GLI SPECIALI DI OSSIGENO | EMILIA-ROMAGNA: LIRIO ABBATE

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SCRITTE MURALI CONTRO LIRIO ABBATE

La sera di venerdì 11 novembre a Bologna, sotto la redazione di Repubblica, in via Santo Stefano, i muri erano stati imbrattati di scritte ingiuriose e minacciose contro il giornalista dell’Espresso Lirio Abbate. Erano stati affissi anche dei manifesti in formato A3, che raffiguravano un’immaginaria copertina dell’Espresso con la foto del volto di Abbate. La firma era quella di un gruppo anarco-insurrezionalista. Una settimana prima il cronista aveva pubblicato proprio un’inchiesta sulle violenze che vengono teorizzate nel mondo anarco-insurrezionalista che gravita attorno al capoluogo emiliano. Nelle sue indagini Abbate aveva percepito, scrive, un movimento “unito solo dalla volontà di distruggere i simboli della società consumistica”, senza una ideologia di base ma forte unicamente di slogan “anti” a prescindere.

 Per Abbate non si trattava del primo episodio di minacce: il giornalista vive infatti sotto scorta dal 2007, quando, ancora al lavoro a Palermo per l’Ansa, venne minacciato di morte dalla mafia, e un attentato nei suoi confronti fu sventato all’ultimo momento.