a Reggio Calabria si è concentrato, fra le altre cose, sulle liti temerarie, definite “una vera e propria forma di intimidazione e di minaccia nei confronti dei giornalisti”.

MF

Guarda il VIDEO del convegno in Senato

Ascolta l’AUDIO del convegno in Senato

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