Libertà d'informazione

Diffamazione in Toscana. L’allarme di OdG e Ossigeno

Ogni anno nella regione 328 processi penali, l’89% di prosciolti e 11 condannati a complessivi 7 anni e 4 mesi di carcere

Sono stati 328 nel 2015 (e altrettanti nel 2014) i procedimenti penali per diffamazione a mezzo stampa trattati dai tribunali della Toscana. Hanno avuto lo stesso andamento preoccupante dei 5904 processi annui che si sono svolti in tutta Italia nello stesso periodo. Ma con alcune significative accentuazioni:

– anche in Toscana i processi che si sono conclusi con il proscioglimento dei giornalisti sono stati moltissimi, 233 su 328, l’89% (+2,19 % rispetto alla media nazionale);

– anche in Toscana ci sono stati giornalisti condannati a pene carcerarie, ma la percentuale è stata superiore alla media nazionale (il 3,3% rispetto al 2,62). Ciascun anno nella Regione sono state pronunciate 11 condanne a pene detentive per complessivi 7 anni e 4 mesi di carcere (in Italia ci sono state 155 condanne a complessivi 103 anni di carcere). Nella regione a queste undici condanne se ne sono sommate altre 16 al pagamento di multe.

Come nel resto d’Italia, la fase dell’istruttoria preliminare è durata molto, mediamente due anni e mezzo. Per la sentenza di primo grado i tribunali hanno impiegato mediamente altri tre anni e quattro mesi.

Questi dati inediti sui procedimenti per diffamazione a mezzo stampa (promossi prevalentemente a carico di giornalisti) che si sono svolti in Toscana nel biennio 2014-2015, sul loro numero, la loro durata e il loro esito, provengono dal Ministero della Giustizia e sono stati resi noti per la prima volta in dettaglio nel corso della conferenza stampa promossa giovedì 18 maggio 2017 a Firenze da Ossigeno per l’Informazione e dall’Ordine dei Giornalisti della Toscana. Sono stati illustrati e commentati da Carlo Bartoli, presidente dell’OdG toscano, da Alberto Spampinato, presidente di Ossigeno, e dall’avv. Andrea Di Pietro, coordinatore dell’Ufficio di Assistenza Legale di Ossigeno.

I dati della Toscana si riferiscono al Distretto giudiziario della Corte di appello di Firenze, che raggruppa i tribunali circondariali di Arezzo, Firenze, Grosseto, Livorno, Lucca, Pisa, Pistoia, Prato, Siena, il 18% del campione nazionale degli otto Distretti giudiziari di Corte d’Appello, comprendenti 43 tribunali su 139, su cui il Ministero della Giustizia ha fornito dati reali all’Osservatorio Ossigeno mettendo in luce, per la prima volta con dati reali, l’enorme dimensione delle querele che, all’esame dei giudici risultano infondate, immotivate, pretestuose: circa il 90%.

Inoltre, come ha sottolineato l’avvocato Andrea Di Pietro, coordinatore dell’Ufficio Assistenza Legale di Ossigeno, le querele contro i giornalisti risultano in continuo aumento: sono aumentate ogni anno dell’ 8% nel periodo 2011-2015.

Questi in dettaglio gli altri dati sui 656 procedimenti per diffamazione a mezzo stampa definiti in Toscana nel biennio 2014-2015 (quindi occorre dividere per due per avere il dato annuale:

Proscioglimenti: 584 pari al 89,02% (di cui 466 pari al 71,1% presso il GIP e 455 pari al 69,3% con l’archiviazione).

Condanne: 54 pari al 8,2% (di cui 32 pari al 4,8% con multe e 22 pari al 3,25% con pene carcerarie).

In Italia, secondo i dati ministeriali pubblicati da Ossigeno per l’Informazione, nel biennio 2014-15 i procedimenti giudiziari per diffamazione a mezzo stampa sono stati 656: i proscioglimenti hanno riguardato l’89,02% (pari a 584 procedimenti), le condanne sono state l’8,23% (54), mentre il 2,74% ha riguardato altri esiti.

I casi in cui il GIP ha deciso per il non rinvio a giudizio sono stati 466 mentre le archiviazioni sono state 455.

Carlo Bartoli, presidente di Odg Toscana: “I dati di Ossigeno sono allarmanti e dimostrano quanto sia in pericolo la libertà di informazione in Italia. Il ricorso allo strumento giudiziario appare infatti nella maggior parte dei casi infondato da parte del querelante che però, fino alla fase preliminare, non è chiamato neppure a risarcire le spese legali: questo a scapito del giornalista, che comunque deve sostenere i costi per la propria difesa. Il rischio è che la querela per diffamazione diventi sempre più uno strumento di intimidazione nei confronti della stampa”.

Alberto Spampinato, direttore di Ossigeno per l’Informazione: “È inspiegabile che il Parlamento continui a rinviare l’abolizione del carcere per diffamazione e le più elementari norme necessarie per impedire che le querele pretestuose e infondate siano usate come un bavaglio. È inspiegabile che non accada nulla dopo che Ossigeno ha documentato con dati ufficiali inoppugnabili lo scandalo di chi usa impunemente la giustizia a scopo intimidatorio. I dati del Ministero della Giustizia resi noti oggi a Firenze dicono che anche in Toscana chi pubblica notizie sgradite rischia molto anche se ha agito correttamente e ha detto la verità. Questi dati ci dicono che in Toscana ai nomi dei 78 giornalisti che negli ultimi anni hanno subito minacce e ritorsioni, bisogna aggiungerne altre centinaia: i nomi di coloro che hanno subito querele per diffamazione infondate, immotivate, pretestuose, intimidatorie. Nel solo 2015 sono stati almeno 233 i querelati prosciolti in fase preliminare e 11 i condannati al carcere, per complessivi 7 anni e 4 mesi, cioè a pene che la Corte Europea considera sproporzionate e ad effetto “raggelante” sulla libertà di informazione: sulla libertà che ci permette di vivere come cittadini e non come sudditi. In attesa che le leggi ingiuste vengano corrette dobbiamo assistere e aiutare chi ne è colpito”.  ASP

La cartella stampa

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