Come è nato l’Osservatorio, le sue tappe

L’osservatorio “Ossigeno per l’informazione” è stato istituito congiuntamente dalla FNSIe dall’Ordine dei Giornalisti. La proposta fu lanciata al Congresso della FNSI di Castellaneta Marina, dopo le gravissime minacce a Lirio Abbate, Roberto Saviano e Rosaria Capacchione, con l’obbiettivo di monitorare la condizione dei numerosi cronisti minacciati in Italia e di rafforzare la loro protezione. Il progetto fu approvato dal Consiglio Nazionale il 26 marzo 2008.

Il debutto pubblico risale al Convegno dell’11 luglio 2008 a Palermo, sul tema “Mafia, intercettazioni, cronisti sotto scorta”. Da allora Ossigeno ha svolto decine di convegni e incontri in tutta Italia: Trapani, Ragusa, Modica, Bari, Foggia, Benevento, Roma, Perugia, Fiuggi, Napoli, Caserta, Casal di Principe, Milano, Genova, Cuneo, Reggio Emilia, Imola, Piacenza, Ferrara, Modena, Forlì, Firenze, Urbino, Schio, Bologna, sono state le principali tappe.

Il primo Rapporto annuale di Ossigeno è stato consegnato al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano il 20 luglio 2009 .
Il secondo Rapporto annuale di Ossigeno è stato presentato a Napoli al Premio Siani il 23 settembre 2010.

La versione in lingua inglese del Rapporto 2010 è stata presentata il 6 dicembre 2010 a Roma alla Stampa Estera, con l’annuncio delle versioni in lingua inglese e spagnola.

Le traduzioni hanno dato risonanza internazionale al lavoro di Ossigeno e hanno permesso di estendere la rete delle adesioni morali al lavoro di monitoraggio e analisi. Sono state realizzate con convenzioni a titolo gratuito stipulate con l’Università di Bologna, con il Goethe Institute e con l’Istituto Cervantes di Roma.

L’osservatorio ha ottenuto il patrocinio di Unesco Italia (in corso di perfezionamento). La sua attività di documentazione e di denuncia ha suscitato, fra l’altro, l’interesse dell’ International Press Institute di Vienna e del Comitato Freedom on the Media dell’OSCE (Organizzazione per la Sicurezza e Cooperazione in Europa) e di rappresentanti dell’Open Society Foundation di New York.