Newsletter

Ossigeno. Ultime Notizie e comunicazioni | Venerdì 16 giugno 2017

Cosa ci dicono gli episodi di minacce e intimidazioni a giornalisti e blogger rilevati dall’Osservatorio in Italia dal 10-16 giugno

Tre cronisti e un video operatore si presentano davanti a un edificio per documentare il sequestro giudiziario dell’immobile ordinato dalla magistratura e vengono insultati minacciosamente da alcune persone danneggiate dal provvedimento. Le forze dell’ordine, come è avvenuto il 31 maggio 2017 a Sperlonga, in provincia di Latina (leggi), risolvono la tensione invitando gli operatori dell’informazione ad andarsene, impedendo così di documentare giornalisticamente un fatto di indubbio interesse pubblico. Agendo così, hanno tutelato la libertà di informazione e il diritto di cronaca o ne hanno ostacolato il libero esercizio? Per l’ordine pubblico dobbiamo rinunciare all’informazione, che è un diritto garantito dalla Costituzione?

Ossigeno e l’Associazione Stampa Romana hanno rivolto queste domande retoriche al Prefetto di Latina, invitandolo a creare un colloquio fra giornalisti e responsabili delle forze dell’ordine per instaurare una prassi più rispettosa del lavoro dei cronisti e del diritto dei cittadini di essere informati. A Latina questa sollecitazione è stata presa in considerazione dal Prefetto (leggi), nel corso del primo degli incontri con i prefetti del Lazio, chiesti da ASR e Ossigeno per discutere con i rappresentati delle istituzioni che cosa si può fare concretamente per ridurre la pressione intimidatoria sui cronisti, una pressione che in questa regione risulta la più alta d’Italia, come spiega il Dossier di Ossigeno sul Lazio.

Il problema è più che mai attuale come dice un altro episodio verificatosi il 6 giugno a Roma, quando una giornalista del Corriere della Sera, Maria Egizia Fiaschetti, e un fotografo dello stesso giornale (vedi), sono stati minacciati e insultati da alcuni venditori ambulanti del mercato all’aperto di Piazzale Flaminio, nel centro di Roma mentre documentavano il degrado della piazza e la presenza di banchi di vendita non autorizzati. I vigili urbani hanno assistito alla scena e, quando la giornalista li ha sollecitati a intervenire, non lo hanno fatto. “Andate a querelare”, hanno risposto.

Queste cose non accadono soltanto nel Lazio. Prendersela con i giornalisti che fanno cronaca, che pongono domande sgradite, trattarli come ficcanaso importuni e minacciarli, insultarli, aggredirli, è facile in tutta Italia, anche perché questo lavoro che fanno nell’interesse pubblico non è adeguatamente tutelato. Il 4 giugno il cronista Silvio Schembri e il cameraman Salvatore Butticé erano a Trapani per realizzare un servizio per la trasmissione tv La Gabbia su un candidato sindaco particolare, Girolamo Fazio, indagato per corruzione e perciò messo agli arresti domiciliari durante la campagna elettorale e appena scarcerato. Lo hanno raggiunto in strada, gli hanno chiesto in modo incalzante come conciliava la sua posizione giudiziaria con la candidatura a primo cittadino e a quel punto sono stati ostacolati fisicamente, insultati e spintonati e costretti a sospendere il servizio (leggi).

In Italia episodi simili accadono spesso e si lascia correre. In altri paesi è diverso. Ossigeno lo ricorda riferendo come negli Stati Uniti un candidato al Congresso che ha aggredito un cronista del quotidiano inglese The Guardian, nel giro di venti giorni dal fatto è stato condannato a 385 dollari di ammenda e a 40 ore di assegnazione ai servizi sociali (leggi) e la pena sarebbe stata più alta se non avesse dimostrato alla Corte, quale segno di ravvedimento che aveva appena fatto una donazione di 50mila dollari a un’associazione simile a Ossigeno che si occupa della difesa della libertà di informazione e della protezione dei giornalisti.

Questa settimana Ossigeno ha segnalato numerosi altri episodi di intimidazione e di abuso delle procedure giudiziarie: fra l’altro l’annullamento dell’oscuramento parziale di un articolo ordinato dal Gip di Palermo senza il parere del pm (vedi), l’archiviazione di una querela per diffamazione di Francesco Storace alla giornalista Ilaria Lonigro, collaboratrice de ilfattoquotidiano.it, e al direttore Peter Gomez perché l’accusa è stata ritenuta infondata.

MF-ASP

Leggi anche

Sette intimidazioni a giornalisti e blogger dal 10 al 17 giugno 2017

La rassegna stampa di Ossigeno 10-17 giugno 2017

Licenza Creative Commons I contenuti di questo sito, tranne ove espressamente indicato, sono distribuiti con Licenza Creative Commons Attribuzione 3.0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

CHIUDI
CLOSE