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Formazione. A Siena e Livorno in primo piano il problema spese legali

Ai corsi di Ossigeno i dati sulle querele in Toscana e i guai dei giornalisti che devono pagano in proprio per difendersi da accuse di diffamazione infondate

Il problema rappresentato dalle accuse strumentali di diffamazione a mezzo stampa, dalle querele pretestuose e dalle cause per risarcimento è stato un tema centrale al corso di aggiornamento professionale “Rettifiche e diffamazione” promosso da Ossigeno per l’Informazione con il sostegno dell’Ordine dei Giornalisti della Toscana, al quale il 6 giugno 2017 a Siena hanno partecipato 80 giornalisti e, nella replica del giorno successivo, a Livorno, altri 79 giornalisti. Alcuni di loro hanno raccontato le loro traversie e hanno chiesto una maggiore solidarietà per aiutare chi viene preso di mira e colpio da querele a scopo di intimidazione e di ritorsione.

I giornalisti colpiti da querele per diffamazione a mezzo stampa presentate in modo pretestuoso, strumentale, hanno spiegato i relatori Alberto Spampinato e Giuseppe F. Mennella, devono sostenere notevoli spese legali per dimostrare che le accuse di cui devono rispondere sono infondate e che il loro operato è stato corretto. Spesso, anche quando un giudice attesta la loro innocenza, queste spese restano a loro carico e pesano molto su chi riceve compensi sempre più magri.

Alcuni editori si fanno carico di queste spese, ma sono pochi. La maggior parte dei giornalisti dipendenti e tutti o quasi i freelance lavorano senza questa copertura. A differenza di altre caterie profesisonali, i giornalisti non  possono coprire queste spese con una assicurazione perché il giornalista condannato per diffamazione a mezzo stampa è ritenuto sempre responsabile di un comportamento doloso, anche quando ha commesso un errore involontario.

Il rischio di incorrere in querele pretestuose è elevato anche in Toscana, hanno aggiunto i relatori mostrando i dati ufficiali del Ministero della Giustizia diffusi da Ossigeno e presentati lo scorso 18 giugno a Firenze secondo i quali ogni anno in questa regione vengono promosse 328 querele e il 92 per cento si conclude con il proscioglimento degli accusati.

Finché non si riuscirà ad avere una legge più giusta, hanno concluso i relatori, per aiutare i giornalisti che incorrono in queste querele e non sono in grado di sostenere le spese necessarie per dimostrare ai giudici la loro innocenza, sarà necessario fornire loro assistenza gratuita pagandola con un fondo di solidaretà della categoria. Per innescare questo processo è nato l’Ufficio di Assistenza Legale di Ossigeno che ha già permesso ad alcuni cronisti di affrontare i procedimenti giudiziari ed essere prosciolti senza sostenere alcuna spesa.

Leggi: Diffamazione in Toscana. Video e Dossier

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