GLI SPECIALI DI OSSIGENO | EMILIA-ROMAGNA: LE INCHIESTE DI GIOVANNI TIZIAN

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LE INCHIESTE DI GIOVANNI TIZIAN

“Da quando lavoro a Modena ho scoperto che casalesi, ‘ndrangheta e Cosa nostra, operano in Emilia Romagna come se fossero a casa loro. Nell’ultimo anno le indagini che hanno riguardato il territorio emiliano romagnolo sono state numerose. Arresti, sequestri, processi. Da Rimini a Piacenza le cosche corrono rapide di cantiere in cantiere e consolidano il loro potere. Autotrasporto, edilizia, azzardo legale e illegale, facchinaggio. Parlare di narcotraffico e di pizzo è parlare, in fondo, di una questione di ordine pubblico. Ricostruire i percorsi del denaro mafioso vuol dire demolire la facciata di legalità creata con la complicità dei cosiddetti “colletti bianchi”. Rapporti che rendono i boss invisibili e socialmente accettati. E succede così che l’apertura di un negozio etnico suscita più allarme sociale rispetto alla colonizzazione dei territori da parte delle cosche. Che in questi territori, oltre la linea Gotica si sentono forti, e protette”.

Sono le parole scritte da Tizian stesso. Le sue inchieste negli ultimi hanno sono finite sulla Gazzetta di Modena, su Linkiesta e Narcomafie. Come quella sull’operazione “Staffa” della Dda di Napoli, che ha portato all’arresto del boss Francesco Vallefuoco e di altre 28 persone. Uno fra i tanti filoni dell’inchiesta era legato alla Repubblica di San Marino, con accuse di riciclaggio di denaro e collusioni con la camorra a carico di un noto imprenditore locale. Tutto avveniva attraverso vari meccanismi ben rodati grazie ai soldi della camorra, e i magistrati hanno mostrato lo stretto rapporto di tra clan e colletti bianchi. Tizian ha raccontato tutto ciò, facendo nomi e cognomi, pubblicando intercettazioni, indicando esponenti e svelando ai lettori gli interessi dei boss e dei loro protetti. Articoli come questi non sono piaciuti a chi ha pensato di fargli del male. Ma lui continua a lavorare, anche con la scorta, anche se ha difficoltà a muoversi liberamente e devo rispettare chi lo accompagna. Il 19 gennaio, ad esempio, la Gazzetta di Modena ha pubblicato una sua intervista a due imprenditori emiliani che hanno avuto il coraggio di rifiutarsi di pagare il pizzo e di denunciare per ben tre volte il loro usuraio. Andrà avanti a scrivere Giovanni Tizian, nonostante il pericolo, nonostante gli articoli vengano pagati una manciata di euro, nonostante tutto, perché, parole sue, si scrive “perché la passione prevale, non si riesce a dominarla”.

Alcune inchieste:

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