Minacce

Pignataro. “Basta articoli su di noi”. Pm chiede rinvio a giudizio

L’udienza per decidere è fissata a dicembre 2017. I fratelli Gaetano e Giuseppe Lubrano accusati di averlo intimato a Salvatore Minieri

Il 7 luglio 2017 il pubblico ministero della Dda della Procura di Napoli, Fabrizio Vanorio, ha chiesto il rinvio a giudizio dei fratelli Giuseppe Lubrano e Gaetano Lubrano per tentata minaccia con il metodo mafioso al giornalista Salvatore Minieri. I fatti risalgono al 18 maggio 2010, quando Minieri seguiva la cronaca giudiziaria per la Gazzetta di Caserta. L’udienza davanti al Gip per decidere sul rinvio a giudizio è fissata per il 21 dicembre 2017.

I due avrebbero avvicinato Minieri nei pressi del cimitero comunale di Pignataro Maggiore (Caserta) per intimargli di non scrivere più articoli sul conto della loro famiglia. Il giornalista aveva denunciato l’episodio ai carabinieri di Pignataro. L’Ordine dei Giornalisti della Campania ha espresso solidarietà al cronista.

I FATTI –  “Ma come dobbiamo fare con te?”: questa la frase che i due fratelli Lubrano avrebbero rivolto a Minieri il 18 maggio 2010. In quel periodo il giornalista stava conducendo un’inchiesta sulla zona industriale di Pignataro e sulle possibili infiltrazioni della criminalità organizzata, attraverso l’alleanza del clan Nuvoletta-Lubrano con capi mafia di Cosa Nostra.

I LUBRANO – Giuseppe e Gaetano Lubrano sono i figli del boss Vincenzo – capo dell’omonimo clan – e fratelli di Raffaele, assassinato nel 2002. La famiglia Lubrano, come specificato nell’atto della Dda, è “alleata alla famiglia Ligato nel controllo di stampo camorristico del territorio comunale di Piganataro Maggiore e del circondario dell’agro caleno”. In particolare Gaetano Lubrano, all’epoca dei fatti, era imputato di associazione mafiosa (reato per il quale poi fu condannato in primo grado); Giuseppe, invece, era destinatario della misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno.

Ossigeno si è già occupato in passato di Salvatore Minieri (leggi).

RDM

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Questo episodio rientra nelle statistiche delle intimidazioni agli operatori dell'informazione di Ossigeno per l'Informazione

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