Minacce

Sperlonga (LT). CC sequestrano albergo. Giornalisti insultati e allontanati

Erano in strada con i carabinieri. Fra i proprietari dell’immobile bloccato per lottizzazione abusiva, il sindaco che è agli arresti domiciliari

A Sperlonga (Latina), la mattina del 31 maggio 2017, alcune persone, in presenza delle forze dell’ordine, hanno insultato con toni minacciosi tre giornalisti e un operatore televisivo. I cronisti si trovavano sulla strada pubblica per documentare le fasi del sequestro giudiziario dell’Hotel Ganimede, ordinato dalla Procura della Repubblica di Latina all’interno di una indagine per lottizzazione abusiva. Anche i carabinieri presenti per eseguire il sequestro sono stati insultati.

SOLIDARIETÀ – L’Associazione stampa romana e i consiglieri comunali di minoranza di Sperlonga hanno subito espresso solidarietà ai quattro cronisti con dichiarazioni pubbliche.

Il 2 giugno il delegato alle Politiche giovanili del Comune di Sperlonga, Alessandro Saccoccio, ha scritto su Facebook: “Giornalisti = feccia della società”, in un commento al comunicato di solidarietà dell’Associazione Stampa romana. Due giorni dopo si è scusato, sempre attraverso Facebook.

OSSIGENO esprime solidarietà ai cronisti di Sperlonga. “Questo e altri episodi che si sono verificati nei giorni scorsi a Roma e dintorni confermano – ha dichiarato il direttore di Ossigeno, Alberto Spampinato – che nel territorio del Lazio si respira un clima di forte intolleranza nei confronti della stampa. Nei giorni scorsi Ossigeno per l’Informazione ha nuovamente segnalato alle autorità questo clima inaccettabile e ha chiesto interventi urgenti ed efficaci in questa regione che vanta il primato di essere quella con il maggior numero di minacce e intimidazioni ai giornalisti” (leggi).

I FATTI – I giornalisti Barbara Savodini (Il Messaggero), Federico Domenichelli (Latina Oggi), Mirko Macaro (h24notizie.it) e il videoperatore Giuseppe Mele (collaboratore di Universo Tv) erano davanti all’ingresso dell’Hotel Ganimede per documentare il sequestro giudiziario, ma si sono dovuti limitare a scattare fotografie da lontano. A causa del clima di tensione, i carabinieri infatti hanno chiesto loro di allontanarsi.

La presenza dei giornalisti aveva scatenato immediate proteste e insulti da parte di persone delle quali i cronisti non sono in grado di dire i nomi. Una donna, che si trovava davanti all’ingresso dell’albergo, appena ha notato i cronisti e la loro telecamera, li ha subito diffidati minacciosamente: li avrebbe denunciati se l’avessero filmata o fotografata. Poco dopo un uomo è uscito dall’albergo e, scorgendo i giornalisti, li ha insultati dicendo, fra l’altro: “Fate un lavoro di merda”. Un altro uomo, sopraggiunto in auto, ha insultato sia loro sia i carabinieri presenti: “Siete tutti dei cornuti, non siete degni di stare a Sperlonga”. A quel punto i militari hanno deciso di far allontanare i giornalisti, ma prima hanno registrato i loro nomi quali testimoni.

L’ALBERGO – Per effetto del sequestro, l’Hotel Ganimede non può accogliere nuovi clienti. Agli ospiti presenti è stato consentito di restare fino a domenica 4 giugno. La struttura alberghiera appartiene a una società di cui fanno parte il sindaco di Sperlonga, Armando Cusani, che si trova agli arresti domiciliari con l’accusa di turbativa d’asta, e il vicesindaco Francescoantonio Faiola, che svolge le funzioni di primo cittadino. Entrambi sono firmatari di numerose querele per diffamazione nei confronti dei giornalisti. Cusani ne ha promosso oltre venti (leggi), Faiola almeno dieci, otto delle quali nei confronti di Federico Domenichelli di Latina Oggi (leggi).

MF-ASP

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Questo episodio rientra nelle statistiche delle intimidazioni agli operatori dell'informazione di Ossigeno per l'Informazione

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