Minacce

La Federazione Antiracket annuncia querela a Bolzoni

Per le critiche sui sette milioni di euro avuti nel 2007/2013 dal PON – Piano Operativo Nazionale Sicurezza. Ossigeno: è legittimo rettificare, non intimidire

“Basse insinuazioni” e “false affermazioni”. Così la Federazione Antiracket Italiana (FAI) definisce le critiche che il giornalista Attilio Bolzoni le rivolge nell’articolo “La battaglia antipizzo dei coraggiosi e quella che lucra sui fondi pubblici”, pubblicato il 10 maggio scorso sul quotidiano La Repubblica. Pertanto, la FAI, come ha annunciato in un comunicato stampa, ha incaricato il proprio legale di “promuovere tutte le azioni civili e penali a tutela della onorabilità della Federazione stessa e del Presidente onorario Tano Grasso”.

L’articolo di Bolzoni descrive la disinvolta assegnazione, fra il 2007 e il 2013, di 13 milioni di euro dei Piani Operativi Nazionali Sicurezza (PON) amministrati dal Ministero dell’Interno, a varie associazioni” senza bandi pubblici, a fondo perduto e sulla parola”. Aggiunge che “la parte del leone, con quasi sette milioni incassati” l’ha fatto proprio la FAI, della quale dice che è conosciuta per vare avuto, negli Anni Novanta, un ruolo importante.

La FAI ha obiettato: “Questo PON prevedeva che nessuna risorsa venisse destinata a ‘fondo perduto’ ma le somme venivano corrisposte solo previa rendicontazione con il sistema cosiddetto ‘a costi reali’. E ciò passava – ha aggiunto nel comunicato stampa – attraverso un duplice livello di controlli: quello del beneficiario (l’ufficio del commissario) e dell’autorità di gestione. Non solo: gli operatori del progetto venivano selezionati in forza di un Bando Pubblico, aperto a chiunque”.

Il giornalista ha commentato: “Evidentemente si credono intoccabili. Pensano che si possano prendere sette milioni di finanziamento dallo Stato e pretendere anche il silenzio.

IL COMMENTO DI OSSIGENO – “Invocare il diritto di replica e di rettifica è corretto ed è auspicabile che i giornali ospitino sempre queste richieste – ha commentato il direttore di Ossigeno per l’Informazione, Alberto Spampinato – anche nell’interesse dei lettori. Invece rispondere alle critiche con l’annuncio di cause e querele è una pratica intimidatoria inaccettabile che Ossigeno condanna”.

ASP

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Questo episodio rientra nelle statistiche delle intimidazioni agli operatori dell'informazione di Ossigeno per l'Informazione

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