GLI SPECIALI DI OSSIGENO | EMILIA-ROMAGNA: GIOVANNI TIZIAN

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GIOVANNI TIZIAN

Su Giovanni Tizian molto è stato scritto e raccontato da quando, poche settimane fa, la sua storia è diventata di dominio pubblico. Il 22 dicembre scorso, infatti, i carabinieri l’hanno avvertito al telefono che era ‘esposto ad un pericolo’, e che avrebbe fatto bene ad accettare la loro protezione. Da quel momento Tizian viene accompagnato nei suoi spostamenti da una scorta. Tutto a causa dei suoi articoli, realizzati dal 2006 ad oggi, sulle infiltrazioni della criminalità organizzata nella regione dove vive da quando, a 12 anni, la sua famiglia si è trasferita dalla Calabria. Il padre di Tizian, Peppe, un innocente impiegato, era stato ucciso dalla ‘ndrangheta qualche anno prima.

Molti hanno parlato del coraggio di Giovanni, alcuni della sua condizione di precario, pagato pochi euro ad articolo (nonostante lavori anche per grandi gruppi editoriali). Testate di tutti i tipi l’hanno intervistato, in rete hanno iniziato a circolare video e articoli che lo riguardano. Molti colleghi hanno tentato di rendere giustizia al suo lavoro parlando di lui nei loro editoriali, ricordando le difficoltà di un giornalista che fa inchieste scomode. E fra la molta attenzione dedicata a Giovanni si segnala la campagna “Io mi chiamo Giovanni Tizian” (http://www.iomichiamogiovannitizian.org/), organizzata dall’associazione daSud e da Stop’ndrangheta.it: un appello per tutelare lui ma anche tutti i giovani giornalisti precari d’Italia.

Ma c’è voluta, appunto, una minaccia concreta per sdoganare al grande pubblico il lavoro di Tizian. Eppure, racconta il caposervizio della Gazzetta di Modena Giovanni Gualmini, Tizian ha scritto “un centinaio di articoli sul nostro giornale, in realtà soltanto una parte del suo immenso lavoro di ricerca, che ha fotografato un quadro inquietante dell’attività malavitosa che si consuma in città e in provincia”. Nonostante il suo immenso e faticoso lavoro, di criminalità organizzata in Emilia-Romagna se ne parlava difficilmente fuori dai confini locali.

Ora , dopo che ha acquisito notorietà, la gente riempie le sale dove Tizian presenta il suo libro, Gotica: ‘ndrangheta, mafia e camorra oltrepassano la linea (Round Robin Editrice), in cui racconta di come si è inserita la criminalità organizzata aldilà degli appennini tosco-emiliani e della corruzione di politici e imprenditori corrotti che si nutrono del potere dei clan per restarne poi fagocitati.

In pochi giorni questo giornalista di neanche trent’anni è passato dall’anonimato a paladino dell’informazione di qualità, di coraggio e lotta alla mafia.

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