Aggiornamento minaccia

Risarcimento. Riferirono le frasi di un comizio. Condannati a Milano

Cinquemila euro a carico cronista, direttore ed editore Giornale dell’Umbria citati da Montezemolo. L’oratore era Oscar Giannino. Tema: un’alleanza politica fallita

I giornalisti Andrea Luccioli e Giuseppe Castellini e il Gruppo Editoriale Umbria 1819 srl sono stati condannati a pagare un risarcimento di cinquemila euro a titolo di riparazione pecuniaria all’imprenditore Luca Cordero di Montezemolo che li ha citati in giudizio per diffamazione, oltre a partecipare in solido con il giornalista Oscar Giannino al pagamento di 15mila per la stessa ragione. Inoltre devono contribuire per la loro parte al risarcimento delle spese legali di primo e secondo grado, e a restituire a Montezemolo le somme da lui corrisposte a titolo di indennizzo per effetto della sua condanna nel primo grado di giudizio. Questo passaggio di denaro tuttavia non ci sarà perché nel frattempo c’è stata una transazione fra le parti.

I giornalisti sono stati giudicati colpevoli per avere riferito, in un articolo di cronaca, senza verificarne la veridicità, alcune affermazioni di “valenza diffamatoria” pronunciate nel 2013, durante un comizio elettorale, dal candidato Oscar Giannino, che è stato condannato con la stessa sentenza (leggi).

Al termine del processo di primo grado erano stati assolti sia i giornalisti che l’editore e il candidato. Il 10 gennaio 2017 la II Corte d’Appello civile di Milano li ha condannati a corrispondere le cifre specificate.

L’articolo contestato fu firmato da Luccioli e pubblicato sul Giornale dell’Umbria, di cui Castellini era il direttore responsabile. Le frasi contestate riguardano il motivo per cui era naufragata un’alleanza elettorale fra il movimento politico di Giannino e quello di Montezemolo. Giannino non è riuscito a dimostrare ai giudici che la sua versione dei fatti, in cui attribuisce a Montezemolo motivazioni poco nobili, corrispondesse alla verità.

Secondo la Corte, i giornalisti umbri hanno sbagliato a riferire quelle frasi senza controllarne la veridicità. Dal loro comportamento, scrivono i giudici, emerge “una sostanziale mancanza di neutralità”.

Andrea Luccioli ha spiegato a Ossigeno che, agli effetti pratici, la sentenza non dovrebbe avere alcuna conseguenza perché, dopo la sentenza di primo grado, “i legali del Gruppo Editoriale Umbria 1819 e gli avvocati di Montezemolo hanno sottoscritto un accordo. Esso prevede che l’imprenditore ex presidente della Ferrari non avrebbe insistito nella sue pretese economiche risarcitorie” nei confronti dei due giornalisti “neppure nel caso che, al termine del processo di appello, fosse arrivata una riforma parziale o totale della sentenza di primo grado”. Di conseguenza, chiarisce Luccioli, per lui e il suo ex direttore la sentenza di Appello non produrrà conseguenze.

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