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Cosa ha visto Ossigeno questa settimana – 8-14 luglio 2017

Nuove iniziative ONU per la protezione dei giornalisti e dell’agenzia FRA sui diritti – Le minacce più gravi – I segnali positivi

Negli ultimi giorni Ossigeno per l’Informazione ha partecipato a due importanti iniziative di livello internazionale: a Ginevra a una consultazione per implementare con modalità nuove, in ogni paese, il “Piano di azione dell’ONU per la Sicurezza dei giornalisti e la lotta all’impunità” (leggi); a Roma, a un seminario per trovare, con l’impulso e le risorse della FRA (Agenzia Europea per i Diritti Fondamentali), il modo migliore di comunicare ad un pubblico più ampio possibile la conoscenza dei diritti umani e le modalità per esercitarli (leggi).

Queste iniziative incrociano l’esperienza storica e le più recenti iniziative innovative dell’Osservatorio italiano: dal concerto del 21 giugno 2017 dedicato alla libertà di stampa, alle decine di incontri e corsi di formazione per migliaia di studenti, giornalisti, detenuti sui temi della legalità e sulla limitazione imposta in vari modi e a vario titolo al diritto fondamentale di informare e di ricevere informazioni.

È incoraggiante vedere che, finalmente, in questo campo, le Nazioni Unite si stanno ponendo il problema di mobilitare in modo corale e massiccio le loro forze, e che le agenzie dell’Unione Europea cercheranno di operare in modo più incisivo, coinvolgendo una cerchia di interlocutori più ampia di quella rappresentata dagli esperti del settore.

Un’altra novità incoraggiante arriva da Vienna, dove l’OSCE, dopo molti rinvii e oltre un anno di funzionamento a scartamento ridotto, ha scelto il suo nuovo Rappresentante per la libertà dei media, rimettendo così in piena attività un ufficio che per quasi un decennio, durante il mandato di Dunja Mijatovic, è stato un importante punto di riferimento per le ONG di molti paesi impegnate a difendere la libertà di informazione (leggi).

Abbiamo grande bisogno di istituzioni in grado di affrontare con una visione nuova e con coraggio la progressiva attenuazione dello spazio concesso alla liberà di stampa e di espressione, per superare un trend negativo che ormai si manifesta anche nei paesi occidentali di consolidata democrazia, una tendenza che si esprime nel modo più grave e drammatiche con le intimidazioni e le minacce rivolte a giornalisti e blogger.

In Italia, dall’inizio del 2017 a oggi, Ossigeno ha già segnalato oltre duecento episodi di questo genere. Sono numerose le intimidazione riferite in dettaglio questa settimana sul sito dell’Osservatorio. Ne ricordiamo alcune: in Calabria, gli ultimi attacchi al giornalista Klaus Davi, e il commento del Procuratore di Reggio Calabria, Federico Cafiero De Raho, che ha affermato il dovere delle istituzioni di proteggere chi, come lui, svolge inchieste sulla ‘ndrangheta; ancora in Calabria, le minacce al giornalista Ilario Filippone, che risalgono al 2014 ma di cui lo stesso è stato informato soltanto ora, attraverso il contenuto dell’ordinanza di arresto che ha portato in carcere decine di esponenti della criminalità organizzata locale (leggi); a Palermo, la lettera anonima inviata al cronista di Repubblica Salvo Palazzolo per intimargli di mettere la sordina alle notizie che pubblica su un processo per mafia in corso di svolgimento, per il quale è stato contestualmente minacciato il giudice che se ne occupa (leggi); a Napoli, le assillanti e continue persecuzioni che il giornalista Gennaro Del Giudice subisce da 4 mesi da uno stalker e per le quali finora non ha avuto adeguata protezione (leggi).

In ambito giudiziario ha fatto nascere serie perplessità la sentenza della Corte di appello di Milano che ha condannato per diffamazione due giornalisti umbri che hanno riferito in un articolo le parole pronunciate da un candidato alle elezioni durante un comizio (leggi). Preoccupa anche la richiesta di 120mila euro di danni per diffamazione presentata da un procuratore e da un suo sostituto a carico di un due giornalisti e di una piccola società editrice, per un articolo in cui si criticano le loro scelte investigative (leggi). Perplessità suscita anche il sequestro preventivo di un video pubblicato online per documentare il maltrattamento degli animali in un impianto di allevamento (leggi).

Per fortuna c’è da segnalare anche qualche novità positiva, come l’annuncio del Prefetto di Napoli che ha reso noto di aver identificato e denunciato gli autori delle minacce a quattro giornalisti presi di mira per aver documentato le vicenda di un istituto scolastico accusato di rilasciare diplomi con troppa facilità (leggi).

Informazioni più dettagliate e complete su queste e altre vicende si trovano sul sito di Ossigeno (leggi).

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