Libertà d'informazione

Calabria. Procuratore De Raho, proteggere giornalista Klaus Davi

Secondo il magistrato è dovere istituzioni consentirgli di proseguire l’inchiesta che lo espone a minacce della ‘ndrangheta

“È evidente che là dove c’è un giornalista che svolge un’attività di inchiesta così penetrante, è necessario che questo venga tutelato”: lo ha detto il procuratore capo di Reggio Calabria, Federico Cafiero De Raho, riferendosi al pubblicitario e giornalista Klaus Davi e ai numerosi attacchi che ha ricevuto per la sua attività giornalistica in Calabria. L’ultimo episodio è stato riferito dall’agenzia ItalPress il 6 luglio 2017: il titolare di un bar, cognato di un boss, ha diffidato Davi a non tornare nel suo locale anche in quanto omosessuale.

“Noi abbiamo avviato una indagine su questo episodio. Non posso aggiungere altro”, ha dichiarato il procuratore de Raho al network calabrese RTV aggiungendo che a questo punto è dovere delle forze dell’ordine assicurargli un’adeguata protezione per consentirgli di proseguire la sua attività.

“La tutela per Davi è necessaria, perché il suo lavoro giornalistico consiste in un’inchiesta portata avanti nei confronti di esponenti della ‘ndrangheta o comunque di famiglie vicine alla ‘ndrangheta. Il suo modo di porgersi finisce per determinare una sua maggiore esposizione, che in un territorio come questo, in cui la ‘ndrangheta è capillarmente presente, potrebbe certamente determinare pericolo per la sua incolumità”.

Da marzo del 2016 il massmediologo ha avviato un’intesa attività d’inchiesta sulla ‘ndrangheta e, più di una volta, ha subito minacce a causa di questa attività (leggi tutti i casi segnalati da Ossigeno).

RDM

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