GLI SPECIALI DI OSSIGENO | EMILIA-ROMAGNA: SAN MARINO

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LA MAFIA A SAN MARINO E DINTORNI

David Oddone è un giovane giornalista che lavora per L’informazione di San Marino. Si è occupato intensamente di criminalità, infiltrazioni mafiose e reati finanziari nella repubblica sanmarinese (argomenti di cui ha scritto, con Antonio Fabbri e Monica Moroni, nel libro Mafie a San Marino). Si tratta delle stesse questioni, delle stesse inchieste di cui si occupato Giovanni Tizian. Per aver fatto il suo lavoro, David Oddone nel 2010 è stato minacciato di morte.

Oddone è andato a ficcare il naso nelle pieghe oscure del mondo politico e imprenditoriale locale. Un mondo che non parlava volentieri dei problemi legati alle infiltrazioni mafiose. “Addirittura quei giornalisti che parlavano apertamente di mafia come il sottoscritto, venivano tacciati di rovinare l’immagine del Paese” spiega Oddone. “Sono stato bollato – continua – come un ‘italiano che vuole male a San Marino’. Oggi invece, attraverso l’ottimo lavoro portato avanti dal tribunale sammarinese e le inchieste di alcuni giornalisti, e dopo le minacce a Tizian, nessuno può più dire di non sapere”.

Due volte ha ricevuto lettere con minacce di morte. “Si tratta” racconta “di un modo come un altro per provare a zittire i cronisti che cercano di fare il loro mestiere con la schiena dritta”. Di solidarietà Oddone ne ha ricevuta da parte delle organizzazioni italiane dei giornalisti, ma non dalle istituzioni e dal mondo della politica sanmarinese.

Oltre a questi casi più gravi, Oddone ha dovuto poi fare i conti anche con le ‘minacce’ legali, quelle querele pretestuose usate spesso per fermare inchieste scomode: “La nostra redazione ne ha già collezionate una cinquantina in pochi anni, tutte poi archiviate”, racconta. “Nel 2010 scrissi di una banca della mafia, in riferimento ad una finanziaria sammarinese. Venni querelato per diffamazione (la querela venne poi archiviata). Ebbene oggi si può dire senza ombra di dubbio che avevo ragione. Ma prima di arrivare a questo risultato nel giro di quattro anni ho preso una ventina di querele”, racconta.

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